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domenica 14 giugno 2015

II CENTENARIO DEL TRATTATO DI CASALANZA 1815-2015

PASTORANO: A Casalanza, in Terra di Lavoro, villa agreste appositamente requisita dagli austriaci, il 20 Maggio 1815 fu stipulato tra l'Esercito austriaco e quello Napoletano del Murat il trattato che pose fine al decennio napoleonico nel Regno. Per mezzo di esso, Francesco I d'Asburgo riconsegnò formalmente lo Stato all'alleato Borbone, spodestando definitivamente Gioacchino Murat il cui esercito, dopo la sconfitta di Tolentino, era ormai in rotta.
Il Trattato fu sottoscritto per i Napoletani (murattiani), da Pietro Colletta, plenipotenziario del Generale in capo Michele Carascosa; per gli Austriaci da Adamo de Neipperg, plenipotenziario del Generale in capo Federico Bianchi che, poi, per riconoscenza fu nominato da Ferdinando di Borbone duca di Casalanza e da lord Burghersh ministro plenipotenziario di Sua Maestà britannica presso la corte di Toscana. 
Fu così che dopo una lunga discussione  nella neoclassica galleria di casa Lanza, vennero ceduto ai Borbone tutti gli arsenali e le piazzeforti del Regno, con la temporanea eccezione di Gaeta, Pescara e Ancona.
L’evento storico appare in un articolo dell'epoca apparso su "Il giornale delle Due Sicilie": “Alle ore 8 del 20 Maggio 1815 si riunirono i Generali in capo delle due armate, Bianchi e Carascosa; il ministro inglese Lord Burghersh; i plenipotenziarii Generali Neipperg e Colletta. Le trattative si protrassero per 9 ore con 13 articoli...  Con il Trattato vi fu la cessazione ufficiale e definitiva della guerra nel Regno di Napoli; il cambiamento del Governo, non per Rivoluzione di interessi o di Fortuna, ma per placida evoluzione di nomi e di forme l'arbitrio di ognuno di restare o di partire Ferdinando IV per il Congresso di Vienna (I ottobre 1814  9 giugno 1815) e per il Trattato di Casalanza (20 maggio 1815) riebbe il Reame, dove entrò trionfante su di un bianco destriero il 17 giugno 1815. L'anno dopo (8 dicembre 1816) assunse il nome di Ferdinando I (delle Due Sicilie)”.
Nella convenzione veniva tra l'altro sancito lo scambio dei prigionieri, quindi un'amnistia generale, il riconoscimento del debito pubblico e garantita la nobiltà insieme a gradi, onori e pensioni dei militari che avessero giurato fedeltà al Borbone.
Copia dello storico trattato è menzionato dal Colletta nella sua “Storia del Reame di Napoli dal 1734 al 1825”, conservata nella biblioteca del Museo Provinciale Campano, in Capua - che così recita:
“...[Murat] diede incarico di trattare ai Generali Carrascosa e Colletta. Disse al primo che patteggiassero il mantenimento delle vendite, dei doni, di tutto ciò che lasciavagli fama di buon Re ne' Napoletani.
Al secondo che gli chiedeva cosa volesse concedere ai nemici, rispose: "Tutto fuorché l'onore dell'esercito e del popolo".

I negoziatori dopo lunghe, agitate conferenze, vicine a rompersi, firmarono: pace fra i due eserciti; la Fortezza di Capua cedesi il 21 maggio; Napoli e i suoi castelli il 23 maggio; poi il Regno tutto; i presidii che uscivano dalle fortezze dovevano avere gli onori convenuti »

La famiglia Lanza e il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ricordano il Trattato di Casalanza che nel 1815 pose fine al decennio napoleonico nel regno di Napoli.

Realizzato con il patrocinio del Comune di Pastorano, del Comune di Capua e dell'Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie, la celebrazione si svolgerà in due momenti: alle 17,30 nel territorio di Pastorano e subito dopo alle 19,00 a Capua, nel cortile di palazzo Lanza.


È possibile prenotare la cena storica presso il ristorante Ex Libris ai numeri 0823622924 - 3389993220

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