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martedì 1 maggio 2012

Sabato 5 maggio la presentazione della "Difesa dei soldati napoletani" di Carlo Corsi



CAPUA - Si svolgerà sabato 5 maggio la presentazione del volume "Difesa dei soldati Napoletani". Il volume è stato scritto dal Maggiore di Artiglieria Carlo Corsi per difendere l'operato e le azioni dell'esercito delle Due Sicilie (anche detto esercito Napoletano e mai Borbonico, in quanto sin dal 1744 esercito nazionale e non milizia mercenaria familiare) nella campagna militare del biennio 1860-1861. A curare la riedizione della difesa è stata la casa editrice Ripostes. A curare la Prefazione è stato il Comm. Giovanni Salemi, Presidente dell'Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie. Proprio a cura della nostra associazione si svolgerà alle ore 18.30, presso la Libreria Guida - Capua, in Palazzo Lanza (Corso Gran Priorato di Malta) la presentazione del volume a cui interverrà l'editore Vincenzo D'Amico. Qui in calce la biografia di Carlo Corsi raccolta dal Barone Roberto Maria Selvaggi nel suo immortale lavoro "Nomi e volti di un esercito dimenticato". Appuntamento a Capua per ricordare i valorosi napoletani dimenticati dalla storiografia ma non dai patrioti Napoletani.

C.S.


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CARLO CORSI

Napoli 24/5/1830 -Napoli 19/2/1905 Capitano di I Classe
A sostituire il traditore Nicola Di Somma che aveva abbandonato la sua batteria, fu chiamato il capitano Carlo Corsi, figlio del colonnello Luigi Corsi, direttore dell?officina di Pietrarsa. Carlo Corsi era entrato alla Nunziatella a nove anni e ne era uscito alfiere d'artiglieria il 9 ottobre 1849. Dopo undici anni di carriera otteneva il suo primo comando di batteria e al Volturno trovandosi in riserva nella piazza di Capua fu chiamato dal Re in persona a coadiuvare l'attacco sul paese di S.Tammaro fortificato dai garibaldesi. Al comando del generale Sergardi appoggiò la cavalleria è con molta intelligenza e coraggio altissimo distruggendo più barricate fino ad occupare il paese, con questa motivazione fu decorato con la Croce di diritto di S.Giorgio. Il 29 ottobre la sua batteria fu la prima ad aprire il fuoco contro gli invasori che furono respinti con grandi perdite. Il 17 gennaio 1861 fu promosso maggiore per il valore ed il coraggio dimostrato per la difesa del regno. Irriducibile legittimista non volle entrare nell'esercito piemontese ed occupò il resto della sua vita a difendere la causa duosiciliana. Sul quotidiano borbonico "La discussione" pubblicò a puntate "Le memorie di un veterano". Nel 1861 scrisse un opuscolo dal titolo "Cenno biografico di Giuseppe Salvatore Pianell" destinato a fare passare delle spiacevoli giornate al generale prezzolato grande traditore del regno. Il Corsi inviò una copia dell'opuscolo al Pianell accompagnato da una nota a termine che diceva: "Và che la maledizione della Patria ti perseguiti fin nelle viscere dell'inferno con tutti i Traditori tuoi compagni". Nel 1903 oramai settantaduenne, riprese la penna per dare alle stampe un libretto che ebbe addirittura due edizioni, intitolato: "Confutazione alle lettere del generale Pianell", nel quale rispondeva alla sua maniera, alle affermazioni contenute nelle memorie del generale voltagabbana da poco pubblicate. Amava firmarsi , Carlo Corsi, maggiore delle artiglierie borboniche, capitolato di Gaeta.





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