ATTENZIONE, AVVISO AI LETTORI DEL BLOG

Si avvisano i lettori che per commentare i post pubblicati è necessario accedere con l'account di posta gmail o inviare il proprio commento a istitutoduesicilie@gmail.com e gli amministratori provvederanno alla pubblicazione a nome del mittente.

giovedì 18 dicembre 2014

Milazzo, intitolazione della Via Gen. Ferdinando Beneventano del Bosco


MILAZZO: Un’ardua battaglia. Una grande vittoria. Così si potrebbe riassumere la laboriosa vicenda che si è felicemente conclusa con l’intitolazione di una via cittadina in Milazzo al Gen. Ferdinando Beneventano del Bosco. Questi, all’epoca dei fatti del 20 luglio 1860, rivestiva il grado di Colonnello dell’esercito delle Due Sicilie ed era di stanza a Milazzo con le sue truppe. Il Beneventano fu uno dei pochi ufficiali di rango che non misero in vendita la loro fedeltà al Re, ma si batterono valorosamente e con onore, sebbene invano, per respingere l’avanzata dei garibaldini.
Nonostante siano trascorsi ormai 154 anni, a Milazzo il conflitto sembra essere ancora aperto, e per questo l’iter che ha portato alla dedicazione della via al Beneventano è stato irto di ostacoli e non privo di insidie e difficoltà di ogni genere. Come ideatore e fautore del progetto, lo scrivente ha dovuto sostenere una vera e propria battaglia culturale, spesso degenerata in guerriglia, fatta di tanti ed aspri duelli corpo a corpo con quanti, sulla scia della mistificazione risorgimentale, sono ancora oggi schierati a difesa della favola del biondo chiomato eroe venuto a liberare l’Isola.
il cav. Salvatore Italiano, promotore dell'iniziativa, ed il Cav. Gr. Croce di Grazia, nob. dr. Antonio di janni
Partecipare alla cerimonia di dedicazione della via al Generale Ferdinando Beneventano del Bosco è stato quindi motivo di profondo orgoglio e ineffabile soddisfazione, una sorta di grande e irripetibile rivincita morale, dato che si tratta della via che conduce al Castello di Milazzo, quella stessa via che il Colonnello discese a piedi e tra lo scherno dei garibaldini il 26 luglio del 1860, essendo stata trattata la resa del forte al quale il Clary non volle inviare rinforzi da Messina.
All’evento, tenutosi lo scorso 12 Dicembre alla presenza di autorità civili e militari, hanno preso parte i diretti discendenti dell’intrepido Ufficiale, il Barone Ettore Beneventano del Bosco e il Barone Pietro Beneventano del Bosco, che era già stato ospite d’onore al Convegno Storico “Conversando con Beneventano del Bosco”, tenutosi per iniziativa e cura del sottoscritto lo scorso anno nel Duomo Antico del Castello.
Tra gli ospiti più graditi non poteva mancare la Delegazione Sicilia del Sacro Ordine Costantiniano di San Giorgio, nella persona del Nobile Delegato Vicario Nobile Dott. Antonio di Janni, Cav. Gr. Cr. di Grazia, che ha rappresentato anche la Real Casa Borbone Due Sicilie. Il Rev. P. Mario Savarese, Cav. di Grazia Ecclesiastica ha benedetto la targa dedicatoria, mentre gli facevano corona i Cavalieri Costantiniani Salvatore Italiano, Giovanni Bonanno coordinatore di Messina e provincia, Giuseppe Matranga, Franz Riccobono, Manlio Corselli, la Dama Carmela Munda e numerosi Benemerenti.
il Delegato Vicario per la Sicilia del S.M.O.Costantiniano di San Giorgio, intervistato durante la cerimonia
L’ambizioso progetto appena realizzato dalla Rappresentanza Costantiniana di Milazzo ben si inserisce, infatti, nell’ambito delle molteplici iniziative della Delegazione Sicilia, di cui è nota la grande dedizione alla Real Casa Borbone Due Sicilie, e costituisce una pietra miliare nel percorso di recupero della identità duo siciliana, calpestata e vilipesa per oltre un secolo e mezzo dalle mistificazioni risorgimentali. Nel consegnare al Sindaco una pregevole medaglia commemorativa dell’Ordine, il Nobile Dott. Antonio di Janni si è congratulato con l’Amministrazione Comunale, che, con la delibera della dedicazione, “ha inteso compiere un atto di giustizia e di verità storica”, come affermato dallo stesso Primo Cittadino.
Viva commozione e profonda riconoscenza sono stati i sentimenti espressi dal Barone Pietro Beneventano del Bosco, che ha inteso ringraziare il Sindaco, il Prof. Italiano e il Delegato Vicario dell’Ordine Costantiniano per “l’encomiabile opera di valorizzazione e promozione della nostra storia, e del nostro patrimonio, per una iniziativa che riveste una grande importanza nel processo di pacificazione post-unitaria”.
A corredo della delibera con cui il Sindaco di Milazzo Avv. Carmelo Pino ha dato luogo all’intitolazione della via, è stato richiesto al cav. Salvatore Italiano di redigere una breve scheda biografica del Beneventano, comprensiva delle motivazioni a supporto del provvedimento. Il testo, di cui è stata data lettura nella cerimonia di dedicazione, è il seguente:
“Generale Ferdinando Beneventano del Bosco (Palermo, 3 Marzo 1813 – Napoli, 8 Gennaio 1881).
Nato a Palermo da nobile famiglia siciliana originaria di Siracusa, già dall’adolescenza si trasferì a Napoli, dove entrò nel Collegio Militare della Nunziatella. Lì conobbe il milazzese Stefano Zirilli con cui strinse una sincera amicizia e con il quale si sarebbe poi travato a trattare nel 1860, in occasione dell’assedio dei garibaldini al forte di Milazzo.
Terminati gli studi militari il Beneventano fu immesso nei ruoli dell’esercito con il grado di secondo tenente dei granatieri della Guardia. Da subito dimostrò di essere dotato di tutte le qualità necessarie per un buon militare e nel 1848 fu promosso al grado di capitano, distinguendosi per il suo valore sia nella campagna di Sicilia dello stesso anno, sia durante l’assedio di Messina, nel corso del quale fu anche ferito.
Le sue capacità e lo zelo profuso nell’adempimento del dovere gli ottennero di essere decorato da Ferdinando II con la medaglia d’oro di prima classe e insignito delle onorificenze di S. Ferdinando e di S. Giorgio.
Il suo attaccamento all’esercito fu autentico e generoso e lo portò ad avere il massimo rispetto per ogni militare, tanto che nel 1857 chiese l’abolizione delle pene corporali per i soldati.
Nel 1857 fu temporaneamente trasferito in Sicilia, e l’anno successivo, con la promozione a maggiore, fu assegnato al comando del 9º battaglione di linea, rimanendo di stanza a Monreale. Qui il 6 Aprile 1860 respinse i primi attacchi dei Palermitani insorti, il 12 aprile resistette a un nuovo assalto e contrattaccò con successo nei pressi di Carini.
Dopo lo sbarco garibaldino e la prima sconfitta borbonica di Calatafimi, il Beneventano fu in prima linea assieme al colonnello svizzero Von Mechel nell’attaccare le avanguardie che puntavano su Palermo, ove il 30 maggio tentò un assalto contro le prime barricate della città già occupata, ma fu immediatamente frenato dalla notizia della tregua chiesta dal Lanza a Garibaldi.
Il 10 giugno il Beneventano fu promosso colonnello, e subito dopo si imbarcò con i suoi soldati verso Messina, da dove a metà luglio il generale Clary lo inviò a presidiare il forte di Milazzo con tre battaglioni. Il 20 luglio dava battaglia al Medici nella piana di Milazzo e, dopo una strenua resistenza, era costretto a ritirare nel forte, da dove chiese invano rinforzi al Clary. Il 23 giunse invece da Napoli un ufficiale che trattò la resa del forte con i garibaldini. Il Beneventano uscì da Milazzo insultato e sbeffeggiato dai nemici e con le sue truppe si imbarcò per Napoli. Qui ebbe la terza promozione in pochi mesi, ottenendo il grado di generale di brigata. Il suo impegno, condiviso pienamente dal Sovrano Francesco II, fu quello di evitare inutili spargimenti di sangue con battaglie improduttive e far sì che la popolazione inerme dei civili non avesse a subire ingiusti patimenti a causa delle manovre militari in corso. Convinse quindi Francesco II della inutilità di mettersi a capo dell’esercito e lo indusse a non opporre resistenza ai garibaldini che avanzavano, fino a ritirarsi in Gaeta.
il barone Piero Beneventano del Bosco con il nipote Ettore
Nell’ultima roccaforte borbonica il Beneventano condusse una strenua ma vana difesa, sino alla resa alle truppe di Cialdini. Dopo la capitolazione seguì il suo re in esilio volontario a Roma, rifiutando di entrare nell’esercito sabaudo con lo stesso grado che gli era stato già conferito.
Ferdinando Beneventano del Bosco è ancora oggi ricordato a Milazzo per essere stato il Comandante della guarnigione borbonica di stanza al Castello di Milazzo nei fatti del 20 Luglio 1860. Gli studi della più schietta tradizione bibliografica lo descrivono come ufficiale integerrimo e valentissimo, che, pur adempiendo fedelmente al proprio incarico di fronteggiare l’avanzata dei garibaldini, ebbe il massimo riguardo per la Città di Milazzo e per la sua popolazione, evitò qualsiasi azione che potesse danneggiarla o procurare vittime tra i civili, e dimostrò altresì mitezza e magnanimità nei confronti degli stessi comitati rivoluzionari presenti nell’ambiente cittadino. Si distinse per la condotta eroica in combattimento, per la lealtà al suo Sovrano e per l’altissimo senso della giustizia e del dovere, che animò ogni sua azione.
Il suo atteggiamento è ancora oggi chiaro esempio di alti ideali: servizio alla Patria, rispetto per la collettività, passione per la propria professione, che svolse con onestà intellettuale, animo integerrimo, spirito di abnegazione e capacità di sacrificio.” 

Al termine della cerimonia il sindaco ha accompagnato gli intervenuti ad una visita della fortezza di Milazzo,

il tricolore viene, finalmente, tolto scoprendo la bella lapide


Nessun commento:

Posta un commento