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lunedì 13 giugno 2011

Portici, assoluzione all'unanimità per la Regina Maria Sofia

Un'immagine "dell'aula" dove si è svolto il processo
PORTICI - A furor di popolo che unanimemente si è espresso così, è stata "assolta" l'ultima Regina delle Due Sicilie, Maria Sofia di Borbone Wittelsbach, moglie di Francesco II. Ad organizzare il processo il gruppo campano di Alleanza Cattolica, associazione di laici cattolici che affronta diversi temi culturali e diffonde la dottrina sociale della chiesa,  guidato dall'avvocato Giovanni Formicola. Al processo, che si è svolto venerdì 10 giugno presso il Chiostro del Convento di Sant'Antonio a Portici a pochi passi dalla bellissima, seppur abbandonata e trascurata Reggia, hanno partecipato oltre 250 persone giunte da tutta la regione, presenze che consentono di affermare che la manifestazione è stata un vero e proprio successo vista anche la felice conclusione. Quello di Portici può essere definito il processo - bis a Sua Maestà visto che uno si era tenuto a marzo a Lecce. Già all'epoca sottolineammo la bontà dell'iniziativa e la novità costituita dal rappresentare figure e fatti storici non con la classica conferenza di studi ma con un processo a metà tra lo spettacolo contenutistico e il convegno. Il punto debole che segnalammo, in merito soprattutto alle accuse è stato rimosso. La pubblica accusa, il ruolo del P.M. è stato ricoperto da Domenico Airoma, ha infatti modificato i capi di imputazione. Rispetto alle scappatelle amorose e agli indugi nella camera da letto reale è stato posto l'accento sul ruolo politico di Maria Sofia, sui suoi contatti con gli anarchici, con i briganti e con tutti i nemici di Casa Savoia. Particolarmente alta l'attenzione sulla questione dell'assassinio di Umberto I, sulla tesi che vede l'ultima Regina di Napoli eminenza occulta del piano che ha armato Gaetano Bresci. Il punto è stato affrontato negli ultimi anni anche dalla storiografia, tra chi sostiene la pista della "vendetta borbonica", chi quella anarcoide e chi addirittura sostiene che dietro la morte di Umberto I ci fosse il figlio Vittorio Emanuele, futuro III, smanioso di assumere per sè la corona di Re d'Italia (tesi che sarebbe, tra le altre cose, in linea con i comportamenti Savoia visti i casi di Carlo Alberto vs Carlo Felice, Vittorio Emanuele II vs Carlo Alberto fino all'ultimo scontro "orizzontale" tra i cugini Vittorio Emanuele e Amedeo duca d'Aosta). Poco importa. La modificazione dell'accusa ha consentito la politicizzazione del processo favorendo una più ampia discussione sui torti subiti dal Sud e delle penose politiche applicate da Casa Savoia. Il tutto sotto lo sguardo attento della folta platea e del giudice, l'onorevole Alfredo Mantovano. Presente solo in video l'attrice Alessandra Crocco che ha impersonato Maria Sofia nel processo di Lecce, difesa affidata all'avvocato Formicola e rappresentanza in loco del procuratore "ad Acta", Yuri Buono

Paolo Luna

 Il Giudice Alfredo Mantovano

 La difesa, Giovanni Formicola

L'avvocato difensore e il procuratore ad  Acta, Yuri Buono

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