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martedì 9 dicembre 2014

BRAVISSIMO!!!!



MILAZZO: Riceviamo dal Cav. Gr. Cr. di Grazia, Nob. dr. Antonio di Janni, Delegato Vicario per la Sicilia, del Sacro Militare ordine Costantiniano di San Giorgio, una splendida notizia di cui dobbiamo essere grati al bravissimo cav. Salvatore Italiano di Milazzo.

Don Ferdinando Beneventano del Bosco
Dando finalmente compimento al progetto di cui il nostro confratello è stato ideatore e propugnatore, con la delibera n. 133 del 05/12/2014, la Giunta Municipale di Milazzo dispone l'intitolazione di una via cittadina in Milazzo al Gen. Ferdinando Beneventano del Bosco. La Cerimonia di dedicazione avrà luogo Venerdì 12 Dicembre alle ore 11,30.

Un applauso caloroso, quindi, al capacissimo Salvatore Italiano.

Salvatore Italiano con il mantello del Sacro Miliatre Ordine Costantiniano di San Giorgio

Un soldato pronto a battersi con grande coraggio e abnegazione, forte del suo spirito di lealtà e sorretto dal giuramento prestato al suo re. Quest'uomo era il colonnello Ferdinando Beneventano del Bosco. Il coraggio e lo spirito di ardimento del colonnello Bosco fu riconosciuto anche dai memorialisti garibaldini e dallo stesso Cesare Abba, cronista partigiano dell'impresa dei Mille.

L'eroe borbonico che i testi di storia sul Risorgimento in Sicilia hanno ignorato o volutamente emarginato in qualche piccola nota di appendice, era nato a Palermo il 3 marzo del 1813 da Aloisio Beneventano dei baroni del Bosco e da Marianna Roscio. Apparteneva ad una nobile ed antica famiglia siracusana; il padre era un alto funzionario della Corte di Napoli al tempo di S.M. Ferdinando I, Re delle Due Sicilie. 

Ufficiale coraggioso, leale e capacissimo, con le sue azioni seppe conquistare una tale fama che nell'aprile del 1866 a Palermo si parlava ancora della possibilità di un suo sbarco in Sicilia e le stesse voci si diffondevano nell'aprile e nel maggio del 1870 a Mezzoiuso e a Palermo di nuovo. Intatto era quindi il mito, legato ai giorni in cui era stato uno tra i pochi ufficiali borbonici che non erano fuggiti di fronte a Garibaldi: il nome del vecchio generale era diventato il simbolo ricorrente della rivolta contro il nuovo ordine.






ed ecco la bellissima targa

Gazzetta del Sud del 13 dicembre 2014 - articolo dedicato all'evento












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