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martedì 22 dicembre 2015

A proposito di Austria e di Autonomia trentina

Di seguito pubblichiamo l’articolo prodotto dal Prof. Dr. Everton Altmayer, al quale vanno i ringraziamenti della redazione: Spesso leggiamo o sentiamo certe esternazioni o interpretazioni di fatti legati alla storia del territorio di Trento secondo la visione di una ricostruita storiografia ‘ad hoc’ trentina, in certo modo “utile” alla diffusione di certi miti nazionali (o nazionalisti) che giustificano l’appartenenza attuale del territorio meridionale tirolese all’interno dello stato italiano o il discorso “anti-autonomista” di certi gruppi politici. Sono gli argomenti del tipo “Qui si parlava l’italiano e la gente voleva restare con l’Italia”, “Il principato era terra di lingua italiana e non tirolese”, “Nostri soldati furono poveri italiani nelle file dell’esercito austro-ungarico”.

il link all'articolo originale

Sono queste faziosità che rendono difficili le relazioni di Trento verso nord, con il mondo al quale la storia tridentina è testimone dell’appartenenza volontaria. Ma come sarebbe possibile uno stato così all’interno del Reichkreis (Circolo Imperiale) austriaco, territorio diretto degli Asburgo nel Sacro Impero e Trento lo sarà già nel 1363 con le vicende di Margherita di Tirolo e Leopoldo d’Asburgo quando tutto il territorio della contea con i principati (Confoederatio Tirolensis) diventa terra legata al ducato degli Asburgo e perciò giurisdizione diretta della Casa d’Austria. Tale unione verrà confermata nel 1511, nel 1815 e nel 1866 e Trento sara legata al Reichkreis austriaco fino al 1918, perché sono stati gli Asburgo a garantire la sovranità dei principi-vescovi, legittimi Signori.
Contro Venezia nel 16. secolo il territorio di Rovereto venne difeso dalle armi austriache e dai volontari Schützen legati al Principato di Trento. Il Landlibell aveva stabilito che la difesa territoriale tirolese veniva fatta su richiesta del Principe-Vescovo di Trento. Si può dire senza nessun timore di errore che senza Trento e la sua politica legata al mondo germanico non sarebbe possibile una regione storica del Tirolo (non dimentichiamo l’antichissima ‘volontà’ bavarese di annessione).
Nel 1339, quando il re di Boemia Johann dona ai vescovi di Trento l’uso dello stemma con l’aquila di San Venceslao, sul documento si legge a chi erano legati i vescovi del principato:
“Giovanni per grazia di Dio re di Boemia e Conte del Lussemburgo a tutti ed in perpetuo. La sublimità della magnificenza reale ci convince che coloro i quali con la prova delle loro azioni si rendono a noi graditi, debbano a loro volta conseguire per sé e per i loro la grazia del Nostro favore in una ricompensa da valere per sempre. Perciò, avendoci il  venerabile Padre in Cristo il Signor Nicolò, Vescovo di Trento, nostro carissimo amico, dichiarato che la sua Chiesa al presente non ha alcuno stemma col quale in tempi di necessità, i nobili ministeriali, i soldati e i vassalli, suoi e della predetta sua Chiesa, possano fregiarsi ed issare sui vessilli […]. Perciò, col tenore del presente atto, vogliamo notificare a coloro che vivono nel presente e a coloro che vivranno nel futuro che, accettando con affetto benigno come giusta e ragionevole la richiesta del ricordato Signor Vescovo, in nome di Dio diamo, concediamo e doniamo a lui ed ai venerabili suoi successori, i Vescovi di Trento, come pure alla Chiesa Tridentina, il predetto invittissimo stemma dello stesso S. Venceslao, riprodotto in calce a questo nostro atto di privilegio perché possa essere in possesso e usato dallo stesso Vescovo     e dai predetti successori, i Vescovi di Trento, nel presente e trasmesso in perpetuo per il futuro. Siccome poi la medesima Chiesa Tridentina e esposta alle incursioni dei nemici, come alla freccia il bersaglio, e per questo i suoi rettori, i Vescovi di Trento, in passato furono afflitti dalla violenza di varie ingiustizie da parte di nobili e potenti confinanti, sinceramente promettiamo, sia per il diritto di avvocazia, sia in forza dello stemma predetto, intervenendo noi, i nostri eredi e successori,   gli illustri Duchi della Carinzia e i Conti del Tirolo, di conservare e con l’aiuto di Dio di difendere degnamente in futuro il ricordato Signor Vescovo nei suoi diritti, dignità e immunità contro ogni impresa e gravame venente da costoro.”

Il decreto del Re Giovanni di Boemia.
L’Ordinamento della Contea Principesca del Tirolo (“Begriff der Fürstlichen Graffschaft Tirol”) è un testo scritto in tedesco (lingua storica anche della zona tridentina), firmato nel 26 aprile 1532 e che stabilisce, descrive e fissa i confini del territorio conosciuto come “Tirol”. Il documento venne organizzato e firmato dall’Imperatore Ferdinando d’Asburgo (Alcalá, 1503 – Vienna, 1564) e da Bernardo Clesio (Cles, 1485 – Brixen, 1539), principe-vescovo di Trento e cardinale, uno degli organizzatori del Concilio di Trento, oppositore della riforma protestante e della “Guerra rustica” guidata da Michael Gaismayr. Bernardo Clesio (anche Bernhard von Glöss) fu un grande mecenate dell’arte italiana, persona colta e consigliere dell’Imperatore Carlo d’Asburgo. L’ordinamento del 1532 venne confermato con il “New Reformierte Landsordnung der Fürstlichen Grafschafft Tirol” (Nuovo Ordinamento della Contea Principesca del Tirolo) pubblicato nel 1574.


Principe-vescovo di Trento Bernardo Clesio
La traduzione del testo in italiano sarebbe:
“Cap. XXVIII – Estenzione della Contea Principesca del Tirolo
Questo ordinamento stabilisce per il Land di questa nostra Contea principesca del Tirolo che tutti debbano conoscere quale sia l’estensione della contea e debbano comprendere questo ordinamento. Abbiamo così sanato i giusti confini e giurisdizioni affinché questa Contea del Tirolo sia distinta dagli altri Länder e essa sia attualmente delimitata secondo   quanto qui fissato, stabilito e descritto. Infatti: la Signoria di Rovereto, Brentonico ed Avio con le loro pertinenze, il paese situato lungo l’Adige oltre Trento e le altre località delle zone del Garda situate verso Trento, Riva e Castel Penede con le loro pertinenze ed inoltre ciò che appartiene alla Casa di Dio [Diocesi/Capitolo] cioè le Giudicarie con la Val Rendena verso Brescia ed il Ducato di Milano; la Contea di Arco, le signorie di Lodron, della Val di Gresta e di Nomi; la Val Venosta fino ai suoi confini del Wormser Joch [Passo Stelvio] verso il Grau Bund [Canton Grigioni] con tutti gli altri territori di confine verso i Grigioni e la Confederazione  [Svizzera] sui quali si estende la nostra giurisdizione. Ad oriente le terre di confine [Primiero] con la Valsugana e la chiusa di Covelo e gli antichi confini fino a Buchenstein [Livinallongo] e verso Heunfels [Cortina d’Ampezzo] compresa la Contea di Lienz e non oltre. Inoltre le     giurisdizioni di Rattenberg, Kufstein e Kitzbühel con le Marche situate verso la Baviera; le zone dell’Oberthalben e dell’Ehrenberg verso Tannheim e Füssen e le Marche verso la Svevia; queste marche con tutti i loro territori, che ci appartengono dall’antichità.
Cap. XXIX – Eccezioni alla validità dell’ordinamento del Land
Rimangono tuttavia in vigore gli statuti delle tre Signorie di Rattenberg,  Kufstein e Kitzbühel, quelli dei territori del confine italiano [Rovereto] e quelli delle altre terre con giurisdizione.”

Interessanti anche alcuni toponimi presenti sul documento: Rovoreit = Rovereto, Brantoni = Brentonico, Avÿ = Avio, Triennde = Trento , Gartsee = Lago di Garda, Reiff = Riva, Schloss Penede = Castel Penede, Judiicarei = Giudicarie, Randena = Rendena , Press = Brescia, Mayland = Milano, Arch = Arco, Lodron = Lodron, Agrest = Gresta (sulla pubblicazione del 1574 come Grest), Numy = Nomi, Vinschgew = Vinschgau, Val Venosta, Wormbser Joch = Wormser Joch, Passo Stelvio,  Grawen Pündter (> Grau Pündt) = Graubünden, Grigioni, Aidgenossen = Confederazione [Helvetia, Svizzera], “das ander Confin” = corrisponde al Primiero (Primör in tante carte antiche), Thale Valzian = Valsugana (non appare sulla pubblicazione del 1574), Clausen Kofel = Chiusa di Covelo (non appare sulla pubblicazione del 1574), Pewtelstain = Buchenstein, Livinallongo, Heünfels = Haydn, Cortina d’Ampezzo, Lüenz = Lienz (in ladino Lienza), Radtemberg = Rattenberg, Küfstain = Kufstein, Kitzpühel = Kitzbühel, Bayern = Bayern, Baviera (sulla pubblicazione del 1574 come Bayrn), Oberthalben = Oberthalben, Eerenberg = Ehrenberg, Thanhaim = Tannheim, Füssen = Füssen, Schwaben = Svevia, Wälschen Confinen = corrisponde all’area di Rovereto .
Ordinamento della Contea Principesca del Tirolo (1532).
L’Aquila Tirolensis del 16. secolo presenta gli stemmi austriaco e tirolese uniti, e quelli delle città di Arco (Arch), Bolzano (Bozen), Bruneck (Brunico), Brixen (Bressanone), Clausen (Chiusa), Glurns (Glorenza), Hall, Innsbruck, Kitzbühel, Kufstein, Lienz, Meran (Merano), Rattenberg, Riva (Reif), Rovereto (Rofreit), Sterzingen, Trento (Trient) e Schwaz. Ci sono ancora lo stemma dei duchi d’Austria unito a quello del Tirolo, con l’aquila rossa molto simile a quella di Trento. La somiglianza tra l’aquila del Tirolo e quella di San Venceslao non sarà casuale e ne esiste un’interessante spiegazione sul dipinto dell’Aquila Tirolensis (16. secolo) e, di conseguenza, sulle origini dell’aquila tirolese della carta.
“Arciduca Maximilian der Deütschmeister della casa degli Habsburg. Agli inizi del 17. secolo l’arciduca Maximilian der Deütschmeister incaricò Mathias Burgklehner di compilare la mappa del Tirolo. Burglehner  presentò in Aprile del 1608, lo schiszo della mappa all Arciduca terminandola nel 1609. Fu po dato l’incarico di incidere su rame la medesima in 12 copie. Il lavoro fu fatto dal incisore accreditato Hans Rogl e costo 380 Florin. La carta rappresenta un’aquila ad ali aperte (stemma di Trento) e su tutto il corpo, ali e coda è disegnata la regione del Tirol e porta la scritta: OPUS MATTHIAE BURGKLEHNER Y.U.C. DAVID ZIGL SCALPSIT OENIPONTI MDCIX”.
La carta “Comitatus Tirolis, Graffschaft Tirol” (1649) di Merian ‘il Vecchio’, con lo stemma del Tirolo sulla carta e lo stemma austriaco sul nome della carta.

La carta “Comitatus Tirolis, Graffschaft Tirol” (1649) di Merian ‘il Vecchio’, con lo stemma del Tirolo sulla carta e lo stemma austriaco sul nome della carta.
Comitatus Tirolis, Graffschaft Tirol (1649).
Del 1678, abbiamo la carta “Die Firstlich Graffschaft Tyrol” di Brandis, una carta della regione tirolese compresse le terre amministrate dai vescovi di Trento e Brixen, e la valle del Ziller (del vescovo di Salisburgo). Si vedono gli stemmi austriaco e tirolese uniti.
Die Firstlich Graffschaft Tyrol (1678).
Carta del territorio tirolese con Trento e Bressanone.
Dettaglio della carta di Merian (1649) con lo stemma austriaco.
Dettaglio della Carta di Brandis (1678) con lo stemma austriaco.
Se tutto il territorio tirolese non fosse unito all’interno del dominio asburgico austriaco, non sarebbe possibile pubblicare la carta di tutta la regione con gli stemmi uniti. 
Il Reichkreis Austriaco (in rosso), unito alle giurisdizioni dei vescovi di Trento, Bressanone e Salisburgo.
Dettaglio di un tamburo di una compagnia di bersaglieri tirolesi (Schützen) del principato tridentino con lo stemma austriaco (18. secolo).
Documento austriaco nel periodo dell’insorgenza tirolese del 1809.

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