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lunedì 13 febbraio 2012

Le condizioni economiche del Regno delle Due Sicilie nel 1860, partecipa anche tu al dibattito. Parola a Franco Frascani

Pubblichiamo l'intervento che ci è stato inviato da Franco Frascani che entra nel dibattito sulle condizioni economiche del Regno delle Due Sicilie da posizioni critiche. Invitiamo tutti a leggere con attenzione la sua breve nota e a partecipare alla discussione.


ROMA - Visto l'invito a partecipare al dibattito invio alcuini dati tratti da intervista con Gianni Custodero (Capone editore) che possono essere pubbicati come "controcanto".

Cominciamo con le ferrovie: al 1860 nel regno vi erano 99 km di strade ferrate contro i 1370 KM circa in esercizio tra Piemonte, Liguria e Lomabrdo/Veneto. Ti faccio notate che solo 12 anni dopo le ferrovie del sud (compresa la Sicilia saranno dio circa 1800 km). I ducati incamerati dal regno d'Italia sono stati quindi poi "rispesi".
Ma torniamo a agli altri dati. Il reddito procapite al momento dell'unificazione era inferiore agli stati sardi e agli altri della penisola del 15-20% circa secondo Custodero con le seguenti precisazioni.
Seta filata filata al nord è l'88% della intera penisola , nel regno è solo il 3,3% ; la seta grezza nel regno è il 5,9 % dell'intera penisola; per il cotone nel regno ci sono solo il 15% dei fusi dell'intera penisola; l'industria laniera va meglio , è infatti il 23 % dell'intera penisola; la produzione della carta al 1858 è del 15,5% cento dell'intera penisola e per il cuoio siamo al 28,4%. Secondo Custodero gli impiegati nell'industria sono il 21 % rispatto alla futura nazione. Dato questo ultimo, a mio avviso, non scadentissimo.Il valore della prodizione agricola nel 1857 secondo gli annuari Correnti e Maestri, sarebbero per le Due Sicile pari a otto lire a ettaro contro le 238 lire della Lombardia, tralascio gli altri, comunque tutti di molto maggiori. Il patrimonio bovino sarebe pari al 19% mentre eccellenti i dati del patrimonio equino, ovino, caprino e suino. Le strade, nel regno erano 13.800 km contro i 37.400 di Piemonte, Liguria e Lombardo - Veneto. Pertanto il regno era arretrato rispetto agli altri stati italiani. Poi ovviamente c'erano delle eccellenze, nessuno lo nega e anche primati culturali di rilievo ma che fossero merito della governo borbonico.... Diciamo molto più opportunamente che erano merito dell'ingengnosità e vivacità di una borghesia intellettule, mercantile e industriale che però non doveva partecipare al govero dello stato ma anzi doveva essere controllata e spiata dalla polizia (i feroci ) e non solo.

Franco Frascani

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