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mercoledì 11 febbraio 2015

Perché Gaeta?

Sabato si svolgerà, come tradizione vuole, il convegno della Fedelissima Città di Gaeta. Come ogni anno c’è tanto fermento da parte degli appassionati di storia borbonica per recarvisi perché tutti, ormai, hanno capito che Gaeta è un patrimonio comune. Essere presenti a Gaeta vuol dire rinnovare i voti di chi, in quelle fredde giornate dell’inverno 1860-61, non volle arrendersi dinnanzi all’ineluttabile incalzare della storia.
Essere presenti a Gaeta vuol dire, soprattutto, rendere omaggio a quegli uomini e a quelle donne che, contro tutto e contro tutti mentre il proprio mondo collassava, non hanno rinunciato all’idea di essere presenti e, a rischio della vita, continuare una lotta già persa.
Essere presenti a Gaeta vuol dire riaffermare, ancora una volta, quei principi e quei valori che da troppo tempo hanno tentato di diluire nel mare della modernità e del globalismo.
Essere presenti a Gaeta, ma anche a Messina e a Civitella, è diventato, con l’incedere del tempo, un imperativo morale, un dovere sentito nel profondo del nostro animo che ancora oggi, orgogliosamente, guarda a quei drammatici eventi, dalla giusta angolazione, animati da una pietas profonda verso i nostri padri e le nostre madri.
Eravamo un solo popolo armato di un profondo orgoglio e lo siamo ancora, per questo motivo saremo presenti, mettendo in un ripostiglio gli spettri del passato e quelli del presente.

Saremo presenti con la voglia di ricordare e comprendere e non per puntare una bandierina. Vogliamo comprendere perchè solo comprendendo, dall’esempio di quei fratelli, possiamo ritrovare le motivazioni e la speranza di un vero futuro.


1 commento:

  1. Bravissimi. È un'ottima riflessione carica di tanta verità.
    Grazie e arrivederci a Gaeta
    Franco Ciufo
    Delegato Vicario per il Lazio del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio

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