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giovedì 11 luglio 2013

Dal nostro Presidente

Nota: lo scritto del nostro Presidente che potete leggere qui sotto si riferisce ad un commento ad un post di circa un anno fa, postato da tal Marco Marchi, e che potete trovare clikkando il seguente link




A distanza di un anno, dal 2 luglio 2012 al 9 luglio 2013, il sig.Marco Marchi esprime un commento estremamente negativo a commento di una mia cronaca "commentata" della cerimonia svoltasi nel forte di Fenestrelle il giorno 1 luglio 2012. Nel suo scritto egli parla di manovra politica e di chi sa che altro e non si rende conto di raccontare fantasie e niente altro: quale manovra politica è stata impiantata? e da chi? Quel messaggio era solo il racconto di una "giornata particolare", vissuta con forte tensione emotiva, per essere in un luogo, appunto, "particolare", in una antica prigione che aveva tenuto ristretti soldati delle Due Sicilie e li aveva tenuti in condizioni certamente disagiate e difficili. Il sig.Marchi (di cui nulla sappiamo: parla a suo nome o a nome di associazioni o movimenti?, quali sono le sue origini) scrive con grande disprezzo e quasi con livore di quella che, comunque la si voglia vedere, è stata la Patria dei popoli del Sud per la cui difesa quei Soldati si trovarono prigionieri di un nemico.
Nemico che non aveva alcuna ragione di esserlo se non l'avidità e la cupidigia di governanti che approfittando di una situazione politica del momento vollero conquistare nuovi territori. 
Il sig. Marchi si compiace di dire quanto di peggio si può del soldato napoletano,anche se lo salva dal giudizio negativo per il periodo napoleonico.(e quì si sente odore, cattivo, di giacobino), e imputa tutta la presunta inefficienza, come da copione unitarista, al Borbone, causa unica e sola dei mali del Sud: andiamo, sono io ora a dire di smetterla di raccontare, non fantasie, ma castronerie e menzogne .Si legga il sig.Marchi qualche libro (gli è già stato consigliato uno, ma ce ne sono parecchi che sono frutto non di passione del momento, ma di serie ricerche di archivio) ove è raccontata la vera verità di quella che era la vita e l'organizzazione del Regno libero, indipendente, autonomo, registrato, con una sua identità valida per tutti i popoli che lo componevano, alla pari di tutte le altre Potenze europee ed extraeuropee.
E ricordi, il sig.Marchi, che la Dinastia regnante, Borbone Due Sicilie, rappresentava il simbolo concreto dello Stato e della Nazione Duosiciliana e prova ne è, tra le altre, che quei prigionieri di guerra, offesi per ricevere trattamento da detenuti e non da prigionieri di guerra, al tentativo di corruzione della loro fede rispondevano ; UNO DIO UNO RE !

Giovanni Salemi (orgogliosamente duosiciliano autentico e innammorato della propria Patria)

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