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giovedì 2 giugno 2011

Scafati, la visita di Carlo di Borbone riscalda i cuori del Sud


Il busto di Ferdinando II di Borbone presente al Polverificio Borbonico di Scafati

SCAFATI – Una giornata intensa e piena di significato quella trascorsa a Scafati che ha ricevuto la visita di Sua Altezza Reale Carlo di Borbone. Martedì il Duca di Castro è arrivato in visita nella città del Salernitano accompagnato  dai vertici del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio e dai più stretti collaboratori della Real Casa di Borbone.



Il Sindaco di Scafati saluta la numerosa platea di autorità e borbonici

IL REAL POLVERIFICIO BORBONICO
Prima tappa della giornata la visita al Real Polverificio Borbonico, inaugurato meno di un anno fa e restaurato grazie alla volontà dell’amministrazione comunale e della Soprintendenza ai Beni Artistici e Culturali di Salerno e Avellino. Ad attendere Sua Altezza Reale, arrivato puntualmente alle 15.30 al Polverificio, oltre un centinaio di persone tra autorità civili, militari, membri dell’Ordine Costantiniano, e, soprattutto, tanti afficionados dei Borbone giunti da tutto il Sud per applaudire il Principe. Tra i tanti erano presenti i componenti e i dirigenti dei Comitati Due Sicilie, del Movimento Neoborbonico, del movimento RdS (rinascita del Sud), dell’Istituto di ricerca storica delle Due Sicilie e dell’Ass. Culturale De Mollot. La manifestazione vera e propria è cominciata con l’introduzione del Primo Cittadino, Angelo Pasqualino Aliberti che ha ricordato la visita effettuata dallo stesso Carlo di Borbone al Real Polverificio nel 1996 quando venne presentato il primo piano di restauro. A presentare la storia del Polverificio è stato lo storico Angelo Pesce. A volere la struttura fu Re Ferdinando II di Borbone (1830 – 1859) nell’ottica di quel piano di auto sostentamento dello Stato, incremento della produzione nazionale e di creazione di posti di lavoro necessari a mantenere la popolazione. Avviata la costruzione nel 1851, tre anni dopo il polverificio venne inaugurato e, assieme alla bonifica del Sarno (che da allora fu navigabile nel suo ultimo tratto fino al mare), fu la principale impresa avviata dal Grande Re Ferdinando II in quell’area. Pochi anni dopo anche Scafati fu annessa al Regno di Sardegna e nel 1895 la produzione di polvere fu sostituita (era divenuto meno costoso e più semplice produrre polveri infumi dalla lavorazione della nitroglicerina) con l’insediamento, nelle strutture, del Regio Istituto Sperimentale per la coltivazione del Tabacco. Tra alti e bassi le strutture furono vissute fino al 1980 anche se con progressivo degrado. In occasione del terremoto dell’Irpinia vennero completamente abbandonate al degrado e messe a disposizione dei vandali. Alla metà degli anni ’90 Comune e Soprintendenza pensarono di riadattare la struttura per farne un centro della cultura. Un lavoro di restauro durato dieci anni ha restituito al Sud una delle creature borboniche più utili e apprezzate dalla popolazione locale. Un apprezzamento dimostrato proprio in occasione della visita di Carlo di Borbone il quale, assieme al Sindaco, ha scoperto una lapide marmorea del 1860 che celebra l’interesse per la struttura dimostrato dall’ultimo Sovrano delle Due Sicilie, Francesco II.

  
Il Duca di Castro scopre la lapide dedicata a Francesco II e in posa accanto al Sindaco e allo storico Pesce

LA LAPIDE IN RICORDO DI FRANCESCO II
Come già detto la lapide commemora l’interesse dell’ultimo Re al Polverificio. In particolare, va aggiunto che Francesco II donò alla struttura nuovi mezzi e strumenti per rendere ancora più produttivo lo stabilimento semplificando il lavoro degli operai. La lapide (come si vede dalle preziose immagini scattate dall’amico e compatriota Giancarlo Rinaldi che ringraziamo per l’ottimo lavoro fatto con le foto a corredo di questo resoconto) è spezzata nel mezzo. Essa è stata utilizzata, fino a pochi mesi fa, come tavolo da lavoro presente nella parte retrostante la struttura restaurata. Il Polverificio dispone infatti di un’area verde che lo storico Pesce ha affermato essere superiore ai 200mila metri quadrati. Nell’area verde, oggi abbandonata anche se c’è l’impegno dell’amministrazione comunale di puntare al recupero di questo maxi parco, sorgevano i veri e propri capannoni industriali di ferro e vetro all’interno dei quali si lavorava e si realizzava la polvere. Questo perché in caso di esplosioni accidentali non si danneggiassero le strutture principali e si potesse rapidamente rialzare il luogo di lavoro evitando una eccessiva interruzione dei lavori. In quest’area si trovava la lapide che oggi ricorda quella donazione e che è stata scoperta proprio da Sua Altezza Reale Carlo di Borbone. La lapide celebra:


FRANCISCUS II
PIUS FELIX SEMPER AUGUSTUS
QUO
PULVERIS IGNIGENAE CONFLATIONI
NIHIL MATERIATIS AEDIFICIS
AB INCLITO MAXIMOQUE PARENTE
VEL INCHOATIS VEL DECRETIS
TABERNAS MISTARIORUM
OFFICINAS
ELUTRIENDIS ELEMENTALITIIS SUBSTANTIIS
STATIONEMQUE
MILITARI PRAESIDIO PRAESTRUCTAM
EXCITAVIT
VEL AD CUMULUS PERDUCTAS
CONSUMMAVIT SUB ASCIA
ANNO R.S. MDCCCLX

(Francesco II 
Pio Felice sempre Augusto
affinchè nulla mancasse ai nuovi edifici lignei
iniziati o decretati
dall'illustro sommo genitore per la commistione della polvere da sparo
fece erigere le baracche dei miscelatori le officine
per la raffinazione delle materie prime e una caserma
predisposta a presidio militare
e avendole portate a compimento le consegnò per l'uso
nell'anno del suo regno 1860)

Il Principe Carlo viene accolto dal Preside Vincenzo Giannone


La folla che attendeva all'ingresso della Scuola

VISITA ALLA FERDINANDO II DI BORBONE 
Dopo aver lasciato il Polverificio Borbonico, Sua Altezza si è spostato presso la scuola media di Scafati che il Dirigente Scolastico, Vincenzo Giannone, ha fatto titolare lo scorso anno proprio alla memoria del Re Ferdinando II. Lo spettacolo visto alla scuola di Scafati martedì pomeriggio ha superato le più rosee previsioni. Confermando l’antico legame tra i Borbone e il proprio popolo, una folla composta dal corpo docenti, dai bambini della scuola (con in mano le bandierine del Regno delle Due Sicilie), dalle autorità e dai tanti afficionados arrivati dal Polverificio, ha accolto nel migliore dei modi Carlo di Borbone. Il Principe ha visitato la scuola media, all’interno della quale erano esposte decine di foto che ritraevano le bellezze del nostro Sud, monumenti e paesaggi, rimanendo favorevolmente colpito dal calore dei presenti che non hanno perso occasione per continui e ripetuti attestati di stima. Assieme al Sindaco e al Preside Giannone, il Duca di Castro ha scoperto una targa commemorativa della visita e ha consegnato, assieme a S.E. l’Ambasciatore Giuseppe Balboni Acqua, il cavalierato al merito del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, allo stesso Preside per la tenacia e la costanza dimostrata nella intitolazione della scuola al Re Ferdinando II nonostante il clima che si respira nel Paese che festeggia i 150 anni dell’unificazione politica della penisola. Carlo di Borbone, contrariamente alla ritrosia di cui si pensa possano essere affetti esponenti di casati illustri, ha dimostrato di apprezzare e non si è lesinato nelle foto e nelle firme che il suo popolo gli domandava. Non si è negato fino all’ultimo nonostante i suoi collaboratori gli facessero presente gli impegni della sera fissati a Napoli, fatto questo, che ha amplificato il sentimento di simpatia e stima nei suoi confronti. La visita a Scafati ha mostrato chiaramente quanto siano ancora importanti per il Sud i Borbone e quanto siano ancora amati, segno che la memoria è ancora viva nel popolo meridionale. Una lezione per il futuro, con l’auspicio che queste visite possano essere sempre più frequenti.


La targa scoperta per celebrare la visita del Principe Carlo

SANTA MESSA A ROMA
Il giorno precedente la visita a Scafati i Duchi di Castro, Carlo e Camilla, hanno partecipato alla Santa Messa che si è svolta nella chiesa dello Spirito Santo dei Napoletani a Roma. Una messa solenne tenuta nel giorno della commemorazione di San Ferdinando Re, celebrata dal Cardinale Renato Raffaele Martino, Gran Priore dell’Ordine Costantiniano. Durante la cerimonia sono stati investiti i nuovi cavalieri dell’Ordine, tra cui il Principe Jean d’Orleans (futuro Conte di Parigi), i Principi Don Alvaro e Donna Antonella de Orleans-Borbon, il Principe Charles Louis d’Arenberg, l’Ambasciatore Esteban Juan Caselli, il Direttore de Il Tempo Mario Sechi e il Presidente del Campus Biomedico di Roma, Paolo Arullani. Alla cerimonia erano presenti numerosi esponenti dell’Ordine giunti da tutto il Sud e a seguire si è tenuto a Palazzo Ruspoli un ricevimento ristretto in occasione della visita di Carlo e Camilla di Borbone.


Roberto Della Rocca



Carlo e Camilla di Borbone all'uscita dalla cerimonia di Roma



Il Principe con il Cardinale Martino

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