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martedì 28 giugno 2011

Processo a Garibaldi, condannato l'eroe dei due mondi


RIMINI - Dopo 45 minuti di Camera di Consiglio si è concluso il Processo a Giuseppe Garibaldi celebrato a Saludecio (provincia di Rimini) nel Teatro Giuseppe Verdi, gremito di un vastissimo pubblico proveniente da tutto il centro e nord Italia.
Un lungo pomeriggio di storia e diritto aperto dal Saluto del Sindaco di Saludecio, Giuseppe Sanchini, e dall’introduzione del Presidente dell’Associazione Identità Europea, Adolfo Morganti, organizzatrice dell’evento in collaborazione col Comune di Saludecio. Dopodiché il Procedimento è entrato immediatamente nel vivo, con l'argomentata arringa della Pubblica Accusa, rappresentata da Edoardo Vitale, magistrato napoletano e direttore de L'’Alfiere, che ha sottolineato il carattere arbitrario e antipopolare dell'aggressione garibaldina, collocata nel quadro di una congiura internazionale diretta dalla massoneria e dalle potenze liberali dell'epoca, illustrando i gravissimi danni che l’impresa dei Mille e la conseguente conquista piemontese hanno inferto al Mezzogiorno d’Italia, e ha chiesto infine la condanna dell'avventuriero. La difesa era affidata a Domenico Cacopardo, magistrato Consigliere di Stato e noto scrittore siciliano, il quale, nel clima del 150° anniversario della proclamazione del Regno d’Italia, si è appellato alle presunte ragioni della Storia, che nella sua marcia verso il Progresso libererebbe da ogni possibile accusa chi si pone alla testa delle forze della libertà, come Giuseppe Garibaldi pretese di fare, e ne ha chiesto quindi la piena assoluzione.Il Presidente della Corte, Francesco Mario Agnoli, già membro del Consiglio Superiore della Magistratura, storico dell’Insorgenza e scrittore, ha infine letto la Sentenza che coraggiosamente ha ritenuto Giuseppe Garibaldi responsabile di aver violato nel 1860 la sovranità di uno Stato indipendente, il Regno delle Due Sicilie, dichiaratamente in pace con l’intera comunità internazionale organizzando ed utilizzando formazioni di combattenti irregolari, e di aver violato il diritto del popolo meridionale alla propria autodeterminazione, favorendo con ciò gli interessi di più potenze straniere interessate a quel tempo all’'usurpazione delle risorse economiche e all'annientamento politico dell'Italia meridionale. La partecipazione e l'’interesse sollevato dal Processo a Giuseppe Garibaldi hanno confermato la bontà di questo modo nuovo e stimolante per comprendere la nostra storia e le nostre radici culturali.

C.S.

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