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venerdì 29 luglio 2011

NOVITA' EDITORIALE/ Brigantaggio postunitario. Una storia tutta da scrivere, di Fernando Riccardi


CASERTA - E' dedicato al brigantaggio postunitario l'ultima fatica letteraria dello storico e giornalista Fernando Riccardi. "Brigantaggio postunitario. Una storia tutta da scrivere", (Tipografia Arte Stampa, Roccasecca) sarà presentato in anteprima sabato 30 luglio 2011 presso la sala consiliare del Comune di Colle San Magno (FR). Saranno presenti l'autore, il Sindaco di Colle San Magno, Dott. Antonio Di Nota, l'assessore alla Cultura, Dott. Crescenzo Nota, e la Professoressa Silvana Casmirri, docente di Storia Contemporanea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Cassino. A seguire riportiamo l'introduzione della bandella e il profilo dell'autore.
p.l.

Una storia tutta da scrivere
L'irruzione "manu militari" di Garibaldi prima e dei piemontesi dopo nel Regno delle Due Sicilie determinò uno sconvolgimento epocale che ben presto deflagrò in tutta la sua virulenza. Per dieci lunghi anni, dal 1860 al 1870, ed anche oltre come attestano recenti studi, nel meridione d'Italia bruciò inarrestabile il fuoco della rivolta contro lo straniero invasore sceso dal nord a "civilizzare" quella landa inospitale popolata da sudici "affricani", vittime inconsapevoli di un regime perverso, retrogrado e autoritario. Da un lato, dunque, i soldati del re sabaudo che uccidevano, bruciavano e stupravano in nome della libertà e della fratellanza, dall'altra i briganti che cercavano disperatamente di difendere la loro dignità di meridionali dalle grinfie di un branco famelico e feroce di lupi. Ne venne fuori una lotta aspra, senza quartiere, terribile, con il sangue che colò a fiotti sull'uno e sull'altro fronte. Una vera e propria carneficina che fece inorridire l'intero continente europeo che pure rimase immobile a guardare e gli stessi nuovi governanti "unitari" i quali, a più riprese, denunciarono in Parlamento orrori, massacri e bestialità inaudite. Eppure, per tantissimo tempo, di tutto ciò non si è parlato, al di là di qualche fugace ed anche improprio accenno. Sulla atroce guerra civile che insanguinò il meridione d'Italia calò fitto ed impenetrabile il velo dell'oblio. Fino a quando qualcuno inizio a scavare negli archivi, a tirar fuori documenti, a leggere carte ingiallite e consunte ma dal contenuto inequivocabile, almeno quelle che erano sopravvissute al "naufragio". E allora la verità è cominciata a venire a galla. E nessuno ha potuto nascondere i fatti. Questo libro, frutto di lunghe e approfondite ricerche negli archivi dell'Italia meridionale, vuole ricostruire per sommi capi la vera storia del brigantaggio postunitario, "una storia ancora tutta da scrivere". Attraverso alcuni flash, rapidi ma incisivi, viene messo a nudo in tutti i suoi variegati aspetti un fenomeno controverso ma drammaticamente reale che troppi, ancora oggi, osservano con la lente distorta del pregiudizio. Un fenomeno che "fa parte a pieno titolo della nostra storia e gli uomini che per esso morirono e soffrirono concorsero pur essi in qualche modo a determinare le ulteriori vicende del nostro paese".


L'autore
Giornalista e scrittore è stato direttore responsabile de "Il Corriere del Sud Lazio", il settimanale delle Province di Frosinone e Latina. Attualmente dirige "L'Alfiere", pubblicazione napoletana tradizionalista che nel 2010 ha festeggiato il 50° anno di vita. Cura, altresì, le pagine culturali de "L'Inchiesta" quotidiano dell'alta Terra di Lavoro e della Ciociaria. Fa parte, poi, del comitato di redazione del mensile "Storia del '900". E' autore di diverse pubblicazioni di carattere storico e, in particolar modo, di studi e saggi sul brigantaggio nell'Italia meridionale. Da ricordare "Il brigante Papone" (Arte Stampa, Roccasecca 1995) e "Piccole storie di briganti" (Arte Stampa, Roccasecca, 2003). Su tale fenomeno tiene conferenze, convegni e seminari di studi in tutta Italia.

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