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mercoledì 2 novembre 2016

BORBONE DUE SICILIE: TESI E CONFUTAZIONI



Gentili amici, vi propongo un altro bell'articolo di Giovanni Grimaldi sperando possiate trovarlo interessante:



Gentili signore e signori,

vi segnalo, per la curiosità degli appassionati e degli studiosi, questa intervista di Don Pedro di Borbone sulla disputa "duosiciliana" (in realtà ispanico-duosiciliana).
Interessanti (ma scorrette) le tesi e le conclusioni dichiarate da Don Pedro. 
Ovvero l'attuale versione del pensiero spagnolo sull'argomento.

Ecco le tesi. E le loro confutazioni.


TESI 1) Il Gran Magistero del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio.

Questa carica succede per rigorosa linea agnatica fino ai nostri giorni.
A questo Gran Magistero non ha mai rinunciato il suo bisnonno. 
Pertanto, seguendo la linea agnatica, il Gran Magistero ricade nella persona di Don Pedro(*) dalla morte del padre.

CONFUTAZIONE ALLA TESI 1) Il Gran Magistero del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio.

Tale Gran Magistero, come ampiamente spiegato nello studio dinastico pubblicato nella XXXII ed. dell'Annuario della Nobiltà Italiana e qui citato più volte, è unito indissolubilmente alla dignità di Capo della Real Casa.
Infatti tale Ordine (come già era per i Farnese) è un Ordine dinastico-familiare, che pertanto non può trasmettersi semplicemente nella linea primogenita legittima, MA si deve trasmettere esclusivamente nella linea primogenita dinastica.

Infatti le leggi dinastiche dei Borbone delle Due Sicilie distinguono fra semplice discendenza legittima e discendenza legittima e dinastica.
Quindi, siccome la linea di Carlo Tancredi (1870-1949), bisnonno di Pedro, non era dinastica delle Due Sicilie, perchè appartenne ed appartiene alla Real Casa di Spagna, il Gran Magistero, unitamente alla dignità di Capo della Real Casa, non appartengono a tale linea, ma sono stati tramandati nella linea dinastica legittima, quella di Ranieri, fino all’attuale Duca di Castro.
Da notare poi, come meglio chiariremo nel successivo punto, che Carlo Tancredi rinunciò espressamente anche a qualsiasi onorificenza cavalleresca (ed ogni diritto dinastico) che gli proveniva dalla sua Real Casa.


TESI 2) La dignità di Capo della Casa Borbone delle Due Sicilie.



Questa dignità si eredita sempre per linea maschile ed agnatica.
A questa dignità giammai rinunciò il suo bisnonno l'Infante Don Carlos (Carlo Tancredi ndr.).

bellisima foto con errore. Essendo vivente Re Francesco, il Duca di Calabria (Atto sovrano n. 594 del 4 gennaio 1817) è il Principe Alfonso, Conte di Caserta. Il Principe Ferdinando Pio, all'epoca della foto Duca di Noto, divenne Duca di Calabria il 27 dicembre 1894 alla morte del Re. Alla morte del Padre diverrà Duca di Castro e Capo della Real Casa.


CONFUTAZIONE ALLA TESI 2) La dignità di Capo della Casa Borbone delle Due Sicilie.
Anche in questo caso le leggi dinastiche dei Borbone delle Due Sicilie distinguono fra semplice discendenza legittima e discendenza legittima e dinastica.
Dai documenti ufficiali spagnoli, reperiti da uno storico spagnolo, la cui opera è SCARICABILE anche online (pagine 286-289)
comprendiamo in maniera inoppugnabile che Carlo Tancredi (bisnonno di Don Pedro), proprio per poter sposare e la Principessa delle Asturie, dovette sottostare, rispettare ed obbedire alle condizioni inderogabili che gli impose Regina reggente di Spagna

Tali condizioni erano le seguenti:
a) Carlo Tancredi doveva naturalizzarsi spagnolo
b) Carlo Tancredi doveva fare rinuncia esplicita (da tener segreta) a QUALUNQUE diritto proveniente dalla sua famiglia (per se stesso ed i suoi discendenti)
c) Carlo doveva rinunciare ad usare qualsiasi titolo e decorazione dei Borbone Due Sicilie.

Carlo Tancredi si naturalizzò spagnolo, rinunciò (con il cosiddetto Atto di Cannes) a tutti i suoi diritti dinastici duosiciliani e rinunciò a qualsiasi titolo e decorazione dei Borbone delle Due Sicilie (infatti fu cancellato dai ruoli degli Ordini cavallereschi borbonici, in primis proprio da quello Costantiniano e non usò MAI nessun titolo dinastico duosiciliano).


il legittimo Capo della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie S.A.R. il Principe Carlo di Borbone delle Due Sicilie, Duca di Castro, insieme con il cav. gr. Cr. di Grazia nob. dr. Antonio di Janni, delegato vicario per la Sicilia del S.M.O.C. di San Giorgio.




TESI 3) La pretensione al Trono delle Due Sicilie o dignità di Capo della Casa Reale delle Due Sicilie.
Questo è l'unico punto che Don Pedro, ritenendosi generoso, ritiene discutibile, perché in effetti, il suo bisnonno nel 1900 firmò una "rinuncia condizionale".
Ma Don Pedro, ritiene di non avere alcun dubbio che questa rinuncia non abbia avuto nessun effetto, perché si sono avverate le sue condizioni.
Ribadisce ancora dei rapporti emessi dagli organi spagnoli nel 1983 e dalla relazione emessa nel 1984 dal Consiglio di Stato. 

CONFUTAZIONE ALLA TESI 3) La pretensione al Trono delle Due Sicilie o dignità di Capo della Casa Reale delle Due Sicilie.
Come abbiamo appena visto Carlo Tancredi accettò in toto le condizioni della Reggente di Spagna, per sposare la figlia.
Fra queste vi era la rinuncia assoluta ai diritti dinastici duosiciliani.
Tale rinuncia di Carlo Tancredi non era sottoposta a nessuna condizione. 
La rinuncia, pertanto, fu SEMPRE valida, anche qualora Carlo Tancredi non fosse divenuto re consorte di Spagna (anche se comunque fu principe consorte delle Asturie, dignità inconciliabile con quella di Principe delle Due Sicilie, proprio per la Prammatica del 1759).
Da quale documento risulterebbe che la rinuncia era sottoposta a condizione?
Era il permesso al matrimonio sottoposto al rispetto delle predette condizioni. Fra le quali la rinuncia al diritti dinastici duosiciliani.

il Principe Carlo Tancredi

In sostanza la discendenza di Carlo Tancredi è esclusa dalla Real Casa delle Due Sicilie per una DUPLICE esclusione.
La prima è motivata dalla rinuncia stessa fatta da Carlo Tancredi con il cd. "Atto di Cannes" e l'altra è una motivazione giuridica, data dalla mancanza del formale regio assenso scritto che autorizzasse il suo matrimonio come valido ai fini dinastici nella Real Casa delle Due Sicilie (e come sarebbe mai stato possibile se proprio Alfonso, conte di Caserta, aveva trattato ed accettato le condizioni imposte dalla Regina reggente di Spagna per far uscire Carlo Tancredi dalla sua Real Casa e rinunciare ad ogni suo diritto dinastico??).
Ma tali due motivazioni, che singolarmente sono insormontabili, portano insieme allo stesso risultato: la discendenza di Carlo Tancredi è esclusa dalla Real Casa delle Due Sicilie.

Visto poi che molto probabilmente la "disputa" fu la conseguenza delle dispute al trono spagnolo, vi sono fortissimi dubbi sull'equità delle motivazioni che portarono ai "pareri di parte" degli organi spagnoli in favore di Don Carlos Maria.
Era interesse della Casa Reale di Spagna appoggiare le pretese alfonsine perché anch'essi parte in causa.

Don Carlos e Pedro (Borbone-Spagna) indossano i mantelli dell'Ordine fondato dal padre di Don Carlos negli anni '60 del XX secolo. Ordine di sub-collazione spagnola che richiama nel nome, mantelli, insegne etc. il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio che si fa risalire a Costantino il Grande.


TESI 4) Don Pedro sostiene che la disputa è iniziata nel 1960 dopo la morte di Don Fernando Pio di Borbone delle Due Sicilie. 
Perché infatti un mese dopo la sua morte, come previsto dalla loro tradizione di famiglia, suo nonno, il principe Alfonso, assunse la direzione della casa; e fu invece Don Ranieri, che era il figlio quartogenito del conte Caserta, che non rispettò questa successione "legittima".

CONFUTAZIONE ALLA TESI 4) 
Nel citato studio dinastico edito nell'Annuario abbiamo evidenziato abbastanza elementi per far capire come in realtà la disputa "duosiciliana" fu molto probabilmente una disputa spagnola/duosiciliana sollevata ad hoc per allontanare da Juan di Barcellona il cugino-cognato Alfonso Maria (e la sua linea), ovvero uno scomodo altro candidato di Francisco Franco al trono.
Infatti si capisce che dopo la restaurazione della monarchia operata da Franco (1947) e la situazione di rivalità fra i vari aspiranti al trono, dopo la morte di Carlo Tancredi (1949), suo genero Juan si dovette accordare con Alfonso Maria e convincerlo a dedicarsi solo alla successione duosiciliana.
Ma in che modo sarebbe stato possibile farlo? 
Ovviamente contestando la rinuncia di Carlo Tancredi del 1900 (il cd. "Atto di Cannes") e ignorando le leggi dinastiche duosiciliane.
Infatti l'unico punto che poterono artificiosamente e capziosamente attaccare fu il cd. "atto di Cannes". Motivo? 
Volevano distrarre TUTTI dal vero problema.

Perchè il vero nodo gordiano che MAI si sarebbe potuto sciogliere era quello dell'obbligo dei Principi duosiciliani ad ottenere dal Capo della Real Casa delle Due Sicilie il sovrano beneplacito per contrarre matrimonio (ovvero dal Capo della loro R. Casa e Dinastia). Ovvero nel rispetto degli atti sovrani n. 2362 del 7 aprile 1829 e n. 3331 del 12 marzo 1836, MAI aboliti e parte integrante e sostanziale delle leggi dinastiche duosiciliane.
Ma la "fazione spagnola" si servì delle polemiche per far scoppiare la "disputa duosiciliana", sostenendo così Alfonso Maria verso pretese illegittime (in aperto e totale contrasto con le leggi dinastiche della R. Casa delle Due Sicilie) ed allontanando in questo modo (e definitivamente) un potenziale rivale al trono di Spagna (che Franco avrebbe potuto scegliere invece di Juan di Barcellona).
Quindi è esattamente l'opposto di quello che ha dichiarato Don Pedro:
- la successione dinasticamente legittima era quella che portò Ranieri a succedere al fratello Ferdinando Pio.

Quindi fu invece Alfonso Maria a comportarsi da ribelle, tradire il giuramento del padre e creare questa disputa.


TESI 5) Don Pedro ha infine ribadito la sottomissione completa a re Felipe VI come suo sovrano di se stesso e della sua famiglia.

CONFUTAZIONE ALLA TESI 5) 
Il Capo di una Casa Reale (che pretende di essere tale) non può assolutamente ed ovviamente ritenersi sottoposto ad un altro Capo di altra Casa Reale.
Una tale sottomissione, per il Capo della Real Casa Borbone Due Sicilie e Pretendente al trono delle Due Sicilie (che si ritiene tale) è una contraddizione in termini inammissibile e assurda.

Tale questione è una ulteriore dimostrazione di come la famiglia di Don Carlos sia un ramo della Real Casa di Spagna.

Il Re Felipe VI di Spagna


(*) l'immagine qui sopra costituisce un'ottima idea per un regalo da fare a Pedro de Borbón. Si è infatti proclamato, oltre a Capo della Real Casa etc etc, anche XI Gran Maestro del (suo) Ordine Costantiniano. Ma siccome sostiene che il (suo) Ordine sia quello "vero" gli mostriamo l'elenco dei Gran Maestri dell'Ordine Costantiniano (quello che risale agli Angelo Flavio Comneno e che, passando per i Farnese, è arrivato a Casa Borbone): Cronologia dei Gran Maestri dell’Ordine Costantiniano.
Sono qualcuno in più di 11. Volendo anche cominciare da i Farnese, avrebbe dovuto dire XII, ma perché cominciare da lì? Nemmeno cominciando da Carlo i numeri tornano. Noi che, invece, la matematica la conosciamo e sappiamo contere gli comunichiamo il numero corretto!!! È il TERZO Gran Maestro, infatti: 1) Infante Alfonso (Fondatore); 2) Infante Carlos (buonanima) 3) Pedro de Borbón. TOTALE: TRE!!!


PER APPROFONDIMENTI

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