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giovedì 30 ottobre 2014

Commemorazione dell'Ufficiale Federico Quandel

CAPUA: Riceviamo e pubblichiamo questo bell'articolo apparso sulla rivista Capuana "KAIROS" scritto dal gen. Fernando Greco, Priore della Reale* Arciconfraternita del SS. Rosario di Capua.
La cerimonia voluta dal comm. Giovanni Salemi per ricordare i Soldati dell'Esercito "Napoletano" Caduti difendendo il loro Re e la lora Patria, è giunta quest'anno alla sua XVII edizione ma, per la prima volta, avendo scoperto nel Cimitero di Capua (voluto nel 1841 da S.M. Re Ferdinado II) alcune tombe di Soldati "Napoletani", la commemorazione ha assunto un valore particolare.
Il maggiore di artiglieria Filippo Ginolfi ed il capitano di artiglieria Antonio Jaforte sono assurti a simbolo di tutti i valorosi che combatteremo  con grande onore e valore.
Essi caddero ma "come stelle alate cadon d'Agosto sfolgoranti in cielo".
Il terzo Caduto, Federico Quandel, porta un nome che non ha bisogno di presentazioni. Per motivi di età fu solo Allievo della Reale Accademia de la Nunziatella. Al tempo dei fatti dl '60, aveva infatti solo 15 anni.
Il generale, nel Suo bel articolo, lo ricorda in maniera particolare, poiché proprio lui è sepolto nella Cappella dell'Arciconfraternita.

Un grazie quindi al nostro amico gen. Greco.


all'interno della cappella cimiteriale della Reale* Arciconfraternità del SS. Rosario


COMMEMORAZIONE DELL'UFFICIALE QUANDEL
Papa Francesco: "Occorre ricordare tutte le vittime di tutti i conflitti."



Quando il Commendatore Giovanni Salemi, alcune settimane fa, mi chiese di poter porgere un fiore sulla tomba di un soldato borbonico ubicata nella cappella cimiteriale dell'Arciconfraternita del SS. Rosario di Capua, di cui sono priore, rimasi per un attimo sorpreso e nello stesso tempo incuriosito.

Nel corso del sopralluogo che facemmo dopo qualche giorno presso la menzionata cappella, quando giungemmo dinanzi ad una semplice e disadorna pietra marmorea su cui vi era inciso il nome di Federico Quandel, il Commendatore Salemi mi informò che quel loculo conteneva i resti mortali di un giovane Ufficiale appartenente ad una Famiglia di provata fede borbonica, formatosi presso la antica Reale Accademia Militare della "Nunziatella" di Napoli.


la lapide di Federico Quandel. A destra si vede la corona apposta durante la cerimonia


L'Ufficiale ed i suoi familiari sono stati poi ricordati dal Commendatore nel corso di una sobria cerimonia svoltasi nella giornata dell'22 ottobre presso la cappella cimiteriale del SS. Rosario,  durante la quale non sono mancati momenti di viva commozione.
In quella circostanza il mio pensiero è andato subito alle migliaia di caduti, commilitoni dell'Ufficiale, i quali, nelle giornate del 1 e 2 ottobre di centocinquantaquattro anni fa, furono tra gli ultimi protagonisti di una istituzione dal nobile passato, dissoltasi tutto d'un colpo, come la nebbia che in quelle due giornate aleggiava di primo mattino sul campo di battaglia, come riferiscono alcune fonti storiche.
Mi vennero allora in mente, in quegli attimi, le parole di Papa Francesco quando lo scorso 13 settembre, dal sagrato del Sacrario Militare di Redipuglia, invitava i fedeli "al pianto" per commemorare, in una visione cristiana prescindendo dalle analisi delle cause dei vari conflitti, i caduti di tutte le guerre.
Onore dunque a questi Soldati molti dei quali erano figli di questa terra, che versarono un elevai tributo di sangue immolando le loro giovani vite non solo combattendo, con valore contro i garibaldini, sulle vicine sponde del Volturno, ma anche subendo con dignità la umiliante deportazione tra le lontane, umide e fredde pareti della fortezza piemontese di Fenestrelle.
Ringrazio il Commendatore Giovanni Salemi per avermi offerto l'opportunità di esprimere questa mia breve e personale considerazione.

Fernando Greco



la lapide originaria del Maggiore Filippo Ginolfi


*in realtà l'Arciconfraternita del SS. Rosario ha oggi perso quel "Reale" ma a noi che siamo "più realisti del Re", vorrete concedere questo piccolo "sgarro".


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