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venerdì 17 giugno 2011

Le origini cristiane della rivoluzione scientifica, recensione di un articolo di James Hannam sulla rivista Nature


PORTICI - Vi segnaliamo la recensione di un articolo pubblicato dalla rivista scientifica Nature a firma di James Hannam che si interroga sulle origini cristiane della rivoluzione scientifica. Sperando di farvi cosa gradita vi auguriamo buona lettura.
A.C.

Sul sito web di Nature, una delle riviste scientifiche più importanti del mondo, è apparso un articolo che recensisce l’ultimo lavoro di James Hannam, dottore in Storia e Filosofia della Scienza presso l’Università di Cambridge, intitolato “La genesi della scienza: come il cristianesimo medioevale ha lanciato la rivoluzione scientifica“. Il libro è stato selezionato per l’assegnazione del Royal Society Science Book Prize. Tutti sappiamo che la Royal Society è l'accademia scientifica più prestigiosa al mondo. 
Pochi sono i temi rischiano di essere fraintesi come il rapporto tra fede e ragione, introduce il ricercatore. «Lo scontro in corso tra l’evoluzione e il creazionismo oscura il fatto che il cristianesimo ha effettivamente avuto un ruolo molto più positivo nella storia della scienza di quanto comunemente si creda. Infatti, molti degli esempi sul fatto che la religione ostacoli il progresso scientifico si sono rivelati falsi». Il docente di Cambridge spiega che, per esempio, «la Chiesa non ha mai insegnato che la Terra fosse piatta e, nel Medioevo, nessuno la pensava così, comunque. I Pontefici non hanno cercato di vietare nulla, né hanno scomunicato qualcuno per la cometa di Halley. Nessuno, sono lieto di dirlo, è stato mai bruciato sul rogo per le sue idee scientifiche. Eppure, tutte queste storie sono ancora regolarmente tirate fuori come esempio di intransigenza clericale nei confronti del progresso scientifico».
Hannam cita ovviamente Galileo, che fu processato per essersi voluto intromettere in fatti religiosi senza avere alcuna prova, come la Chiesa cattolica chiedeva, ma solo con una semplice ipotesi. Tuttavia questo caso, «mette a malapena in ombra tutto il sostegno che la Chiesa ha dato alla ricerca scientifica nel corso dei secoli». La Chiesa ha sostenuto lo studio delle scienze anche dal punto di vista finanziario, ad esempio. Fino alla Rivoluzione francese, infatti, «la Chiesa cattolica è stata lo sponsor principale della ricerca scientifica. La chiesa anche insistito sul fatto che la scienza e la matematica avrebbero dovuto essere obbligatoria nei programmi universitari. Nel XVII secolo, l’ordine dei Gesuiti era diventata la principale organizzazione scientifica in Europa, con la pubblicazione di migliaia di documenti e la diffusione di nuove scoperte in tutto il mondo. Le cattedrali sono state progettate anche come osservatori astronomici per la determinazione sempre più precisa del calendario». Senza poi dimenticare che la sincera e devota fede di tutti i grandi scienziati della storia, i quali hanno fondato le discipline scientifiche come la geologia e la genetica.
Il sostegno alla ricerca scientifica è stato giustificato dal fatto che «i cristiani hanno sempre creduto che Dio ha creato l’universo e ordinato le leggi della natura. Studiare il mondo naturale significava ammirare l’opera di Dio. Questo “dovere religioso” ha ispirato la scienza quando c’erano pochi altri motivi per preoccuparsi di essa. È stata la fede che ha portato Copernico a respingere l’universo tolemaico, a spingere Keplero a scoprire la costituzione del sistema solare, e che convinse Maxwell dell’elettromagnetismo». Il Medioevo, l’epoca più dominata dalla fede cristiana, è stato un periodo di innovazione e progresso. L’autore cita l’invenzione dell’orologio meccanico, dei bicchieri, della stampa e la contabilità. Nel campo della fisica, gli studiosi hanno trovato oggi le teorie medievali sul moto accelerato, la rotazione della terra e l’inerzia.
Il ricercatore di Cambridge accusa il secolo illuminista e Voltaire della genesi della leggenda nera sull’opposizione del cristianesimo alla scienza. I filosofi francesi hanno attaccato la Chiesa per motivi politici, poi ci ha pensato l’ingelse TH Huxley, il “mastino di Darwin”, a prolungare questa falsità, per foraggiare la sua lotta di liberazione della scienza britannica da ogni sorta di influenza clericale. «Tuttavia, oggi, la scienza e la religione sono le due forze più potenti intellettuali del pianeta. Entrambi sono capaci di fare enormi bene, ma le loro possibilità di farlo sono molto maggiori se esse possono lavorare insieme», ha concluso lo storico della scienza. Come diceva Einstein: "la scienza senza la religione è zoppa; la religione senza la scienza è cieca".


Marco Respinti 
http://labussolaquotidiana.it/ita/articoli-la-rivoluzione-scientificanacque-nel-medioevo-2196.htm

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Il sito ufficiale: http://jameshannam.com/

1 commento:

  1. Ovviamente le affermazione dell'articolo (traduzione dal blog Soapbox Science- a nature network blog http://blogs.nature.com/soapbox_science/2011/05/18/science-owes-much-to-both-christianity-and-the-middle-ages, e quindi non pubblicato sulla rivista Nature) sono discutibili e piuttosto apologetiche, anche se tuttavia interessanti. Sarebbe interessante anche sapere che relazione c'è tra religione e i lavori di Mendel (citato come fondatore della moderna genetica, ma sarebbe piú corretto dire, della genetica, dal 1865 ca. - quando furono pubblicati i lavori di Mendel - peraltro ignorati fino all'inizio del 1900 - c'è stata tutta una serie di nuove scoperte, non ultima quella della struttura del DNA del 1953, che qualche importanza avranno anche avuto). Neanche si capisce cosa si vuole dire con "rapporto tra fede e ragione", quando nel blog si parla in realtà del rapporto tra religione e scienza (tra l'altro sarebbe utile anche capire cosa si intende con scienza, dal momento che il concetto moderno di scienza è piuttosto recente)... per altre confutazioni c'è questo link (in inglese) http://newhumanist.org.uk/2444/science-gods-philosophers-and-the-dark-ages
    In ogni caso resta il problema principale, cioè l'attuale incompatibilità tra religione e scienza (moderna) su cui l'articolo ovviamente nulla dice...
    In ogni caso si tratta di un libro controverso e il fatto che sia pubblicato su un blog di Nature (e, si ripete, non sulla rivista Nature) nulla vuol dire - tra l'altro il nome completo del Templeton prize, citato nel blog è The Templeton Prize for Progress Toward Research or Discoveries about Spiritual Realities e quindi ha molto poco di scientifico (si tratta di una fondazione che dà ricchi premi in denaro a scienziati che in qualche modo sostengono la presunta compatibilità tra scienza e religione).

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