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mercoledì 5 marzo 2014

Gigi Di Fiore a Caserta per il III incontro dei seminari


CASERTA: Giovedi 6 marzo, alle ore 11, presso il Liceo Manzoni, il giornalista napoletano Gigi Di Fiore, parlerà ai ragazzi degli eccidi di Pontelandolfo e Casalduni.

«Di Pontelandolfo e Casalduni non rimanga pietra su pietra», ordinò il generale Enrico Cialdini al colonnello Pier Eleonoro Negri (nessuna relazione con il gen. Matteo Negri che morì eroicamente sul Garigliano per rallentare i nemici invasori) . Gli ordini furono eseguiti con estrema cura: All'alba del 14 agosto 1861 “liberatori” italo-piemontesi raggiunsero i due paesi. Mentre Casalduni fu trovata quasi disabitata (gran parte degli abitanti riuscì a fuggire dopo aver saputo dell'arrivo delle truppe), a Pontelandolfo i cittadini vennero sorpresi nel sonno. Le chiese furono assaltate, le case furono dapprima saccheggiate per poi essere incendiate con le persone che ancora vi dormivano. In alcuni casi, i bersaglieri attesero che i civili uscissero delle loro abitazioni in fiamme per poter sparare loro non appena fossero stati allo scoperto. Gli uomini furono fucilati mentre le donne (nonostante l'ordine di essere risparmiate) furono sottoposte a sevizie o addirittura vennero violentate. Il numero delle vittime è tutt’ora incerto a causa di un incendio che colpì gli archivi comunali: c’è chi parla di 100 vittime, chi addirittura di mille.
così un artista ha immaginato quello che accadde a Pontelandolfo nell'agosto del 1861
Ma, per restare nello specifico, ecco quanto riportò dettagliatamente e testualmente nel suo diario Carlo Margolfo, uno dei 500 Bersaglieri entrati, all’alba di quel maledetto 14 agosto in paese a compiere la strage: “Al mattino del mercoledì, giorno 14, riceviamo l’ordine superiore di entrare nel comune di Pontelandolfo, fucilare gli abitanti ed incendiarlo. Entrammo nel paese, subito abbiamo incominciato a fucilare i preti e gli uomini, quanti capitava, indi il soldato saccheggiava ed infine abbiamo dato l’incendio al paese, di circa 4500 abitanti. Quale desolazione non si poteva stare d’intorno per il gran calore e quale rumore facevano quei poveri diavoli che la sorte era di morire abbrustoliti e chi sotto le rovine delle case”.
veduta di Pontelandolfo, prima dell'eccidio contava quasi 5000 abitanti. Qui viene indicato come appartenente al Contado del Molise ma in molte mappe è invece, correttamente, indicata la Provincia di Terra di Lavoro

"A nome del presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, vi chiedo scusa per quanto qui è successo e che è stato relegato ai margini dei libri di storia". così il presidente del Comitato dei Garanti delle Celebrazioni del 150 anniversario dell'Unità d'Italia, Giuliano Amato, già presidente del Consiglio dei Ministri (ricordate il prelievo sui ns, conti correnti?), porgendo le  quanto mai tardive scuse degli eredi dei carnefici.
L'Unità fu fatta dalla Monarchia sabauda, ha detto Amato: era l'unica soluzione possibile, anche perché era l'unica accettabile dalle Cancellerie internazionali. Cioè Gran Bretagna e Francia, che avevano fortemente aiutato, economicamentete e militarmente, lo stato che nasceva  dalla conquista ed annessione degli Stati preunitari, e che furono i primi a riconoscerlo.

il giornalista napoletano Gigi Di Fiore
Nato a Napoli nel 1960, Gigi Di Fiore, ha lavorato a Napolioggi, Napolinotte, il Giornale di Napoli e il Giornale, sotto la direzione di Indro Montanelli, come redattore. Collabora con il settimanale Oggi e con il mensile Focus storia.
Oltre all'attività giornalistica, si dedica alla ricerca storica, soprattutto su due argomenti: la criminalità organizzata e la storia del Risorgimento italiano e del Mezzogiorno in generale, con attenzione alla fine del regno delle Due Sicilie e al brigantaggio post-unitario. Su questi temi ha pubblicato, tra gli altri: "Potere camorrista" (Age, Napoli); "Io Pasquale Galasso" (Tullio Pironti, Napoli); "1861-Pontelandolfo e Casalduni un massacro dimenticato" (Grimaldi & C., Napoli), che può essere acquistato cliccando sul seguente link:
il libro di Gigi Di Fiore sul massacro perpetrato dai beraglieri

Poi, con la Utet: "I vinti del Risorgimento" (Torino, 2004) e "La camorra e le sue storie" (Torino, 2005). Nel 2007, per Rizzoli, "Controstoria dell'unità d'Italia", "L'impero" nel 2008, "Gli ultimi giorni di Gaeta" nel 2010 e Controstoria della Liberazione nel 2012.


Per queste attività ha ricevuto riconoscimenti e partecipato a seminari, conferenze, convegni e inchieste sulla criminalità organizzata e il Mezzogiorno, il Risorgimento e il brigantaggio. Ha partecipato a trasmissioni televisive come ospite o intervistato: Samarcanda, Maurizio Costanzo show, il Processo del Lunedì, l'appello del martedì, Chi l'ha visto, Italia che vai, Uno mattina, Sabato e domenica, Blu notte, History channel, La storia siamo noi e altri.


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