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giovedì 26 febbraio 2015

CONVEGNO A COLE SAN MAGNO

Pubblichiamo volentieri la locandina di un interessante convegno che si terrà sabato 28 a Colle San Magno, organizzato dal Comune e dall'Associazione Culturale "Le Tre Torri" e che vedrà tra i relatori il nostro Fernando Riccardi.


martedì 24 febbraio 2015

45° Incontro tradizionalista di Civitella del Tronto: ecco il programma della cerimonia prevista nei giorni 21 e 22 marzo 2015



CIVITELLA DEL TRONTO - Anche quest'anno si rinnova la tradizionale ascesa alla rocca di Civitella del Tronto, il momento più alto del consueto percorso di rievocazione storica che, dopo le non meno importanti tappe di Gaeta e Messina, ripercorrono, all'inizio dell'anno i momenti salienti del crepuscolo del Regno delle Due Sicilie.

A promuovere l'iniziativa Paolo Caucci von Sauken e Francesco Maurizio Di Giovine a cui va il merito di aver intrapreso, in tempi difficili, la strada del ricordo e del sacrificio che quest'anno taglia il ragguardevole traguardo del 45esimo anno. 






Con l’aiuto di Dio, ci accingiamo a salire per il quarantacinquesimo anno consecutivo la rocca di Civitella del Tronto per incontrarci in una terra che fu bagnata dal sangue di uomini, donne, fanciulli e soldati perché rifiutarono il processo annessionistico e di omologazione liberale violentemente imposti nel 1860-61. Per questa ragione il Tradizionalismo ha raccolto a Civitella del Tronto, anno dopo anno,  le persone che hanno voluto ricollegarsi alla propria memoria storica ed alla Patria cristiana. Ad esse ha offerto il proprio modo di sentire la storia ed  il tempo presente. 

Sono stati affrontati tanti temi, sempre al fine di recuperare la memoria storica quale premessa indispensabile per risvegliare nei più l’identità smarrita. Ed ancora, abbiamo cercato di diffondere lo spirito della milizia cristiana basato sull’onestà di intenti, sulla lealtà reciproca, sull’annientamento dei personalismi, sull’invito all’approfondimento culturale e sulla fedeltà ai principii dei nostri avi. Di anno in anno abbiamo offerto nuovi contributi alla riflessione dei presenti. Abbiamo sempre conservato la purezza di intenti dei primi incontri e non abbiamo mai cercato finanziatori che avrebbero snaturato, se non condizionato, il nostro modo di agire. Ogni iniziativa fatta nel corso degli Incontri Tradizionalisti di Civitella del Tronto è stata finanziata con le offerte dei partecipanti.  Intendiamo andare avanti con questo spirito e per tale motivo già da molti anni abbiamo posto gli Incontri sotto la protezione di San Benedetto Giuseppe Labre, uomo di Dio, che della povertà fece l’arma per convertire i miscredenti. 

Anno dopo anno cerchiamo di contribuire all’edificazione della città cristiana seguendo l’insegnamento di don Francisco Elias de Tejada, ultimo poeta della Napoli ispanica, che, salendo a Civitella del Tronto nel corso di uno dei primi Incontri, sintetizzò l’agire comune con queste parole: “Per il resto, le imprese non si misurano col successo. Dio non abbandonerà i suoi. E nel peggiore dei casi, se ci nega di vedere il trionfo col metro del successo, pur sempre ci dona quella pace della coscienza del dovere compiuto, che si sintetizza nel motto per cui caddero i nostri predecessori: Senza cedere”. 

Sulla base di questi presupposti, il comitato promotore degli Incontri Tradizionalisti di Civitella del Tronto ha il piacere di invitare la S.V. Ill.ma al 45° appuntamento annuale che si terrà nei giorni  21 e 22 marzo 2015.

Nell’ambito dell’Incontro, l’Associazione Nazionale ex Allievi Nunziatella, da anni presente ai nostri Incontri, recensirà un nuovo pamphlet dal titolo: La morte del generale Alberto Pollio ed il cambiamento di alleanze, facendo omaggio di una copia ai partecipanti.  

Il Convegno di Studi che si svolgerà nell’ambito dell’Incontro si terrà nel salone che l’hotel Zunica ci mette abitualmente a disposizione ed inizierà alle ore 16,30 con tema ed argomenti di seguito riportati.


Convegno di Civitella del Tronto

Risorgimento e Grande Guerra
per riflettere a cento anni

 presiede
Prof. Paolo Caucci von Saucken

La regina Maria Sofia da Gaeta alle trincee
Dott. Maurizio Di Giovine
  
Il terrore di Stato e la legge Pica 
Dott. Giuseppe Marabello

Friulani e altoatesini in difesa dell’Impero
Dott. Marco Plesnicar

La Grande Guerra come compimento del Risorgimento
Dott. Edoardo Vitale

La Prima Guerra Mondiale e la Rivoluzione europea
Prof. Giovanni Turco


Al termine dei lavori è prevista la cena presso l’hotel Zunica, con inizio alle ore 20,00 (prezzo €. 25,00). 


Programma di Domenica 22 marzo 2015 

Ore 09,30 Concentramento dei convenuti a porta Napoli e corteo verso il monumento a Matteo Wade per deporre una corona in memoria di quanti si immolarono per resistere alle forze della rivoluzione. 

Ore  10,15  Salita alla reale fortezza ed alzabandiera nella piazza d’armi.

Ore  10,30  Commemorazione del Soldato delle Due Sicilie tenuta dal dott. Cesare Linsalone.  

Ore 11,00 Celebrazione della Santa Messa in memoria dei Martiri della Tradizione e dei caduti Napolitani. 

Ore 12,15  Visita alla Reale fortezza.

Ore  13,30  Colazione a conclusione dell’Incontro presso l’Hotel Zunica (€. 30,00).




Per Il Comitato promotore degli Incontri Tradizionalisti di Civitella del Tronto
Francesco  Maurizio Di Giovine
   Cavaliere Ufficiale dell’Ordine de la Legitimidad Proscrita



SISTEMAZIONE ALBERGHIERA

Hotel Zunica, Tel. 0861/91319 – fax 0861/918150
Camera singola: €. 55; doppia €. 70; tripla €. 90; quadrupla €. 100

Hotel Fortezza, Tel. 0861/91321 – fax 0861/918221
Camera singola: €. 37; doppia €. 48; tripla €. 65; quadrupla €. 70

venerdì 13 febbraio 2015

PALAZZO DUCALE DI ATINA 21 febbraio 2015

Ad Atina, continuano gli eventi promossi dal nostro infaticabile amico Claudio Saltarelli.
Sabato 21, alle 16,30, nel Palazzo Ducale, è la volta della presentazione dell'interessantissimo libro del Maestro Enzo Amato "la Musica del Sole".
Presentato anche a Parigi, alla presenza di S.A.R. la Principessa Beatrice di Borbone delle Due Sicilie, lo scopo del libro è di riportare alla luce la gloriosa scuola musicale napoletana settecentesca con la verifica dei fatti riscrivendo in parte la storia della musica e confrontando i risultati delle proprie ricerche con i lavori di altri studiosi per ovviare alla soggettività della storia ed elevarla alla dignità di scienza della conoscenza.

La storia della musica classica scritta fino ad oggi in prevalenza da studiosi tedeschi ed inglesi, mostra tutta la faziosità e l’ottusità di chi fa la storia senza ricerca basandosi, nel caso del musicista Salisburghese solo sulle lettere di Leopold Mozart e scrivendo “interpretazioni” storiche che confondono e distorcono gli eventi con scopi celebrativi o diffamatori arrivando a generare persino falsi miti.
Dopo gli incontri su il "1799" che hanno fatto conoscere quello che realmente avvenne nelle Due Sicilie e soprattutto in Terra di Lavoro, si prosegue con un libro che interesserà sicuramente tantissime persone, anche coloro che non sono appassionati dell'Arte di Euterpe.
Non si può parlare di Musica, poi, senza sentirla, viverla e quindi saranno presenti gruppi musicali che sottolineeranno quanto esposto dal Maestro Napoletano.
Appuntamento quindi al bellissimo Palazzo Ducale di Atina, Sabato 21 febbraio. Non ve ne pentirete!!!



mercoledì 11 febbraio 2015

Perché Gaeta?

Sabato si svolgerà, come tradizione vuole, il convegno della Fedelissima Città di Gaeta. Come ogni anno c’è tanto fermento da parte degli appassionati di storia borbonica per recarvisi perché tutti, ormai, hanno capito che Gaeta è un patrimonio comune. Essere presenti a Gaeta vuol dire rinnovare i voti di chi, in quelle fredde giornate dell’inverno 1860-61, non volle arrendersi dinnanzi all’ineluttabile incalzare della storia.
Essere presenti a Gaeta vuol dire, soprattutto, rendere omaggio a quegli uomini e a quelle donne che, contro tutto e contro tutti mentre il proprio mondo collassava, non hanno rinunciato all’idea di essere presenti e, a rischio della vita, continuare una lotta già persa.
Essere presenti a Gaeta vuol dire riaffermare, ancora una volta, quei principi e quei valori che da troppo tempo hanno tentato di diluire nel mare della modernità e del globalismo.
Essere presenti a Gaeta, ma anche a Messina e a Civitella, è diventato, con l’incedere del tempo, un imperativo morale, un dovere sentito nel profondo del nostro animo che ancora oggi, orgogliosamente, guarda a quei drammatici eventi, dalla giusta angolazione, animati da una pietas profonda verso i nostri padri e le nostre madri.
Eravamo un solo popolo armato di un profondo orgoglio e lo siamo ancora, per questo motivo saremo presenti, mettendo in un ripostiglio gli spettri del passato e quelli del presente.

Saremo presenti con la voglia di ricordare e comprendere e non per puntare una bandierina. Vogliamo comprendere perchè solo comprendendo, dall’esempio di quei fratelli, possiamo ritrovare le motivazioni e la speranza di un vero futuro.


lunedì 9 febbraio 2015

LA RIEDIZIONE DELLA BIOGRAFIA DI CARLO FILANGIERI DI PIETRO CALÀ ULLOA

NOCERA SUPERIORE: "Ho ritenuto opportuno fondare la casa editrice D'Amico principalmente per (ri)dare alle stampe testi ormai dimenticati inerenti la storia delle Due Sicilie, che meritano di essere conosciuti, specie in questi anni in cui c'è una riscoperta del cosiddetto periodo risorgimentale."
Queste le parole con cui il giovane ed intraprendente editore nocerino Vincenzo D'Amico spiega i motivi che lo spinsero a mettersi in gioco in prima persona.
Grazie alla Sua opera tanti testi rari sono stati resi fruibili a gli studiosi ad un prezzo decisamente contenuto.
L'ultima Sua  opera è la biografia di uno dei più importanti personaggi della nostra Storia: il Principe di Satriano Carlo Filangieri, che sarà presentato Sabato 14 febbraio a Gaeta durante il XXIV Convegno Tradizionalista della Fedelissima Città di Gaeta, organizzato come ogni anno dall'avv. Sevi Scafetta.
Carlo Filangieri, figlio dell'immortale Autore della Scienza della legislazione, discendente di una delle famiglie patrizie più importanti dell'Italia meridionale, il suo avo Angerio fu tra i cavalieri che fondarono il Regno, generale, politico, imprenditore è troppo importante per restare nell'oblio.
Eppure non deve meravigliare che il principe di Satriano sia così poco studiato, d'altra parte è in buona compagnia, basti pensare alle complesse figure di Luigi Blanch e Luigi de' Medici, ma in fondo lo stesso Francesco I di Borbone, non viene quasi mai citato.
Il brillante giornalista Ansaldo lo definì “il solo grande soldato, la sola testa politica del regime borbonico nell'Ottocento”, mentre il compianto Roberto Selvaggi, nella sua sua monumentale opera Volti e nomi di un esercito dimenticato, lo considera di gran lunga il generale napoletano più preparato, colto e intelligente; a suo dire l'unico che avrebbe potuto salvare il Regno di Napoli dalla catastrofe. Ma l'età avanzata del principe, l'indecisione del sovrano unite ai contrasti tra i due evitarono il compiersi dell'impresa.


il busto del Filangieri all'interno del Museo Gaetano Filangieri

Esistono due biografie su Carlo Filangieri, una a cura di Pietro Calà Ulloa e l'altra scritta da Teresa Ravaschieri Filangieri, l'ultima figlia del principe, la più amata.
Teresa Ravaschieri evidenzia gli aspetti più intimi di Carlo Filangieri, i suoi ricordi di bambina e di figlia affezionata, senza tralasciare di citare importanti documenti politici e militari dell'illustre genitore. Invece Pietro Calà Ulloa, che fu amico del generale, mette in evidenza gli aspetti militari della lunga vita di Carlo.
Infatti inizia il suo saggio storico parlando dell'esercito napoletano nei “tempi viceregnali” in cui “campi lontani biancheggiavano d'osse napolitane” ed elogiando Carlo di Borbone, grazie al quale i soldati napoletani poterono combattere per la propria Patria.
Il destino portò i giovani fratelli Filangieri, Carlo e Roberto, orfani in tenera età, in Francia, dove furono accolti da Napoleone che li iscrisse al Prytanée, la prestigiosa accademia militare francese. Combatté nell'esercito imperiale, distinguendosi per il suo valore, fino a quando non fu cacciato da Napoleone che lo definì una “testa di Vesuvio”, per aver sfidato a duello e ucciso il generale corso Francheschi, che aveva insultato l'onore militare dei napoletani.
L'Ulloa ripercorre la lunga carriera militare del generale Filangieri, prima nell'esercito murattiano, poi in quello borbonico, in seguito agli accordi di Casalanza. Anche se non aveva preso parte ai moti del 1820-21, fu allontanato dall'esercito, per esservi richiamato dieci anni più tardi dal giovane Ferdinando II. Durante il regno di Ferdinando II riordinò l'esercito e nel 1848-49 riconquistò la Sicilia che, sobillata da Londra e Parigi, si era dichiarata indipendente da Napoli, ricevendo dal re il titolo di duca di Taormina, mentre precedentemente aveva ereditato il titolo di principe di Satriano. Fu per alcuni anni governatore della Sicilia. Ma Carlo Filangieri è stato anche imprenditore, sua la ferriera di Cardinale, da cui si estrasse il ferro per costruire il ponte Maria Cristina sul fiume Calore, era anche il proprietario di una filanda a Sarno.
L'opera che vi riproponiamo in anastatica è arricchita dalla prefazione di Giuseppe Catenacci e di Francesco Maurizio Di Giovine. Notevole l'appendice fotografica e documentaria, in cui spiccano alcuni documenti inediti come il certificato di battesimo di Carlo, una lettera che il generale scrisse in francese a Pietro Quandel, il frontespizio della Scienza della legislazione con la dedica autografa che il generale ha donato ai monaci della Badia della SS. Trinità di Cava.
Da segnalare anche alcune cartoline d'epoca di Cava che ritraggono il Palazzo Carraturo (poi Villa Eva) e il suo splendido giardino. Da tempo ormai non rimane che un'ala del palazzo natio di Carlo Filangieri, lo stesso in cui Gaetano scrisse la sua opera più famosa, mentre laddove sorgevano i giardini, adesso c'è una scuola. 

E' possibile ordinare l'opera al seguente link:


la copertina dell'ultima fatica dell'editore D'Amico

domenica 8 febbraio 2015

SALVIAMO IL CASELLI / Mercoledì l’assemblea “chiarificatrice” con Regione e Comune


Nei giorni scorsi l’assessore regionale all’istruzione Caterina Miraglia e il presidente della Regione, Stefano Caldoro, hanno emanato un comunicato in cui assicuravano che l’Istituto Giovanni Caselli, scuola di ceramica di Capodimonte unica in Europa, non avrebbe chiuso.
Un comunicato anche molto chiaro in cui si diceva che non solo la scuola sarebbe rimasta dov’è, ma che non avrebbe subito accorpamenti, rimanendo autonoma.
Avevamo promesso vigilanza e vigili, infatti, dobbiamo restare, facendo attenzione a cosa accade nei palazzi regionali e comunali perché non può certo bastarci un comunicato: occorre l’atto di sospensiva deliberato dalla Giunta regionale da inviare al ministero.
Solo così potranno iniziare da una parte i lavori progettuali del Comitato Tecnico Scientifico dell’Istituto Caselli, per ampliare l’offerta formativa e dall’altra l’excursus burocratico che potrà consentire al ministero dell’Istruzione di trasformare il Caselli – come già per lo Stradivari, la scuola di luitai di Verona – in istituto raro.
A questo scopo mercoledì 11 febbraio alle ore 8 all’Istituto Caselli (ingresso via Miano) è stata convocata un’assemblea. Saranno presenti Rappresentanti Ente Regione e Comune per informarci sullo stato dei Lavori alla “Tutela” dell’ Istituto della Porcellana di Capodimonte. E naturalmente ci saremo anche noi. Non molliamo la presa: il Caselli va salvato con le azioni, non solo con le parole.
Lucilla Parlato


venerdì 6 febbraio 2015

XXIV edizione Convegno Tradizionalista della Fedelissima Città di Gaeta: il programma

GAETA: Carissimi amici anche per il 2015  si terrà a Gaeta il Convegno Tradizionalista della Fedelissima Città che è giunto alla XXIV edizione. Il plauso va certamente al "Custode" di tale tradizione che il Commendatore Avv. Sevi Scafetta, che riesce a far rivivere annualmente nella storica città gli antichi fasti e gli studi moderni sull'epopea Borbonica.
Tema del 2015 sarà "I Borbone e il Mare", tema attualissimo in una città che fonda la sua tradizione e la sua storia proprio nel mare.
Nella giornata di Sabato siamo particolarmente lieti di annunziare la presentazione del libro sul generale  Carlo Filangieri, ultima fatica del giovane editore nocerino Vincenzo D'Amico, curato dal dr. Giuseppe Catenacci, Presidente Onorario dell'Ass. Naz. Ex Allievi Nunziatella, e dal dr. Francesco Maurizio Di Giovine, storico.

Monumento a Carlo Filangieri a Palazzo Como, a Napoli, sede del Museo Civico Gaetano Filangieri.
La messa in onore e in suffragio degli Eroi dell'assedio del 1860-1861 si terrà nella Cattedrale dove è posto  il "Sacrarium", realizzato dalla Delegazione Vicaria per il Lazio del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio. che custodisce i resti mortali degli stessi. Sarà l'occasione per i confratelli che ancora non hanno visitato il Sacrarium per portare un fiore o recitare una preghiera.
Come tradizione il lancio della corona offerta da la Nunziatella dalla "Batteria Transilvania" concluderà la tre giorni gaetana dando l'appuntamento alla prossima edizione nel 2016.

la locandina dell'evento





domenica 1 febbraio 2015

SALVIAMO IL CASELLI / Successo oggi in piazza, ma la battaglia per la scuola di ceramica comincia oggi



l'articolo originale pubblicato sul sito di Identità Insorgenti



Riprendiamo dal sito di identità Insorgenti il resoconto di una bella mattinata per difendere la nostra Identità, la nostra Storia, la nostra Cultura, le nostre eccellenze:

striscione identità insorgenti capodimonte caselli
NAPOLI: Stamattina una piccola folla si è riunita davanti alla Porta Piccola di Capodimonte per protestare contro l’accorpamento (leggi chiusura) dell’ istituto statale Caselli, unicum di scuola per ceramisti e contro lo spostamento della collezione Farnese a Parma.

Nonostante il mal tempo, che ha concesso una tregua proprio durante la manifestazione sono state molte le persone arrivate per firmare la petizione proposta da insegnanti e alunni dell’istituto e partecipare al presidio indetto dal nostro giornale: alunni e insegnanti, ex allievi ma anche tanti gruppi, tra cui Siamo Tutti Briganti, Unione Mediterranea, Terra e dignità e tanti singoli soggetti amanti della nostra storia e del nostro futuro e che hanno evidentemente a cuore le sorti di un istituto che è un unicum in Europa. Il tutto di fronte alle attivissime telecamere di Eduardo tv.
prove ceramica caselli


I fatti sono questi: la spending rewiew e la legge Gelmini su cui, per carità, è inutile aprire discussioni prevede l’accorpamento di quegli istituti scolastici che per numero di iscritti e altri motivi non rispettano le regole relative alla spesa previste dalla normativa in vigore.  

A Napoli già istituti storici come il liceo classico Genovesi hanno rischiato la stessa sorte ed in questo caso solo lo smembramento del Campanella aveva permesso al liceo di restare indipendente. 
Ora tocca al Caselli che con la delibera della Giunta della Regione Campania n° 6 del 09/01/2015 – Dip. 54 – Dir. G. 11 –UOD 2, pubblicata sul BURC n°4 del 19/01/2015, che ha assunto in toto la precedente delibera della Giunta della Provincia di Napoli n° 592 del 22 dicembre 2014, viene soppresso e destinato ad essere accorpato ad un altro istituito tecnico.

Questo ridimensionamento, così come abbiamo già avuto modo di spiegarvi su queste pagine, penalizzerà enormemente il Caselli causando la perdita di molte delle peculiarità della scuola oltre che della sua autonomia gestionale e operativa.

La cecità che sottende ad operazioni di questo tipo è evidente: un istituto Come il Caselli per forza di cose si configura come una scuola elitaria, per pochi iscritti. Parliamo di un eccellenza a livello nazionale che forma da sempre i migliori ceramisti, incaricati di custodire e tramandare i segreti di quell’artigianalitá che da secoli fa della ceramica di Capodimonte un arte indiscussa e celebrata in tutto il mondo ed insieme un tratto identitario fortissimo.

Eliminarla spostandola da Capodimonte, dalla sua sede naturale, significa togliere ancora qualcosa alla città, alle possibilità di sviluppo che solo un eccellenza porta con se, significa “scippare” ancora una volta qualcosa a tutti noi.

E noi siamo veramente stanchi di scippi, furti, sottrazioni.

Così come siamo stanchi di spiegare al ministro Franceschini che la collezione Farnese appartiene a Napoli di diritto e a nessun altra città.

Non a Parma città dalla quale lo stesso Carlo di Borbone, figlio di Elisabetta Farnese, spostò l’immenso patrimonio artistico lasciatogli da sua madre per portarlo a Napoli e sistemarlo nella reggia che fece costruire a Capodimonte e che poi è diventato lo splendido museo che oggi è.
caselli striscione salviamo l'arte




La collezione Farnese è nel suo elemento naturale e non siamo disposti a cederla a nessuno, quindi combatteremo fino alla fine affinché si sposti il mirino da essa e da tutte le altre cose che ci rappresentano, che ci arricchiscono, che ci rendono popolo riuscendo a raccoglierci sotto tratti identitari distintivi che rappresentano la nostra bandiera.

Questa è la nostra lotta, questo il nostro obiettivo, accanto agli alunni e ai docenti del Caselli, accanto ai cittadini, accanto alle associazioni. Oggi la nostra lotta è appena cominciata: nei prossimi giorni porteremo avanti altre iniziative, cercando risposte da quelle istituzioni che ancora possono fare, in particolare la giunta Caldoro, riconoscendo all’istituto lo status di “raro” e salvaguardando una specificità unica in Europa

Giù le mani dalla nostra identità, giù le mani dal sud!

Simona Sieno


altri link interessanti:


gruppo di borbonici ed insorgente in un esterno