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martedì 20 settembre 2011

Comitato per la valorizzazione del territorio domiziano, l'Istituto di ricerca storica aderisce al gruppo di lavoro


Pubblichiamo il comunicato stampa dell'incontro svoltosi sabato 17 settembre durante il quale l'Istituto di ricerca storica delle Due Sicilie ha formalmente aderito al costituito comitato per la valorizzazione del territorio domizio della Terra di Lavoro da Baia fino al Garigliano.

BAIA DOMIZIA - Nella giornata di sabato 17 settembre, presso il Park Hotel si è svolta una riunione organizzativa di un gruppo di associazioni che ha visto la nascita del comitato organizzatore di una manifestazione commemorativa che si terrà a Baia Domizia nella prossima stagione estiva. Un evento atto a favorire la riscoperta culturale e turistica del litorale domizio da Baia fino al complesso archeologico di Minturno. A prendere parte alla riunione organizzativa il Presidente del Consorzio Albergatori, Gaetano De Cristofaro, Pasquale Costagliola, dell’associazione ambientalista Terra Nostra, Giovanni Salemi dell’associazione culturale DeMollot, Fernando Riccardi, Roberto Della Rocca e Giancarlo Rinaldi dell’Istituto di ricerca storica delle Due Sicilie, i quali, alla presenza di diversi simpatizzanti e amici, hanno dato inizio alla lunga fase organizzativa che ha come scopo quello di mediare tra privati e istituzioni nell’interesse della riscoperta del territorio e delle sue ricchezze. "Siamo pronti a fare la nostra parte per garantire una nuova fruibilità e conoscenza delle bellezze della zona litorale e fluviale della vecchia Terra di Lavoro – dichiara De Cristofaro – vogliamo onorare la storia di queste terre, dove si svolti alcuni dei momenti più intensi e tragici della nostra storia che hanno visto protagonisti gli uomini valorosi di Federico II, lo scontro tra Borbonici e Piemontesi nei mesi convulsi che hanno portato all’unificazione politica della penisola per arrivare alla barbarie del secondo conflitto mondiale. Tutto questo è inciso nel nostro dna e, creando un ponte ideale tra privati e istituzioni, vogliamo recuperare e diffondere la nostra storia per attrarre in loco quanti più curiosi possibile”.

c.s.

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