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giovedì 24 marzo 2016

DON PEDRO DI BORBONE Y ORLEANS: UN MISTERO PER TROPPI


Riceviamo dal nostro amico Giovanni Grimaldi un altro suo scritto sulla questione dinastica.
Nella speranza che coloro che vogliono capire qualcosa  in questa apparentemente complessa vicenda, possano farlo attraverso questo (come gli altri) scritto, lo pubblichiamo volentieri.
(NB: le immagini, tutte di pubblico dominio e reperite su "la rete" non sono presenti nello scritto originario.)


Alla luce delle polemiche, ma soprattutto delle bugie che ad arte diffondono online e non solo, alcuni sedicenti seguaci di altre fazioni, accusati a nostra volta di essere noi mistificatori (giacchè siamo colpevoli solo di cercare, trovare e diffondere la verità), siamo costretti a scrivere ancora su questo argomento.
Chi è Don Pedro de Borbon y Orleans?
Principe? Capo di una casa Reale? Gran Maestro di Ordini?
La risposta è che NO.
Il motivo? La posizione dinastica di Pedro non ci appare, purtroppo, molto chiara. Sotto troppi punti di vista.
Vediamoli insieme.


il Principe Ferdinando Pio con la famiglia

1) QUAL'E' LO STATUS DI DON PEDRO?
Innanzitutto bisogna ricordare che non si è Principe di una Real Casa semplicemente perché si è figli (anche se legittimi e naturali) di un Principe di tale Real Casa. 
Si nasce infatti Principe della R. Casa solo se il Principe genitore era nella condizione legittima, dal punto di vista delle leggi dinastiche, di poter tramandare il suo status alla propria discendenza (cd. "legittimità dinastica").
Ma chiariamo la questione secondo i vari diritti dinastici che potrebbero interessare Don Pedro.

Don Pedro de Bórbon y Orléans

2) L'APPARTENENZA AI BORBONE SPAGNA?
Nonostante tutto questo si nota come Don Pedro, come già suo nonno, continua la pretesa di usare il cognome dinastico dei "Borbone Due Sicilie", anche se la sua linea non appartiene a tale Casa Reale e Dinastia, almeno fin dai tempi del suo bisnonno.
Infatti dai documenti ufficiali (spagnoli e reperiti da uno storico spagnolo!)
opera anche SCARICABILE online (pagine 286-289)
http://biblioteca.ucm.es/tesis/19911996/H/0/AH0013101.pdf
comprendiamo in maniera inoppugnabile che le condizioni affinchè la Regina reggente permettesse il matrimonio fra Carlo Tancredi (bisnonno di Don Pedro) e la Principessa delle Asturie erano i seguenti:

a) che Carlo doveva naturalizzarsi spagnolo
b) che Carlo facesse rinuncia esplicita (da tener segreta) a QUALUNQUE diritto proveniente dalla sua famiglia
c) che Carlo rinunciasse ad usare qualsiasi titolo e decorazione dei Borbone Due Sicilie.



In buona sostanza dunque la discendenza di Carlo Tancredi è esclusa dalla Real Casa delle Due Sicilie per una DUPLICE esclusione. 
La prima è motivata dalla rinuncia stessa fatta da Carlo Tancredi con il cd. "Atto di Cannes" e l'altra è una motivazione giuridica, data dalla mancanza del formale regio assenso scritto che autorizzasse il suo matrimonio come valido ai fini dinastici nella Real Casa delle Due Sicilie (e come sarebbe mai stato possibile se proprio Alfonso, conte di Caserta, aveva trattato ed accettato le condizioni imposte dalla Regina reggente di Spagna per far uscire Carlo Tancredi dalla sua Real Casa e rinunciare ad ogni suo diritto dinastico??).
Ma tali due motivazioni, che singolarmente sono insormontabili, portano insieme allo stesso risultato: la discendenza di Carlo Tancredi è esclusa dalla Real Casa delle Due Sicilie.

una rara foto del matrimonio tra Carlo Tancrdi e la P.ssa delle Asturie

Potremmo inoltre evidenziare che la rinuncia di Carlo Tancredi non era sottoposta a nessuna condizione. 
La rinuncia era ed é SEMPRE valida, anche qualora Carlo Tancredi fosse divenuto principe delle Asturie.

Come prassi tale rinuncia fu sottoscritta per rispettare la Prammatica del 1759 (ovvero evitare qualsiasi ipotesi per la quale la sua discendenza avesse potuto riunire i due Troni: Spagna e Due Sicilie), ma fu soprattutto obbligatoria per Carlo Tancredi per potersi sposare, in quanto il suo MATRIMONIO era sottoposto a determinate condizioni. Condizioni senza le quali non avrebbe ottenuto il permesso della Regina reggente (come abbiamo visto) e condizioni che egli accettò proprio per potersi sposare. 
Per quanto riguarda poi la questione dell'assenso matrimoniale, come visto, i matrimoni di tale linea, proprio a cominciare da quello di Carlo Tancredi, vennero autorizzati, come previsto dalle Leggi Dinastiche della Real Casa, di Spagna sempre e solo dal Capo della R. Casa stessa della quale faceva parte il Principe. Ossia, in questo caso, dal Re di Spagna.

Alfonso Maria ad 11 anni
Alfonso Maria (1901-1964), quindi, essendo figlio di Carlo Tancredi (che apparteneva ai Borbone-Spagna ) e di Maria de las Mercedes di Borbone-Spagna, nacque da matrimonio AUTORIZZATO dal Capo della R. Casa di Spagna, ovvero dal re di Spagna, MA NON dal Capo della R. Casa delle Due Sicilie (*). E pertanto lui e la sua discendenza appartennero alla R. Casa di Spagna e non già a quella delle Due Sicilie.("*")
l?infante Carlos Maria de Bórbon y Bórbon Parma 
Ma allo stesso modo il Principe Carlo Maria (1938-2015) NON fu mai autorizzato (in forma scritta, pubblica ed esplicita ai fini dinastici) da un Capo della R. Casa delle Due Sicilie per il SUO matrimonio (1938), ribadendo l'escludendo della sua discendenza dall'appartenenza alla R. Casa delle Due Sicilie.
3) SECONDO IL DIRITTO DINASTICO DEI DUE SICILIE
Considerando l’ipotesi che il Principe Carlo Maria (1938-2015) non fu mai Principe delle Due Sicilie (in quanto non nato da matrimonio dinasticamente valido per quella Real Casa, in quanto esclusivamente Principe della Real Casa e Dinastia di Spagna), non avrebbe quindi potuto trasmettere ovviamente al figlio lo status ed il rango di Principe delle Due Sicilie.
Conseguentemente Don Pedro, non essendo nella linea di successione duosiciliana non poteva avere il titolo dinastico di “Duca di Noto”, così come il padre non potè nemmeno conferirgli il titolo dinastico di “Duca di Noto” (titolo che non si conferiva, ma al massimo riconosceva), non essendo il Capo della R. Casa e Dinastia delle Due Sicilie.
Pertanto dovremmo considerare solo lo status di Pedro nella Real Casa di Spagna.
4) SECONDO IL DIRITTO ATTUALE IN SPAGNA 
Le attuali normative spagnole che regolano tale materia sono basate sul Regio decreto 1368/1987 (che ha specificato e ristretto i titoli ed i trattamenti della Familia Real e dei suoi parenti). 
In base a tale normativa, allo stato attuale, non sembra che Pedro rientri tra i Principi della Real Casa di Spagna. 
Perché infatti, oltre al trattamento di cortesia di “Altezza Reale” che gli viene attribuito in via informale, non ci risulta che il sovrano di Spagna lo abbia mai ed ufficialmente riconosciuto come Principe. 
Infatti Don Pedro non è un INFANTE, ma essendo figlio di Carlo Maria, che invece Infante lo era, godrebbe quindi del solo titolo di Grande di Spagna (art. 4 del detto R.D. 1368/87), con trattamento di “eccellenza”

5) SECONDO IL DIRITTO DINASTICO DEI BORBONE DI SPAGNA
Anche riguardo alle antiche Leggi della R. Casa Borbone di Spagna, la posizione di Pedro risulta delicata. Infatti, in base alla citata Pragmatica Sanzione del 1776 (secondo la quale i Principi della R. Casa di Spagna dovevano contrarre matrimoni tra pari, pena la decadenza irrimediabile dal rango del Principe inadempiente), Pedro, avendo contratto un matrimonio diseguale, sarebbe escluso da tale dinastia dei Borbone di Spagna (considerata “dinastia storica” dalla attuale normativa spagnola, anche se l’attuale R. Casa di Spagna non sembra che tenga più in riguardo le proprie antiche normative dinastiche). Allo stato attuale quindi diventa difficile qualificare lo status di Pedro, così come quello dei figli del detto Don Pedro. Soprattutto perché lo stesso Re di Spagna non si è ancora formalmente espresso in merito.

6) TITOLI DINASTICI IMPROPRI: DUCA DI CALABRIA
Quindi Don Pedro, che è genealogicamente ma non dinasticamente un Borbone Due Sicilie, continua l'errore di usare titoli dinastici impropri. 
In primis l'uso improprio del titolo dinastico di “Duca di Calabria” (che era riservato solo al Principe ereditario che faceva parte della Real Casa e Dinastia)(**). 
E' una cosa assurda, perchè è come da un lato si fosse dichiarato Capo della R. Casa e Pretendente e dall’altro invece si proclamasse EREDE del titolare di quelle dignità!
Perché certamente non può sommarsi nella stessa persona la dignità di Capo e Pretendente e quella di suo stesso erede!
Invece attuale Duca di Calabria di diritto è S.A.R. Principe Antoine di Borbone-Due Sicilie (n. 1929), Duca di Calabria, figlio del Principe Gabriele di Borbone-Due Sicilie, che fu prozio dell'attuale S.A.R. Principe Carlo, Duca di Castro.

7) TITOLI DINASTICI IMPROPRI: CONTE DI CASERTA
Allo stesso modo Don Pedro continua la pretesa di essere ritenuto "Conte di Caserta". Ma tale titolo, concesso con R.D. 28 marzo 1841 al Principe Alfonso (1841-1934), e trasmesso poi ai suoi discendenti primogeniti, non è trasmissibile nella linea genealogicamente primogenita di Alfonso, perchè tale titolo spetta agli appartenenti alla R. Casa (in quanto il titolo è dinastico) e pertanto si è tramandato fino all’attuale Duca di Castro.

8) ORDINE DINASTICO COSTANTINIANO
Il Gran Magistero dell'Ordine Costantiniano, come ampiamente spiegato nello studio dinastico pubblicato nella XXXII^ ed. dell'Annuario della Nobiltà Italiana e qui citato più volte, spettando alla dignità di Capo della Real Casa, essendo (come già per i Farnese) un Ordine dinastico-familiare non può pertanto essersi trasmesso semplicemente nella linea primogenita di Carlo Tancredi (1870-1949), bisnonno di Pedro, perchè questa non era dinastica, ma invece è stato tramandato nella linea dinastica fino all’attuale Duca di Castro. 
9) ORDINI CAVALLERESCHI STATALI DUE SICILIE
Gli altri Ordini Cavallereschi dei Borbone Due Sicilie (che Don Pedro non indica nemmeno, citandoli genericamente), invece, erano Ordini cavallereschi Dinastici-statuali (ovvero Statali) e quindi trasmissibili solo al legittimo Re o Pretendente al trono delle Due Sicilie. Quindi, anche in questo caso, la linea primogenita di Carlo Tancredi (1870-1949), bisnonno di Pedro, non era dinastica, mentre invece sono stati tramandati alla linea dinastica fino all’attuale Duca di Castro.
10) LA SAGRADA ORDEN MILITAR CONSTANTINIANA DE SAN JORGE
L'Ordine cavalleresco Costantiniano di San Giorgio di Spagna (ovvero la Sagrada Orden Militar Constantiniana de San Jorge) è riconosciuto ufficialmente dal Regno di Spagna come un Ordine cavalleresco legittimo? Ovvero i cittadini spagnoli o stranieri se ne possono fregiare sul territorio spagnolo e/o all'estero? Oppure è riconosciuto solo dalla Real Casa di Spagna, magari a titolo privato?
11) DON PEDRO IN SPAGNA
Quali sono i trattamenti ed i titoli riconosciuti ufficialmente in Spagna a Don Pedro de Borbón y de Borbón, figlio del compianto Infante Don Carlos? Don Pedro risulta ufficialmente Altezza Reale e Principe appartenente alla Casa Reale di Spagna? Ed in caso positivo, in merito a quali riconoscimenti ufficiali?
12) JAIME IN SPAGNA
Qual'è la posizione di Jaime, figlio di Don Pedro?
Purtroppo nemmeno questa ci appare molto chiara.
Innanzitutto, nell’ipotesi che Pedro suo padre non sia un Principe delle Due Sicilie non gli avrebbe potuto trasmettere tale status.
Quale sarebbe allora lo status di Jaime nella R. Casa di Spagna?
Il padre Don Pedro non è un Infante, né è riconosciuto ufficialmente Principe, ma godrebbe personalmente del solo titolo di Grande di Spagna in quanto figlio di un Infante. Inoltre in base alla Pragmatica Sanzione del 1776 i Principi della R. Casa dovevano contrarre matrimoni tra pari, pena la decadenza e dunque la nascita di Jaime, non da una Principessa e prima del matrimonio dei genitori è considerata dinastica o meno, secondo la R. Casa di Spagna? Diventa quindi difficile pertanto anche qualificare il detto Jaime (*1993), così come tutti gli altri figli del detto Don Pedro. Anche perché, come abbiamo già detto, lo stesso Re di Spagna non si è ancora formalmente espresso in merito.
13) TITOLI DINASTICI IMPROPRI CONCESSI A JAIME
A) “Duca di Capua”
Considerando che il Principe Carlo Maria (1938-2015) non fu il Capo e Pretendente di tale R. Casa NON avrebbe mai potuto conferire a Jaime il titolo (di ispirazione dinastica) di “Duca di Capua”. Un titolo, notiamolo, diminuito invece di quello storico di Principe di Capua. Il motivo è facilmente intuibile. Siccome si ritengono membri della Casa di Spagna, in questa l'unico con il titolo di "principe" è quello delle Asturie: l'erede al trono! Un altro tassello che dimostra la verità.
B) "Duca di Noto"
Anche nel caso del titolo di "Duca di Noto" preteso da Don Pedro in capo a Jaime, tale titolo non è giustificato, in quanto tale titolo era dinastico e spettava solo ed esclusivamente all'erede eventuale del Principe erede della Real Casa(***).
Ma siccome la linea linea primogenita di Carlo Tancredi (1870-1949), bisnonno di Pedro, non è però una linea dinastica, l'ordine di successione non è ammissibile.
Invece l'attuale Duca di Noto di diritto è S.A.R. Principe François di Borbone-Due Sicilie (n. 1960), figlio del detto Principe Antoine di Borbone-Due Sicilie, Duca di Calabria.
14) TITOLI CONCESSI DA DON CARLOS
I titoli nobiliari concessi dal compianto Infante Don Carlos sono riconosciuti ufficialmente in Spagna? Ad esempio quello di “Duca di Noto” e “Duca di Capua”? Allo stesso modo il citato Don Pedro de Borbón y de Borbón potrebbe concedere titoli validamente riconosciuti in Spagna?
15) I PRETESI DIRITTI ALLA CORONA DI FRANCIA
Fra le stupidaggine faziose che si leggono e che si dicono, i soliti noti pretendono inoltre che Don Pedro sia l'erede dei diritti al trono di Francia.
Ma perchè mai?
In base alle rinunce di Filippo V di Borbone per succedere a Carlo II di Spagna, in ossequio a quanto stabilito nel suo testamento, ed in base agli accordi internazionali del tempo, TUTTI i suoi discendenti hanno perso qualsiasi diritto al trono di Francia.
Comunque sia esiste inoltre fra i fondamentali della monarchia francese il principio del "vizio di peregrinità" (quando un principe abbandona il regno coll'intento di non farvi più ritorno perde ogni suo diritto di successione al trono e si considera come non più facente parte della casa reale e questo vale ovviamente anche per i suoi discendenti).
L'attuale capo della casa di Francia è S.A.R. Enrico di Orleans, conte di Parigi e nessun'altro. Così come lo sono stati i suoi predecessori legittimi dalla morte di Enrico V (conte di Chambord).
Ma il motivo di queste idiozie? Il neo (ovvero pseudo) legittimismo spagnolo.
16) LO PSEUDO LEGITTIMISMO SPAGNOLO
Esiste da molto in Spagna un orientamento neo-legittimismo (ovvero pseudo) tipico dei Bianchi di Spagna. Ovvero accettano la Legge salica; principio dell'indisponibilità della corona (le rinunce ai diritti dei discendenti non sono valide, come la rinuncia di Filippo V di Spagna al trono di Francia); necessità del solo matrimonio canonico cattolico e disconoscimento del matrimonio morganatico o impari; rifiuto del bisogno del regio assenso alle nozze), tutti princìpi in origine dovuti alla necessità di sanare la posizione dinastica del loro pretendente.
Ma tali criteri, oltre ad essere in netto disaccordo con le Leggi dinastiche borboniche, la prassi e le varie normative, sembra che attualmente in Spagna siano state seguite con metodi diseguali.
Infatti nel caso della fazione “alfonsina” questi criteri neo-legittimisti sono applicati alla lettera (la rinuncia di Carlo Tancredi del 1900 non sarebbe valida; non sarebbe occorso il regio assenso del Capo della R. Casa delle Due Sicilie e perfino mancata necessità del matrimonio fra pari, come nel caso del Principe Pedro (*1968), così come è stato per l’attuale re Felipe VI).
Ma allo stesso modo e per convenienza gli stessi princìpi pseudolegittimisti non sono invece riconosciuti ed applicati in Spagna per casi simili.
Ad esempio nel caso della discendenza di Jaime (1908-1975) duca di Segovia.
Eppure anche nel caso di questa linea vi furono: la rinuncia di Jaime ai suoi diritti, il suo matrimonio impari sarebbe valido per i diritti dei discendenti e non aveva bisogno dell’assenso del padre (Capo della R. Casa e Sovrano) alle sue nozze.
Ma allora in base a questi criteri del neo-legittimismo che hanno applicato per la linea di Carlo Tancredi, per analogia, allora tali perchè non li applicano anche per la linea dell'attuale Luigi Alfonso di Borbone-Dampierre (*1974), detto "Luigi XX"?
Ovviamente perchè NON convieniva alla Real Casa di Spagna.
17) LA VERITA' SULLA DISPUTA "DUOSICILIANA"
In realtà la disputa "duosiciliana" fu molto probabilmente una disputa spagnola/duosiciliana per allontanare da Juan di Barcellona uno scomodo altro candidato al trono e la sua linea.
Infatti si capisce così che dopo la restaurazione della monarchia operata da Franco (1947) e la situazione di rivalità fra i vari aspiranti al trono, dopo la morte di Carlo Tancredi (1949), suo genero Juan si dovette accordare con Alfonso Maria e convincerlo a dedicarsi solo alla successione duosiciliana.
Ma in che modo sarebbe stato possibile farlo? Ovviamente contestando la rinuncia di Carlo Tancredi del 1900 (il cd. "Atto di Cannes") e ignorando le altre leggi dinastiche duosiciliane
Infatti l'unico punto che poterono artificiosamente e capziosamente attaccare fu il cd. "atto di Cannes". Motivo? Volevano distrarre TUTTI dal vero problema.
Perchè il vero nodo gordiano che MAI si sarebbe potuto sciogliere era quello dell'obbligo dei Principi duosiciliani ad ottenere dal Capo della Real Casa delle Due Sicilie il sovrano beneplacito per contrarre matrimonio (ovvero dal Capo della loro R. Casa e Dinastia). Ovvero nel rispetto degli atti sovrani n. 2362 del 7 aprile 1829 e n. 3331 del 12 marzo 1836, MAI aboliti e parte integrante e sostanziale delle leggi dinastiche duosiciliane.
Ma la "fazione spagnola" si servì delle polemiche per far scoppiare la "disputa duosiciliana", sostenendo così Alfonso Maria verso pretese illegittime (in aperto e totale contrasto con le leggi dinastiche della R. Casa delle Due Sicilie) ed allontanando in questo modo (e definitivamente) un potenziale rivale al trono di Spagna (che Franco avrebbe potuto scegliere invece di Juan di Barcellona).
Ed in base a tale fondata supposizione è comprensibile capire anche i perchè di tutta la successiva politica di Juan Carlos nei confronti di questa linea. Fino all'"accordo di Napoli".
18) LE FALSE CONSEGUENZE DELL'ACCORDO DI NAPOLI (2014)
Con il cosiddetto "Accordo di Napoli" (la pace delle XIII ore) del gennaio 2014 vi fu SOLO una riconciliazione di carattere privato e familiare che non ebbe affatto valori ed effetti dinastici.
Infatti subito dopo entrambe le parti si affrettarono a precisare che: “…. there is no mentioning of any reference to the Headship of the Royal House of Bourbon Two Sicilies and that all allegations and inferences to that respect are without any foundation”.
Ecco le online tali precisazioni ufficiali di SAR il Duca di Castro e di Don Pedro in merito all'accordo privato familiare di Napoli, dove hanno ribadito entrambi che NON si tratta di un accordo di valore dinastico, ma solo privato e familiare! Tali documenti sono qui di seguito reperibili sui loro siti ufficiali! 
Interessante inoltre la rapidissima precisazione del 27 gennaio 2014 (due giorni dopo la diffusione del testo del Patto) con la quale il Balì del S.M.O. Costantiniano di San Giorgio (ramo spagnolo!) Duca Don Diego de Vargas Machuca, puntualizzò come tale Patto di Napoli:
“… pur rappresentando un interessante momento nella storia della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie sotto il profilo umano e cristiano, non incida affatto sull’attuale assetto istituzionale della stessa Real Casa…”, e ribadendo come a Don Carlos spettassero il titolo di Duca di Calabria e la qualifica di Capo della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie.
Di conseguenza, quindi concluse con: “… in ossequio, poi, al principio della primogenitura farnesiana, S.A.R. Don Carlos, continua detenere il Gran Magistero del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio”.
SAR il Duca di Castro fin da subito chiarì che NON si trattava affatto di far rientrare costoro nella Real Casa tali parenti e che nè erano stati definiti diritti dinastici, SOPRATTUTTO in merito connesso alla successione alla Dignità di Capo della Real Casa e di sovrano della Dinastia, così come SAR Carlo non riconobbe nessuna successione circa il Gran magistero degli Ordini della Real Casa, ed in primis quello del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio.
Qualche mese dopo, SAR il Duca di Castro (settembre 2014) si espresse di nuovo sulla vicenda, confermando che non vi è stata nessuna svolta epocale:
"Nell’occasione dell’Incontro, S.A.R. il Principe e Gran Maestro ha voluto anche chiarire la funzione dell’Atto di riconciliazione firmato a Napoli il 25 gennaio 2014 con i Cugini spagnoli. L’atto è una conciliazione di natura privata e familiare, che non ha alcuna incidenza sul Gran Magistero dell’Ordine Costantiniano o sulla titolarità del Capo della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie."
http://www.ordinecostantiniano.it/incontro-collegiale-tra-…/
INVECE la solita fazione deviata usa questo accordo per alimentare le proprie bugie e considerare che SAR il Duca di Castro e Don Pedro agiscono insieme (anche in merito agli Ordini cavallereschi), così come che da tale accordo, visto che il Duca di Castro non ha eredi maschi, il suo successore dinastico sarebbe Don Pedro o il figlio Jaime.
Niente di più falso e bugiardo.
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Alla fine di tutto quanto esposto appare fin troppo lampante la situazione giuridica di Don Pedro e della sua linea e i molti punti oscuri.
A questo punto, ribadiamo, sarebbe molto bello se gli studiosi interessati alla vicenda, senza faziosità e con la massima onestà e sincerità, esprimessero serenamente i loro pareri.
Siamo qui per capire.
Vi ricordo infine il video del mio discorso tenuto nel CONVEGNO DI STUDI sulle "Leggi dinastiche, consuetudini e continuità della Casa Reale Borbone Due Sicilie". per la PRESENTAZIONE DELL'ANNO BORBONICO E DELLE DUE SICILIE per i 300 anni della nascita di Carlo di Borbone e per i 200 anni del Regno delle Due Sicilie, a cura del Movimento Neoborbonico
(dopo la messa celebrata da Don Luigi Castiello)
Napoli, 28 novembre 2015
Grazie a tutti
Giovanni Grimaldi



LINKS utili:

(*) all'epoca, S.A.R. il Principe Ferdinando Pio
("*") Atti Sovrani n. 2362 del 7 aprile 1829 e n. 3331 del 12 marzo 1836
(**) Atto Sovrano n. 594 del 4 gennaio 1817: Atto Sovrano, con cui gl'individui della Famiglia reale son rivestiti di corrispondenti titoli. Artt. 1 e 3
(***) Atto Sovrano n. 594 del 4 gennaio 1817: Atto Sovrano, con cui gl'individui della Famiglia reale son rivestiti di corrispondenti titoli. Artt. 2 e 3

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