ATTENZIONE, AVVISO AI LETTORI DEL BLOG

Si avvisano i lettori che per commentare i post pubblicati è necessario accedere con l'account di posta gmail o inviare il proprio commento a istitutoduesicilie@gmail.com e gli amministratori provvederanno alla pubblicazione a nome del mittente.

domenica 17 gennaio 2016

NAPOLI RETRÒ ADOTTA LA FONTANA DEL SEBETO








10923244_10205024566687639_3683899547725443656_n

NAPOLI RETRO’ ADOTTA LA FONTANA DEL SEBETO

Napoli Retrò, la pagina di Facebook che con gli attuali 43.000 iscritti, è il più numeroso gruppo dedicato alla storia della capitale partenopea, organizza, sotto il patrocinio di “ART BONUS Chiamata alle Arti” una raccolta fondi per finanziare il restauro della storica fontana napoletana del Sebeto, oggi posta al Largo Sermoneta, limite occidentale di via Caracciolo. Il costo di restauro della splendida fontana seicentesca è stato valutato dal Comune di Napoli e dalla Soprintendenza in 90.000 €, una cifra in fondo non altissima, considerando la grande platea di appassionati che ogni giorni contribuiscono postando immagini e foto di Napoli e lasciando commenti che innescano forum e discussioni mai banali. Anche i lettori di Napoliflah24, non ancora iscritti a Napoli Retrò possono contribuire al raggiungimento dell’obiettivo.


Il versamento, può essere effettuata mediante un bonifico bancario utilizzando i seguenti dati:
Beneficiario: Comune di Napoli – Tesoreria comunale
IBAN: IT94S0101003593100000460026. Per i bonifici internazionali indicare il BIC: IBSPITNA
Causale: “Art Bonus Erog. Lib. Com. Na. Fontana del Sebeto Napoli Retrò”
Per informazioni riguardo ART BONUS si può andare sul sito: http://artbonus.gov.it/fontana-del-sebeto.html
Un modo per uscire dal virtuale e rendere, in modo tangibile, omaggio ad una città tanto amata, troppo spesso poco valorizzata.
Gerry Sarnelli

Per saperne di più

La Fontana del Sebeto: la storia e il significato mitologico

La Fontana del Sebeto: la storia e il significato mitologico

Scritto da: Beatrice Morra  14 marzo 2015




La Fontana del Sebeto è forse una delle più famose e architettoniche fontane di Napoli. Quanti di voi, infatti, passando distrattamente presso Largo Sermoneta, alla fine del Lungomare in via Caracciolo, sono rimasti affascinati davanti quest’opera monumentale?
Certo l’abitudine al costante contatto con l’arte, inaspettata al voltare di ogni angolo, ha forse portato i napoletani a non soffermarsi sulle piccole grandi meraviglie che li circondano. Non è difficile, tuttavia, ovviare a questo paradosso: basta solo un piccolo sforzo e una maggiore consapevolezza.
fontana del sebeto

La Fontana del Sebeto: la storia

La Fontana del Sebeto fu commissionata a Cosimo Fanzago, che la realizzò con l’aiuto del figlio Carlo, dal viceré spagnolo Emanuele Zuniga y Fonseca. Era il 1635.
fontana del sebeto
Un autoritratto di Cosimo Fanzago
La fontana rappresenta una divinità fluviale, il fiume Sebeto. Questo era il fiume che bagnava l’antica e storica città di Neapolis, nascendo dalle sorgenti della Bolla, alle falde del Monte Somma. Di qui, il fiume Bolla proseguiva attraverso gli attuali comuni di CasalnuovoCasoria e Volla, costantemente arricchito di acque piovane.
Prima di sfociare nel golfo di Napoli, alla fine del suo percorso, il Sebeto si biforcava in due rami: uno di essi finiva presso l’altura della collina di Pizzofalcone,  e l’altro invece sfociava in mare in una zona orientale, verso l’attuale Ponte della Maddalena.
fontana del sebeto
Golfo di Napoli
L’antico nome greco del fiume, tramandatoci sul verso di alcune monete risalenti al V o al IV secolo a.C., era Sepeithos, traducibile con “andare con impeto“.
Sul finire del Medioevo, tuttavia, lo sviluppo urbanistico della città già soffocava e ridimensionava l’irruente corso del fiume. Quando quindi Fanzago si accinse a progettare la fontana, l’antico e forte Sebeto era ormai divenuto leggenda, scomparso e dimenticato probabilmente a causa della nuova pianta che aveva assunto la città di Napoli.

La struttura della Fontana del Sebeto

La struttura della fontana del Sebeto poggia su uno zoccolo di piperno portante e su un basamento in marmo. Il corpo centrale presenta un arco a tutto sesto sorretto da colonne di colore chiaro. Poggiati a queste colonne vi sono due tritoni con in schiena degli otri: era proprio da questi che l’acqua sgorgava tuffandosi nelle vaschette sottostanti a forma di conchiglia.
Proprio sotto l’arco, naturalmente centrale nella struttura della fontana, è posta la statua del Sebeto, dall’aspetto imponente la divinità è appoggiata ad una delle due colonne dell’arco. Mentre ai lati della fontana vi sono due obelischi, in alto sono invece posti gli stemmi del re, della città e del viceré.

fontana del sebeto
Come riporta Tommaso de Santis, nell’opera Storia del tumulto di Napoli, nelle acque del fiume Sebeto fu addirittura immerso il cadavere di Masaniello:
“Quivi lo rizzarono, e lavato che l’ebbero al Sebeto, lo portarono a Port’Alba”.
Il ricordo di un fiume ormai scomparso, che un tempo era parte integrante della nostra città, rimane in vita attraverso questa meravigliosa opera.
Per questo, la prossima volta che passerete distrattamente a Largo Sermoneta, concedetevi il lusso di indugiare con lo sguardo su un incantevole pezzo di Storia.
Nella storia della città quindi le fontane hanno avuto un ruolo di grande importanza non soltanto architettonica e decorativa ma anche culturale. Sono considerate ancora oggi come un simbolo di celebrazione del potere, della grandezza e della magnificenza dei sovrani che nel corso degli anni si succedevano, uno dopo l’altro, sul trono di Napoli e che ognuno di loro promosse a beneficio delle zone più belle della città, la costruzione di elementi architettonici, come appunto la Fontana del Sebeto, e la creazione di monumenti  anche a scopo decorativo.
Molte fontane non esistono più, o almeno sono andate perdute le testimonianze e le  documentazioni storiche. Restano, dunque, nell’immaginario collettivo della tradizione secolare del popolo napoletano continuando a rappresentare oggi oggetto di venerazione, ricordo e leggende. In particolar modo le fontane e gli elementi architettonici che raffigurano una divinità o una figura  semi umana nascondono dietro la storia e l’arte l’elemento mitologico, rientrando a far parte di quel genere leggendario e folklorico che la gente del posto ancora oggi ama ricordare e tramandare di generazione in generazione
Beatrice Morra 

Nessun commento:

Posta un commento