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lunedì 30 settembre 2013

“La vita culturale nella Napoli di Ferdinando e Carolina”, l'Istituto al "Todi MusicAntica Festival"


Todi: Nella splendica cittadina umbra di Todi si sta svolgendo un interessantissimo Festival di Musica Antica che si concluderà sabato 5 ottobre. Nell'ambito di questa rassegna, sabato scorso, 28 settembre, nella sala conferenze dell'Hotel Fonte Cesia, realizzata in quella che nel XIII secolo era la chiesa di San Bartolomeo, si è tenuto un convegno dal titolo “La vita culturale nella Napoli di Ferdinando e Carolina”. Dopo i saluti portati dal comm. Giovanni Salemi, presidente dell'Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie e dal direttore artistico della rassegna, il maestro Renato Criscuolo, c'è stata la relazione svolta dal dr. Fernando Riccardi, giornalista e scrittore. Riccardi, prendendo le mosse dall'avvento di re Carlo di Borbone nel meridione che, sconfiggendo gli austriaci a Bitonto nel 1734, “fundaverit italicam libertatem”, è giunto con il suo excursus, agile ma puntuale ed esaustivo, fino all'ultimo decennio del XVIII secolo quando gli impetuosi venti rivoluzionari provenienti d'oltralpe, frenarono bruscamente quell'anelito e quell'impulso riformista che aveva caratterizzato il regno napoletano negli anni precedenti. Un riformismo che produsse ottimi risultati e che tutti i viaggiatori europei, alcuni di illustre rango, che approdarono a Napoli in quel periodo, tappa irrinunciabile del “grand tour”, toccarono con mano trovando poi puntuale conferma in scritti e diari che lasciarono ai posteri. “Insomma – così ha concluso Riccardi – il tempo in cui a Napoli regnarono il re Ferdinando di Borbone e la regina Maria Carolina non fu affatto degradato ed infimo come sostengono alcuni. Si può parlare allora, a buon diritto, di una 'belle epoque' o di una sorta di età dell'oro? Chissà... Certo è che il progredire delle attività e dei palpiti culturali, intesi in senso lato, in una società incipriata e crepuscolare come era quella del Settecento, farebbero propendere per una cauta ma inequivocabile risposta affermativa. Per cui chi si ostina ancora oggi a negare ciò lo fa o perché è ignorante, nel senso che non conosce la vera storia di quel periodo, oppure perché è in mala fede. In entrambi i casi, comunque, sarebbe cosa buona e giusta cercare di ricondurre loro signori sulla retta via”. Quindi la parola è passata al maestro Renato Criscuolo che ha posto l'accento sulla importanza della scuola musicale napoletana nel corso del XVIII secolo, capace di raggiungere vette di eccellente livello tanto da fare invidia all'intero continente europeo, e infine al maestro Mauro Squillante che ha decantato le doti di quel meraviglioso strumento, tutto napoletano, che è il mandolino. Esauritasi la conferenza, dopo una breve pausa per un elegante aperitivo sulla panoramica terrazza dell'abergo che spazia sui caratteristici tetti di Todi, è stata la volta del concerto dedicato ad un artista napoletano di indubbio spessore ma ahimé poco conosciuto, quell'Emanuele Bardella, che è stato a lungo primo violinista del Teatro San Carlo, e di cui sono state eseguite alcune sonate per mandolino, violino e basso. Agli strumenti il trio di “Musica Perduta” composto dai  bravissimi Mauro Squillante (mandolino), Monika Toth (violino barocco) e Renato Criscuolo (violoncello barocco). Un concerto che ha deliziato gli esigenti palati del numerosissimo pubblico che ha riempito in ogni ordine di posti la pur spaziosa sala e che ha omaggiato i tre talentuosi musicisti con scroscianti e ripetuti applausi. Il “Todi MusicAntica Festival” si chiuderà sabato 5 ottobre, alle ore 21.00, nell'Aula Magna del Liceo Classico “Jacopone”, con il concerto “Arie a voce sola” di Bud Roach, tenore e chitarra barocca. Una rassegna di grande successo quella allestita dal maestro Renato Criscuolo che sta riscuotendo unanimi consensi ed apprezzamenti. A palese dimostrazione che il talento, quello vero, non può essere mai acqua.

il logo di MVSICA PERDVTA


il bianco vessillo del Regno dlele Due Sicilie

il tavolo dei relatori. da sin. il m. Mauro Squillante, il m. Renato Criscuolo, il dr. Fernando Riccardi ed il presidente dell'Istituto, comm. Giovanni Salemi


il mandolino, protagonista della serata

il maestro Mauro Squillante al mandolino

i maestri Mauro Squillante e Renato Criscuolo
una bella foto che testimonia l'interesse suscitato dalla bella iniziativa del maestro Criscuolo e di "Musica Perduta"

i  bravissimi Mauro Squillante (mandolino), Monika Toth (violino barocco) e Renato Criscuolo (violoncello barocco)



venerdì 27 settembre 2013

CAPUA VIAGGIO NELLA STORIA

Un grazie al Comune di Capua, che quest'anno ha voluto contribuire alla nostra cerimonia in maniera più incisiva. In particolare, grazie all'assesore avv. Gugielmo Lima, la visita di Capua prevista per il giorno 6 si arricchisce di nuovi contenuti e diventa, se possibile, ancor più interessante.
nel pieghevole troverete anche la piantina per raggiungere la Masseria Giosole





la locandina predisposta dal Comune, grazie all'ass. Lima, che inserisce la XVI Commemorazone dei Caduti del Regno delle Due Sicilie nell'ambito dell'iniziativa "Capua, viaggio nella Storia"

martedì 10 settembre 2013

XVI Commemorazione dei Caduti del Regno delle Due Sicilie nella battaglia del Volturno



A tutti gli amici e simpatizzanti della battaglia che, tutti, combattiamo nel nome del nostro Sud, chiedo di voler diffondere il più possibile e con ogni mezzo la notizia della cerimonia che il 5 ottobre in Capua ricorderà, per il XVI anno, i Caduti delle Due Sicilie nella campagna di guerra 1860-61.  Con i Caduti in uniforme ricorderemo anche quelli che caddero nei boschi e nelle campagne, in combattimento, in prigionia o sotto il fuoco dei plotoni di esecuzione, gli insorgenti, i briganti, ultimi soldati di una Patria violata con la forza e con l'inganno.

Gianni Salemi





Castel di Sangro (Aq) - Un convegno per “riscoprire” Leopoldo Del Re




Abruzzo Ulteriore Secondo: Si è tenuto sabato scorso, 7 settembre, a Castel di Sangro (Aq), nello splendido teatro “Francesco Paolo Tosti”, il convegno dedicato alla riscoperta di “Leopoldo Del Re. Un astronomo del Regno delle Due Sicilie”. L'evento è stato organizzato dall'Associazione Culturale e Sociale “La Chimera” in collaborazione con l'Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie, con l'Associazione Culturale “Capitano G. De Mollot” e con l'Osservatorio Astronomico Provinciale “Leopoldo Del Re” e con il patrocinio del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, dell'Amministrazione Provinciale di Isernia e dei comuni di Castel di Sangro, San Pietro Avellana e Cantalupo del Sannio. Sono intervenuti il marchese Baldassarre Castiglione di Poggio Umbricchio, delegato S.M.O.C.S.G. per gli Abruzzi e Molise, accompagnato dalla gentile consorte Maria e dalla bellissima figlia Alessandra, il marchese Don Pierluigi Sanfelice di Bagnoli, delegato S.M.O.C.S.G. per Napoli e Campania, anch’egli accompagnato dalla moglie Nunù, l’avv. prof. Franco Ciufo, delegato vicario S.M.O.C.S.G. per il Lazio e il comm. Giovanni Salemi, Presidente dell'Istituto di Ricerca storica delle Due Sicilie. Dopo i saluti di rito da parte del vice sindaco di Castel di Sangro avv. Angelo Caruso e del dr. Mario Amorosi, assessore provinciale alla cultura di Isernia, i tre delegati dell’Ordine Costantiniano hanno portato i saluti di S.A.R. il principe e Gran Maestro, Carlo di Borbone Due Sicilie, duca di Castro, e spiegato altresì le finalità e gli impegni umanitari dell’Ordine stesso, Ordine di cui quest’anno ricorre il MDCC anniversario. Le relazioni vere e proprie sono state svolte dal dr. Claudio Amicone, responsabile dell'Osservatorio Astronomico Provinciale “Leopoldo Del Re” di San Pietro Avellana e dal cav. dr. Fernando Riccardi, storico e giornalista. I lavori sono stati coordinati dalla dott.ssa Maria Domenica Santucci, bibliotecaria del comune di Castel di Sangro. Il convegno è servito a recuperare dalle nebbie fitte e quasi impenetrabili dell'oblio la figura di Leopodo Del Re (Cantalupo, oggi Cantalupo del Sannio, 1804 - Napoli 1872), astronomo provetto e diligente osservatore dei fenomeni della volta celeste che per dieci anni, dal 1850 al 1860, è stato il direttore dell'Osservatorio Astronomico di Capodimonte, a quel tempo tra i più importanti e prestigiosi del continente europeo. Uno studioso di grande spessore che a causa della sua fedeltà alla monarchia borbonica è stato ingiustamente dimenticato come del resto è accaduto a tanti altri che compongono la cospicua e variegata schiera dei “vinti della storia”. Nel 1860, con l'invasione del meridione da parte dei garibaldini prima e dei soldati piemontesi dopo, Leopoldo Del Re venne brutalmente privato del suo incarico direttoriale all'Osservatorio di Capodimonte e messo senza mezzi termini a riposo, allontanato, per di più, da tutti i circuiti e gli ambienti accademici. Venne a mancare nel 1872 a Napoli solo e praticamente in miseria. Triste destino per un uomo che per quarant'anni non aveva fatto altro che osservare con gli occhi dello scienziato il firmamento e le stelle. Una vera e colossale ingiustizia che Leopoldo Del Re non meritava. Così come non meritava quella secolare “damnatio memoriae” che solo grazie allo strenuo impegno dell'associazione culturale e sociale “La Chimera” è stata finalmente infranta. Complimenti vivissimi agli organizzatori: è questa la strada maestra da percorrere verso la riscoperta della storia vera, quella storia che la vulgata dominante vorrebbe continuare ad occultare o a stravolgere. Ma da qualche tempo a questa parte i ringhiosi molossi dell'ortodossia risorgimentale stanno trovando un po' dappertutto pane duro, anzi durissimo, per i loro pur aguzzi denti. Anche grazie ad iniziative come questa.
da sin.: il comm. Giovanni Salemi, il Marchese Sanfelice di Bagnoli, il Marchese Castiglione di Poggio Umbricchio, il prof. avv. Ciufo, parzialmente nascosto il cav. dr. Riccardi e la signora Santucci
il comm. Salemi e a destra il marchese Sanfelice
il marchese Castiglione e l'avv. Ciufo
il comm. Salemi, presidente dell'Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie
i tre delegati, da sinistra, Sanfelice, Castiglione, Ciufo, ed i due Relatori, Riccardi ed Amicone
il Marchese Baldassarre Castiglione di Poggio Umbricchio, delegato SMOCSG per gli Abruzzi e Molise
da sin. Salemi, Sanfelice, Castiglione, Ciufo, Riccardi, Amicone


il prof. avv. Franco Ciufo, Delegato Vicario SMOCSG per il Lazio
il Marchese Don Pierluigi Sanfelice di Bagnoli, Delegato SMOCSG per Napoli e Campania
tra i presenti, il nostro amico, l'avv. Leo Huober
il nostro amico Claudio Saltarelli

la moglie del Marchese Castiglione, la signora Marchesa Maria con la looro figlia Alessandra

ed infine, un discendente del nostro grande astronomo, accanto alla moglie

lunedì 9 settembre 2013

DALLA SIRIA - la città Ma'lula è caduta -



SACRO MILITARE ORDINE COSTANTINIANO DI SAN GIORGIO
Delegazione del Lazio
Il Delegato Vicario

Cari confratelli,
ho ricevuto tanti messaggi di partecipazione e di incoraggiamento che ho trasmesso ai nostri amici che operano nei territori afflitti dalla crisi siriana.  S.E. l'archieparca di Zahle mons. Issam Darwish, confratello della nostra Delegazione, ringrazia e impartisce la sua paterna benedizione nella speranza che le nostre preghiere possano portare ad una pace immediata.
              Purtroppo la città Ma'lula, ieri assediata, è caduta e i terroristi di Al-Nustra stanno massacrando la popolazione cristiana. Moltissimi sono i profughi che fuggono e molti si stanno rifugiando proprio presso la nostra missione di Zahle dove abbiamo il nostro orfanotrofio e dove operano i nostri confratelli coordinati da Padre Nader.  Come ricorderete proprio con il caro Padre Nader assistiamo un orfanotrofio che è ubicato a confine con la Siria in territorio libanese, a Zahle, dove sono ricoverati tanti orfani ma che nelle ultime ore si sta riempiendo oltre ogni misura di profughi che fuggono dalle atrocità.
Grazie per i messaggi di conforto che ricevo in queste ore e speriamo di poter essere utili anche per i bisogni che ci interesseranno nei prossimi giorni. 
Vi invio di seguito il report che ho ricevuto da Padre Nader
Con Affetto
Franco
Carissimi fratelli,
ho il cuore sanguinante,  dal dolore e dell'orrore di tanta ferocia a cui ho assistito in queste ore.
Sotto gli occhi di tutto il mondo, in un vergognoso silenzio "satanico", Ma'lula è caduta nelle mani dei terroristi islamici di al-Nusra. 
Più di 2000 terroristi mussulmani armati dai "paesi occidenti" hanno deturpato, depredato e raso al suolo tutte le chiese,  e i due conventi più antichi del mondo!!! E l'intera umanità ha perso le radici della nostra storia di cristiani. 
Non si contano i morti e i feriti a Ma'lula, e i pochi cristiani che sono sopravvissuti al massacro, si sono rifugiati alcuni a Damasco,  altri sono stati accolti qui a Zahle (Libano).
Carissimi oggi mi sento sconfitto!!! 
Fratelli aiutatemi!!! 
È indispensabile il vostro aiuto, per sostenere i nostri fratelli cristiani. 
Restiamo sempre uniti nella preghiera a Maria Regina della Pace. Dio abbia pietà di noi.
 Vostro fratello
           Padre Nader

domenica 8 settembre 2013

"Napoli Retrò" - La ricollocazione della Statua del "Gigante"



Raccolta di firme per il restauro e la ricollocazione dell'antica Statua del Gigante, patrimonio della città di Napoli.
Questa raccolta di firme nasce dall'iniziativa del gruppo facebook "Napoli Retrò".

la statua, completa degli arti mancanti, a lato di Palazzo Reale

La statua raffigurante Giove, di epoca romana, fu rinvenuta a Cuma, e nel '700 fu completata degli arti mancanti e posizionata alla sommità della odierna via Cesario Console (chiamata allora "Salita del Gigante", proprio per via della statua), al lato di Palazzo Reale.
Attualmente la statua si trova al Museo Archeologico Nazionale, senza le aggiunte settecentesche.

la statua oggi
per firmare la petizione:

http://firmiamo.it/-napoli-retro----la-ricollocazione-della-statua-del-gigante











http://firmiamo.it/-napoli-retro----la-ricollocazione-della-statua-del-gigante

APPELLO URGENTE DALLA SIRIA DA PARTE DEL CONFRATELLO PADRE NADER IBEIL



mettiamo in rete questa drammatica notizia trasmessaci dall'avv.Ciufo al fine di divulgarla il più possibile, anche a coloro che non fanno parte del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, data la gravità di un ulteriore episodio di strage chiaramente  comunicato dal Confratello Costantiniano Padre Nader Ibeil. Aggiungo però una mia riflessione che è la seguente: si continua a parlare di intervento militare contro il regime di Assad, ma, alla luce anche di quest'ultima informazione, mi sembra che se l'esercito nazionale siriano prevale finisce con il proteggere, forse anche senza l'intenzione di farlo ma solo per una logica conseguenza, i cristiani, come nel caso indicato dal religioso siriano sopraindicato.

Gianni Salemi
presidente Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie



SACRO MILITARE ORDINE COSTANTINIANO DI SAN GIORGIO
Delegazione del Lazio


Il Delegato Vicario


Cari confratelli,
la situazione in Siria è veramente drammatica e il nostro confratello Padre Nader Ibeil, che dirige una emittente della Archieparchia di Zahle, Radio  Sawt el Sama, mi ha inviato un appello che vi inoltro. Fino ad oggi abbiamo dato un nostro contributo economico per questi fratelli che attraversano un momento così tragico, adesso dobbiamo impegnarci anche con la preghiera e con un forte impegno mediatico e politico. Ognuno, per quanto è nelle proprie possibilità, faccia sentire forte l'imponenza di questa tragedia nei propri ambienti, in tal modo daremo ancora più forza al grande impegno di Sua Santità il Papa Francesco.
Grazie per quanto farete e speriamo che  la pace arrivi subito
Un forte abbraccio

Franco Ciufo


URGENTE

Carissimi fratelli,

accogliete il mio disperato appello!!! Salviamo Ma'lula.
I terroristi islamici di al-Nusra stanno massacrando il popolo cristiano di Ma'lula, culla della nostra cristianità.
Hanno attaccato un convento dove ci sono degli orfani, e li stanno usando come scudi umani per proteggersi dagli attacchi dei soldati governativi al fine di riprendere il controllo della città e cacciare i ribelli.
Stanno massacrando intere famiglie, nelle chiese e nelle strade scorrono fiumi di sangue, e lasciano dietro di loro solo cadaveri e disperazione.
Vi imploro aiutatemi a fermare quest'odio, e queste crudeltà indicibili
Non c'è più tempo!!!
In questa giornata che Papa Francesco ha dedicato alla preghiera per la pace in Siria, vi supplico nel nome di Gesù, e della Vergine Maria Regina della Pace, ascoltate il mio disperato grido di aiuto.

Vostro fratello in Cristo.
  
Padre Nader Jbeil

Directeur Radio Sawt el Sama
Fax.  00961 8813316
Tel.   00961 8813300
Cell. 0096176800054
              sawtelsama@yahoo.it

domenica 1 settembre 2013

UN RICORDO




Aux armes vendéens!
Formez vos bataillons!
Marchez, marchez, le sang des bleus Rougira nos sillons!”



Apriamo questo post con i versi de “La Marseillaise des Blancs”, versione “controrivoluzionaria” delli’inno francese, versi che, a nostro, giudizio, sono il naturale accompagnamento allo scritto del Presidente.
In occasione del 220° Anniversario dell'eroica rivolta Vandeana, il nostro Presidente, privatamente, ha trascorso in Vandea due settimane durante la pausa estiva, in quei luoghi che videro tantissimi francesi ribellarsi al “liberté, egalité, fraternité”  imposto forzosamente ma che “liberté” non era, men che meno “egalité e fraternité”.
Scontato il paragone con situazioni a noi più vicine e che ci rendono il ricordo dell’epopea Vandeana particolarmente vicino e caro.
Il “brigantaggio” vandeano e il “brigantaggio post-unitario” sono uniti anche dal fatto che il termine “briganti”, che noi ben conosciamo, fu usato per la prima volta proprio per definire i coraggiosi “insorgenti”.
A proposito dell’uso del termine “brigante”, mi permetto di dissentire parzialmente dal Presidente, perchè si, c’erano intenti dispregiativi ma in massima parte il termine veniva usato scientemente per cancellare ogni valenza politica dall’insurrezione Vandeana come più tardi in quella Duosicilana, assimilandole a fenomeni delinquenziali.
Il nostro Presidente, dicevamo, in quei luoghi ha passato due settimane, in un caleidoscopio di sentimenti, valori, ricordi, passioni che ha voluto trasmetterci in questo suo scritto che, volentieri, pubblichiamo.


Henris du Vergier, comte de la Rochejaquelein



 UN RICORDO

1793 – 2013, sono trascorsi 220 anni dall’inizio della guerra di Vandea ed io ho avuto il grande piacere di soddisfare un vecchio desiderio, quello di andare in Vandea e  visitare i luoghi che furono teatro di quella guerra sanguinosa e crudele, iniziata per l’appunto nel marzo del 1793.  Guerra sanguinosa e crudele perché guerra civile, combattuta dalla popolazione vandeana  in avversione alla repubblica che, con l’assassinio del Re, era stata proclamata come nuova forma istituzionale e che con altrettanto ardore era  sostenuta dai governanti rivoluzionari.
I Vandeani che erano definiti “Les Blancs” per il loro vessillo bianco gigliato di Casa Borbone  e per l’altro vessillo anch’esso bianco e con l’immagine del Sacro Cuore sormontato da una Croce, erano organizzati in bande numerose , composte essenzialmente da contadini,armate alla meglio con armi le più varie e guidate da Capi tutti valorosi e decisi di cui alcuni appartenenti a famiglie di alta nobiltà ed altri a famiglie dai nomi modesti. Gli avversari “les bleus” ,così definiti per il colore delle uniformi erano anche definiti patrioti perché sostenitori della repubblica. I “”bianchi”” in contrapposizione furono anche definiti “briganti”,  a scopo dispregiativo.


Detto questo, mi piace trasmettere le sensazioni  che ho percepito nelle visite compiute e così ricordo bene  che nel museo di storia allestito egregiamente nel castello dei Duchi di Bretagna nella città di Nantes, si ha la vaga impressione che le notizie in merito alla insorgenza vandeana siano in qualche caso tendenti a scivolare   a favore dei vincitori, i repubblicani, richiamando alla mente quanto accade nei nostri musei a proposito del periodo storico definito risorgimento. Invece la situazione appare ben diversa in un altro ottimo museo,quello di storia della città di Cholet (città posta al centro della regione vandeana e sede di scontri epici tra le opposte fazioni) dove è posta in essere una perfetta obiettività e dove sono esposte memorie importanti con cimeli preziosi,basta pensare al cranio del Capo Vandeano Stofflet o al monumento funebre eretto ad altro valoroso il Bonchamp o ad armi varie da quelle vere e proprie a quelle rappresentate da attrezzi di lavoro campestre e così via. 

Charles-Melchior Arthus de Bonchamps (Marquis de Bonchamps)
Quello che mi ha particolarmente emozionato, in quel museo, è stata la presenza di una sala circolare con le immagini dipinte a grandezza naturale dei Capi della Armata Cattolica e Reale, questo sì un vero Pantheon, da Cathelineau a de la Rochejaquelin, a Charette, a Bonchamp ,a Stofflet, a Cadoudal e ancora di altri, compresi  valorosi che erano stai presenti, in difesa del Re, all’assalto alle Tuileries dell’agosto 1792 e avevano poi continuato la loro resistenza.

Antoine-Philippe de la Trémoille, prince de Talmont 

Infine altra cosa, che io ritengo espressione di rispetto e di amore per i propri ascendenti  e per le loro imprese e, in termine forse retorico ma reale, espressione di amore per la propria storia e  amor di Patria ritenendo questa come la terra su cui si era nati e nella quale riposavano i propri morti, quella terra che essi calpestavano, una Patria custodita nel cuore, non ideale, ma reale e concreta, così come affermava Charette: sempre intorno a Cholet, sulla via che porta a Saumur, si trova una grande Croce di ferro, ben alta su un basamento di pietra, dedicata ai Caduti della battaglia di Cholet del 17 ottobre 1793 e davanti  una lapide del 1937 che ricorda tutti i combattenti della Armata Cattolica e Reale, mentre, sulla via che porta a Beauprau, in un bosco ai margini della strada si trova il cenotafio  di La Rochejacquelin,  grosso masso di pietra portante  anch’esso  una croce di pietra e ornato sul davanti del simbolo della Vandea, il Sacro Cuore  sormontato dalla Croce.

François-Athanase Charette de La Contrie.
Sono queste le mie più vive sensazioni provate in questa visita,quasi un pellegrinaggio,compiuto in terra di Vandea e devo dire che la visione di tutto quanto, mi ha molto ricordato le imprese dei nostri “Briganti” che in parte privi di guide importanti e non uniti in unica schiera, ebbero certamente meno fortuna, ma non minore valore e coraggio. Concludo con una espressione di Victor Hugo che rende bene l’idea di quello che fu la Vandea : “En 1793,la France faisait front à l’Europe. La Vendée tenait tete à la France .La France  était plus grande que l’Europe .La Vendée était plus grande que la France“
Mi viene di dire  Vive le Roi !, ma da fedele duosiciliano grido Viva ‘o Rre!!!   

Giovanni Salemi  



bandiera de l'Armée Catholique et Royale


Jacque Cathelineau- Suo figlio, Jacques-Josepg de Cathelineau fu nobilitato dal Re Luigi XVIII



il nostro Presidente a fianco del cippo che ricorda la seconda battaglia di Cholet del 17 ottobre 1793

Il comm.Giovanni Salemi a fianco del cenotafio di de la Rochejacquelein

ancora il cippo che ricorda la battaglia di Cholet e sotto lo stesso cippo con l'immagine della croce che lo sovrasta