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domenica 7 giugno 2015

LETTERA DI UN 17ENNE / “Studio la storia e sulle bugie risorgimentali mi sale la rabbia”

Dall'ottimo sito di identità insorgenti, che vivamente vi consigliamo di consultare spesso (http://www.identitainsorgenti.com/lettera-di-un-17enne-studio-la-storia-e-sulle-bugie-risorgimentali-mi-sale-la-rabbia/) riproponiamo questo articolo di ieri 6 giugno 2015.

Ivano Leone è uno studente di 17 anni del coordinamento Kaos, di Napoli. Trascorre una notte a studiare la storia (falsata) e arrivato al capitolo dedicato al Risorgimento non può che constatare che nel suo libro ci sono tante bugie (tanto per cambiare). E qui spiega perché. Non potevamo che ospitare il suo punto di vista: perché il suo intervento, cosciente e consapevole, da speranza a tutti noi.



Io davvero non so come abbia trovato la forza per studiare tutta la notte storia (materia che amo per di più, ma non in 150 pagine alla volta), magari finalmente il 4 di giugno mi sono accorto che dovevo dare un senso a quest’anno.
Tutto bellissimo, pere di caffè e biscotti plasmon (non posso addentare), finchè, arrivato al tanto discusso capitolo dell’unificazione italiana, ho iniziato ad avere quella strana voglia di bruciare il libro, o strapparlo pagina per pagina (forse anche per colpa dei 4 caffè , magari in altre condizioni mi sarebbe bastato sputarci sopra); sarà che forse non riesco a leggere di “POLITICI ONESTI” della “destra storica” che tra il 1861 e il 1876, eroicamente si impegnarono nel sanamento del debito pubblico della neonata Italia, facendosi carico, poveretti, dei debiti di tutti gli stati preitalici, e chi sa perchè i 445 milioni di lire in oro contro i 27 piemontesi , sparirono per mistero dalle casse napoletane  per colmare un debito che per il 57 per cento era piemontese. Quei “politici onesti” che attraverso il connubbio non davano possibilità di scelta tra la destra e la sinistra, ma costituivano un unico blocco centrista e liberista votato all’interesse di pochi (come adesso più o meno, o’ fatt è vecchj), chiamatemi pazzo se volevo distruggere il libro, ma sarà che forse il Regno Delle Due Sicilie per il mio libro di storia era solo una lunga prateria affetta da latifondismo, malgoverno, dalla camorra dalla pizza e il mandolino; e dopo qualche magro accenno alla totale indifferenza dei politici Sabaudi ai problemi meridionali, che guarda caso si moltiplicarono esponenzialmente con la fatidica “UNITÀ”, la colpa alla fine fu dei meridionalisti “acuti nell’analisi del problema ma che non seppero proporre un’alternativa”. Certo perchè contro un parlamento di destra e di sinistra che fa unico blocco centrista, è facile fare qualcosa. Sarà perchè parla del grandissimo impulso industriale che ebbe il nord, quando non parla dell’ottima base di partenza che esisteva al sud, che a livello preitalico, industrialmente parlando, aveva il primato.
Sarà che nella realtà dei fatti il Regno Delle Due Sicilie aveva la prima flotta mercantile d’Italia (la seconda in europa), la prima nave a vapore, una sviluppata industria tessile (addirittura una fabbrica basata sul socialismo). Sarà che prima di Pirelli, Ansaldo, Agnelli e Breda esistevano le officine ferroviarie e siderurgiche di Pietrarsa, i cantieri navali di Castellamare e Napoli, vari stabilimenti siderurgici sparsi che davano lavoro a decine di migliaia di napoletani, tutti progressivamente posti sotto il controlllo di un commissario piemontese e poi chiusi. Sarà che aveva la terza migliore flotta militare d’Europa, le prime infrastrutture moderne ispirate alla rivoluzione industriale, e il più basso tasso di mortalità infantile, e sorpresa delle sorprese, a proposito del latifondismo, una legislazione contro lo shiavismo e il vassallaggio dei contadini, il primo telegrafo sottomarino d’Europa, la prima università laica e statale del mondo, i primi osservatori astronomico e sismologico (primo al mondo), o le prime compagnie turistiche (gestite da briganti eh) e le prime linee ferroviarie.
Sarà che prima si assisteva al fenomeno dell’immigrazione, e dopo l’unità, all’emigrazione. Sarà che esaltate la splendida politica economica di Giolitti che fece fiorire l’Italia, ma non parlate della despotica politica del doppio volto che ebbe con le popolazioni meridionali, favorendo il brigantaggio la mafia e la camorra (ma attenzione, quelle gia esistevano sul territorio, i piemontesi non c’entrano niente, il libro lo sottolinea bene). Sarà che davvero potrei continuare all’infinito, (e non sono filoborbonico ne neoborbonico): pur sapendo che la condizione delle masse contadine non era delle migliori (se no non si spiegherebbero fatti come la rivolta di Bronte, di esasperazione contadina, spinta a tale eccidio)(e c’è comuque da sottolineare l’impegno dello stato nell’abolizione delle logiche latifondistiche) e tenendo conto comunque che il Regno Delle due Sicilie, essendo una monarchia assoluta con una costituzione, i suoi capitali li stipava in gran parte nelle casse rege, la verità è che voi egregissimi eroi dell’unità e voi, ebeti sostenitori delle loro tesi, vi siete riempiti di parole bellissime, spacciando questo schifo per “UNITÀ” , parola che presuppone un egualitarismo nella tutela delle popolazioni UNITE , di eguali diritti , opportunità , e con problemi, purtroppo, molto differenziati , a cui dare uguale attenzione, invece io vedo la CONQUISTA d’Italia, e la colonolizzazione del sud degno dello sfruttamento degli spagnoli nelle Americhe, ma ancora più spregevole, perchè assoggettata a logiche liberiste (la storia non è cambiata) e sopratutto, poggia le sue basi su un inganno: quello ai danni delle measse contadine, che credevano , ad un certo punto, davvero in questa bella parola detta “UNITÀ” le quali vedavano un bagliore di luce, la fine della loro condizione servile, e invece si sono ritrovate in una posizione ancora peggiore, sotto un padrone ancora peggiore, che di positivo per questa terra davvero non ha mai fatto finta di fare niente apparte aumentare le tasse, che non ha mai mostrato una briciola d’amore per questa terra tanto bella quanto problematica.
Sarà che i soldi del meridione potevano essere spesi per il meridione e all’inizio visto le divergenze, si poteva comunque utlizzare il federalismo catteneo (ma la monarchia costituzionale sarebbe bastata se avesse rispettato i canoni di una vera unità, basata sui sentimenti romantici di popolazioni che volevano essere unitè senza dipendere da stranieri, e non la spregevole logica liberista del profitto personale e della propria terra, abbiate almeno il coraggio di chiamarlo sfruttamento, unendo terre che di comune avevano solo la religione e un passato da impero più che dimenticato da quasi 1500 anni). Sarà che io questa città che conserva quel suo antico splendore, come una donna stuprata e oltraggiata,offesa,tramortita, ma sempre fiera e bella, la vedo la vivo e penso quello che sarebbe potuta essere, e potrebbe diventare, ogni volta, ogni secondo, in ogni momento, davanti ad ogni contraddizione, e chi sa poi quel tipo di Italia unita, che bellezza sarebbe stata, senza razzismi, senza miseria, senza corruzione e sopratutto senza quei clown che oggi il nostro stomaco deve tollerare . Sarà che la storia la scrivono i vincitori, ed io sono costretto a studiarla fino alle 6 e mezzo del mattino, forse un po’ la mia reazione, pur non tenendo conto dei caffè, è giustificata.
“però sinceramente dico sinceramente
nun te può lamentà’ tiene ‘a machina e ‘a patente”
Manlio Leone tu che fin da piccolo mi hai cresciuto con la questione meridionale…

Ivano Leone
Studente del Coordinamento Kaos

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