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lunedì 21 maggio 2012

A Bitonto si continua a celebrare (e a scrivere) la storia gloriosa del Sud!

La corona d'alloro che "i popoli delle Due Sicilie" hanno innalzato
sull'obelisco di Bitonto in memoria della vittoria di Carlo di Borbone

BITONTO - A Bitonto ogni anno dal 2004, si riscrive la storia ad opera del nutrito gruppo di patrioti pugliesi che, armati di molto coraggio e molta passione, diedero il via all'annuale commemorazione della Battaglia di Bitonto, lo scontro bellico con cui Carlo di Borbone si assicurò il controllo sul Regno di Napoli restituendo ai suoi abitanti la libertà dallo straniero tanto anelata. Carlo di Borbone era un principe italiano in quanto Duca di Parma e, una volta ottenuto il controllo di Napoli, non ne fece una colonia o un vicereame ma una realtà politica, economica e sociale prospera e potente all'interno come all'esterno dei suoi dominii. Questa grandezza viene celebrata ogni anno a Bitonto dove, caso più unico che raro, trova spazio la vera riconciliazione vincitori vinti con il sentito omaggio ai soldati austriaci che difendevano le posizioni del governo asburgico oggi rappresentato da Umberto Schioppa delegato della Croce Nera, associazione nata nel 1919 ad opera del governo della repubblica d'Austria, per rintracciare e rendere omaggio ai soldati austriaci caduti di tutte le guerre. Lo ha ricordato lo stesso Francesco Laricchia, a capo del comitato promotore quando, ai piedi dell'obelisco eretto a Bitonto da Carlo di Borbone per ricordare la vittoria, a richiamato l'attenzione dei presenti a tre specifiche parole impresse sul monumento dal Re di Napoli e Sicilia: "Italicam libertatem fundaverit", a dimostrazione del fatto che l'arrivo dei Borbone fu salutato non solo come episodio interno al secolare stato napoletano ma anche come evento internazionale che mirava e otteneva, dopo secoli, la libertà dei popoli italici. Era dal 1498, anno in cui Carlo VIII di Valois attraversò la penisola da nord a sud, che l'Italia non era libera e unita (nei valori e nello spirito). Il senso è chiaro ai presenti che arrivano da tutto il mezzogiorno per assistere ad una manifestazione "anomala" nella sua essenza. Come spesso accade alle commemorazioni di fatti storici non segue un convegno di studi ma una premiazione. Gli amici pugliesi, spinti e incoraggiati nell'impresa da Silvio Vitale, avvocato e storico meridionalista oltre che fondatore della rivista napoletana tradizionalista L'Alfiere, istituirono un premio con cui, da allora, vengono fregiati gli "alfieri del Sud" vale a dire tutti coloro che nel corso dell'anno si sono distinti nel portare in alto i valori del Sud e della patria napoletana. La cerimonia di consegna è avvenuta nel gremito salone degli specchi del palazzo comunale di Bitonto. A presenziare e premiare i  nuovi "alfieri" Francesco Laricchia, l'avvocato Gaetano Marabello e Giovanni Salemi, Presidente dell'Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie. Molto importante è stato il premio assegnato al Comune di Casamassima (categoria impegno sociale), si legge nella motivazione, "per aver voluto testimoniare la solidità del legame tra il territorio e la popolazione del comune di Casamassima con il popolo armeno e con il poeta Nazariantz del quale è stata dignitosamente ricordata la scomparsa nel 50° anniversario della morte". Nelle altre categorie sono da segnalare l’imprenditore Mauro Vitulano, il giovane musicista rap impegnato nel sociale Giuseppe Poliseno (in arte Toki), lo scrittore Italo Interesse (autore di un romanzo storico dal titolo “il Mezzogiorno ha fame”), il regista Luigi Angiuli (autore e interprete di un monologo in 5 scene dal titolo “Briganti e piemontesi”), i giovanissimi Nicholas Caporusso, ricercatore tecnologico, e Andrea Leonetti, regista. Riuscita anche quest’anno la sorpresa finale della consegna del premio Alfiere del Sud “in pectore” che è stato assegnato all’ignaro Luciano Gentile, esempio per tutti i patrioti, impegnato da anni nella ricerca storica e nel tenere insieme i tanti appassionati e patrioti pugliesi. Presente alle cerimonie anche il candidato Sindaco Agostino Abbaticchio della Confederazione Duosiciliana che ha annunciato nuove azioni in difesa dell'obelisco carolino abbandonato all'incuria in modo vergognoso dall'amministrazione comunale. Lo stesso Abbaticchio si era fatto promotore diversi mesi fa di un comitato in difesa del monumento e ha subito colto l'invito dei tanti presenti disposti a contribuire ad una raccolta fondi per pulire l'obelisco, operazione che sarebbe resa difficile dalla burocrazia della Soprintendenza. Ultima nota "polemica" (che non può mancare) è quella sulle doppie celebrazioni che sempre si affollano nel mondo meridionalista. Tra i patrioti raccolti sotto la bandiera bianco gigliata è circolato, proprio in merito a questo tema, un motto: "Oggi si fa la storia, domani si fanno le mascherate". Mai parole sono state più azzeccate.

ROBERTO DELLA ROCCA



















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