PONTELANDOLFO FU UNA VERA STRAGE. ANZI, UNA RAPPRESAGLIA. L'intervista al Presidente dell'Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie, Fernando Riccardi, a cura di Gennaro Grimolizzi per Domus Europa


Si riaccende il dibattito sui fatti dell’agosto del 1861. Intervista a Fernando Riccardi

A cura di Gennaro Grimolizzi



Ci risiamo. Una cosa molte triste nella storiografia e nella pubblicistica. Minimizzare o vestire la divisa di questa o quella “squadra di intellettuali”. Fare la conta dei morti. Succede da decenni, da quando la pietra tombale, posta da chi decise che non si dovevano rivelare tanti aspetti di come venne “fatta” l’Italia, è stata rimossa da validi e, viste certe circostanze, coraggiosi studiosi dell’unità nazionale.

Pochi giorni fa “La Lettura”, inserto culturale del Corriere della Sera, ha dedicato una pagina intera al libro in uscita di Giancristiano Desiderio, collaboratore di Via Solferino e direttore del periodico “Il Sannio”. Eloquente il titolo dell’articolo. Come detto prima, “solo” tredici morti e non centinaia a proposito dei fatti accaduti nell’agosto del 1861 nel borgo di Pontelandolfo, in provincia di Benevento. Qui il Regio Esercito represse nel sangue la rivolta dei cittadini ancora vicini ai Borbone e critici verso chi voleva unificare con la forza e la prepotenza. Il Corrierone (un tempo), a proposito del volume di Desiderio, esalta le ricerche del giornalista campano. Le sue argomentazioni rivelano una volta per tutte, la verità sugli accadimenti di oltre centocinquanta anni fa. E viene in mente un avvocato che alla conclusione delle sue arringhe era solito dire: “Questi sono i fatti, Vostro Onore. Quelli veri!”. Per alimentare il dibattito su tante pagine di storia dimenticata o presentate con le vesti della minimizzazione partigiana abbiamo interpellato il giornalista e storico Fernando Riccardi, che da sempre studia gli episodi che fecero l’Italia e gli italiani.

L’ultimo libro di Giancristiano Desiderio, “1861 Pontelandolfo. Tutta un’altra storia”, rivede i fatti tragici di oltre un secolo e mezzo fa. Cosa ne pensa?

«La sua domanda ha bisogno di una risposta articolata. Intanto aspettiamo di leggere il libro prima di dare un giudizio, una regola di assoluto buon senso non a tutti cara. Gli articoli di presentazione apparsi sui mass media in queste ultime settimane lasciano intendere che Desiderio metterà a disposizione dei lettori e degli studiosi un apparato documentale ed archivistico in grado di sconvolgere ogni ricostruzione che fino ad ora è stata fatta di quei tragici fatti. Staremo a vedere. Per il momento si è limitato ad annunciare che i morti di quel 14 agosto 1861 a Pontelandolfo non furono centinaia ma soltanto tredici, come risulta dai “libri mortuorum” conservati nelle chiese parrocchiali del piccolo paese del beneventano. E qui già si può notare una piccola ma significativa discrepanza».

Quale?

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