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venerdì 24 febbraio 2012

Le condizioni economiche del Regno delle Due Sicilie nel 1860, partecipa anche tu al dibattito. Frascani replica a Saltarelli

Continua il dibattito sulle condizioni economiche del Regno delle Due Sicilie. Vi invitiamo a partecipare per dire la vostra e offrire i vostri dati alla discussione.

ROMA - Ho letto quanto scritto dal Sig.re Saltarelli e sottolineando quanto già anticipato nella precedente lettera aggiungo alcuni dati ufficiali ancora piu impressionanti se così si puo dire.
Ma prima ancora vorrei far rimarcare che è inutile andare a fare paragoni impraticabili o provare a spacciare la bontà di un re pio e neutrale che costruiva flotte commerciali. Un re così deve ancora nascere. Passiamo al sodo, Ferdinando II come i suoi predecessori ha tenuto i piedi una grossa flotta da guerra (questo è vero) ma oltre che per motivi di difesa per portare anche truppe la dove si accendevano focolai di rivolta. Mi astengo da enumerare tuttii gli episodi di brigantaggio pre unitario che dai tempi di Acton hanno insanguinato il sud, come mi astengo di enumerarti tutte le volte che la città di Cosenza (già città martire della ferocia borbonica come altre, ma anche i Savoia non scherzavano con gli oppositori) si è rivoltata al legittimissimo (legittimato poi da chi?) governo borbonico. Ma se vuoi ne possiamo fare oggetto di un altra chiacchierata. Dicevo dunque che la flotta commerciale numerosa (ma modesta nel tonnellaggio) costruita ad opera di privati investitori lavorava molto nel tirreno sfruttando al massimo i pochi porti locali per il trasporto di derrate alimentari. Il vino e l'olio e gli zolfi in particolare erano il grosso del commercio con la Francia e qualche altra nazione rivierasca. Ma non mi risulta che veloci navi napoletane solcassero i mari dell'oriente per il trasporto del te, o si recassero in Africa per l'acquisto di legni pregiati, o portassero merci in sud america periodicamente come faceva la marineria ligure. E' inutile inventarsi primati che non esistono sia in positivo che in negativo, e qui riprendo la faccenda dell'emigrazione. Nella massa dell'emigrazione italiana verso le americhe (e non solo) non è assolutamente vero che i meridionali siano stati il mumero maggiore ma risulta invece che che i veneti hanno tale primato sui campani e altri dati a sorpresa possono venire fuori da una visita al museo dell'emigrazione a roma. E non è vero che emigrassero solo dal sud ma da tutta europa in quegli anni e non è vero che l'emigrazione sia stata conseguente alla guerra civile prima e al brigantaggio malavitoso poi. Per due motivi, anzi, per tre: Primo, il momento migratorio prende consistenza dal 1870 ma i grossi numeri verranno molto dopo, (perchè intanto sino al 1865 c'è stata una gerra civile in America ed è poi a stento decollata una ricostruzione degli stati del sud quindi non c'erano le premesse per l'accoglienza perchè le navi in grado di portate molti passeggeri oltre atlantico ancora non c'erano). E mi astengo dal citare i molti transatlantici usciti dai bacini di Castellammare di stabia. Peraltro se vi facessi vedere la fotografia della nave con la quale è emigrato mio nonno (San Germano mi pare) capisci subito che intendo per capacità di trasporto. Riguardo al fatto del regno pacifico che pensava solo la benessere dei suoi sudditi (sempre senza terra ma che pagavano la tassa sul sale e sulla pasta) ti rammento che Ferdinando II per ben due volte ha aggredito uno stato morente come la repubblica romana, già aggredita da altri tre eserciti ed è scappato talmente veloce che Mazzini ha dovuto scrivere al comandante della legione garibaldina richiamandoli severamente sull'opportunità di giocare la gatto a al topo. Ma come brutta figura erano in buona compagnia anche l'esercito spagnolo sbarcato vicino Terracina è rimasto a prendere il sole. Anche suo nonno aggredì la prima repubblica romana e scappò come il vento. Ma ritorniamo a problema, ora poi che si voglia far passare il regno come modello economico del XIX secolo mentre Marx già diceva la sua è, come dire, un filino ridicolo. Come è ridicolo quello scrittore che ha venduto una marea di libri scrivendo che i Borbone non costruivano le strade perchè progettavano e indicavano vie d'acqua (di mare). Anche qui la comicità è insuperabile. C'erano delle eccellenze e anche delle iniziative industriali di qualità ma il popolo non aveva la terra e lavorava presso i fattori (che avevano il diritto di frustare se trovavano qualcuno che rubava una mela) solo per uno o due pasti al giorno e poi se non c'era lavoro disperatamente si arrangiavano anche con le radici. E non mi fa piacere dirlo. E se qualcuno ribatte che in piemonte c'era un paese dove tutti i bambini per decenni sono nati rachitici non consola. Povere vittime gli uni e povere vittime gli altri e cioè bambini e bambine che lavoravano nudi nelle miniere di zolfo insieme agli adulti sempre nudi mentre i principini reali giocavano ai soldatini nelle loro belle divise da ufficialetti nelle loro splendide regge Sono tante le informazioni che ancora potrei dare ma basta così. Ho dato una sintesi della situazione e se un solo lettore di queste righe invece di rispondere cose inutili fa lavorare la sua testa e va ad informarsi correttamente anche solo sulla rete di come stavano le cose..... ne sono contento.
Grazie dell'ospitalità e a rivederci presto.

Franco Frascani

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