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domenica 22 maggio 2011

Ultime notizie da Bitonto: Austriaci in fuga, il Duca di Parma padrone del campo!!!

Un immagine del vincitore della giornata: Don Carlo di Borbone duca di Parma

Di seguito una, ovviamente, immaginaria cronaca giornalistica della battaglia di Bitonto, combattuta tra esercito spagnolo e austriaco il 25 maggio 1734. Fu la battaglia che stabilì l'insediamento dei Borbone a Napoli e la completa emancipazione del Regno rispetto alle altre potenze d'Europa. 

BITONTO – Bitonto, 25 maggio 1734. La sera è rossa sul campo di Bitonto. Molto sangue è stato versato in questa giornata che ha visto contrapporsi due eserciti disposti a tutto pur di ottenere la vittoria. Questo scontro è molto più di un fatto d’arme occasionale di un conflitto che da 30 anni sta insanguinando l’Europa. Don Carlo di Borbone, Duca di Parma, ha cercato fortemente lo scontro con quel che rimane delle truppe regie austriache, in ritirata strategica nelle Puglie in attesa di rinforzi. Non si spiega altrimenti come sia stata decisa la partenza da Napoli, che aveva accolto l’ultimo Padrone soltanto il 7 maggio, e il precipitoso arrivo nelle Puglie. Un inseguimento che si è concluso ieri a Bitonto, dove l’esercito austriaco, guidato dal Principe Antonio Pignatelli di Belmonte, si era rinchiuso per evitare di doversi arroccare a Bari, città poco fedele a Carlo VI d’Asburgo, malvisto dalla popolazione che l’accusa di aver favorito l’austriaca Trieste. Come che sia, il Duca Carlo non ha atteso neanche un giorno in più e solo un temporale ha bloccato gli scontri notturni cominciati la sera del 24 secondo le disposizioni date dal generale spagnolo, il Duca di Montemar. Lo stesso che nella mattinata ha fatto sperare Belmonte. La cronaca della battaglia ci racconta infatti di una rovinosa ritirata da sotto le difese austriache che hanno retto in modo egregio alle prime carice di Montemar. Complici le coperture offerte dalla popolazione bitontina agli austriaci, per ore a nulla sono servite le cariche delle fanterie spagnole, almeno fino a quando non si sono fatte sentire i colpi delle artiglierie che hanno spezzato la resistenza asburgica e favorito l’apertura delle brecce nelle difese. Mentre gli spagnoli tentavano ancora di entrare nella città gli austriaci si ritiravano verso il mare dove proseguirono gli scontri per almeno otto ore. L’esito incerto nei primi tempi volse, infine, a favore del figlio di Filippo di Spagna e così il Belmonte non poté far altro che ritirare quel che rimaneva dei propri soldati a Bari in vista del precipitoso reimbarco delle truppe sulle navi che già si annunciano all’orizzonte. Il giovane Carlo rimane padrone di uno dei campi di battaglia più insanguinati degli ultimi decenni. Tremila i morti, oltre i mille gli austriaci che si contano mentre carogne, becchini e sciacalli già si avventano tra i defunti. Mentre si cercano i feriti la popolazione di Bitonto grida al miracolo. I vincitori nonostante l’ordine già impartito, hanno fermato i saccheggi punitivi per il sostegno offerto dai Bitontini alle truppe austriache. Si è diffusa la voce di un Montemar particolarmente in "Istato di grazia" e non si contano già più le messe celebrate e i ceri accesi in onore della Vergine Maria considerata l’autrice di questo vero e proprio atto miracoloso. Miracolo o no, il futuro non è ancora chiaro. Cosa succederà adesso al Regno di Napoli? L’Austria è stata sbaragliata e, com’è in difficoltà in Slesia e Polonia, difficilmente potrà allestire a breve una nuova armata per spedirla nell’Italia meridionale. Il Duca di Parma ha pronunciato parole solenni sulla nascita dell’Italia indipendente che è intenzionato, secondo le indiscrezioni arrivate dall’accampamento dei vincitori, a mettere nero su bianco (anche se non si sono capite le modalità). Quello che è prevedibile è che il cambio di mano a Napoli sia definitivo se è vero che già sono partite dai comuni vicini le insegne cittadine per essere messe nella disponibilità dell’esercito vincitore. Quello che ancora non si conoscono sono le intenzioni di Filippo di Spagna. Si sente la mancanza della guida di Parigi con Luigi XV impegnato a ridisegnare i confini tedeschi della Francia. Da Madrid nulla è stato detto sui progetti futuri mentre Napoli attende di conoscere se il Re Cattolico si proclamerà di nuovo Sovrano oppure se vi lascerà insediare il figlio come vorrebbe l’Augusta Elisabetta Farnese che, non da poco, tesse la sua rete politica tra Parma e Madrid proprio per regalare un Regno più grande al figlio.

Pedro Alejandro Rodriguez
Inviado por la nueva gaceta de Madrid en Bitonto, 25 de mayo 1734

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