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mercoledì 4 maggio 2011

Maddaloni, successo per il seminario al Villaggio dei Ragazzi

 Un immagine dell'Auditorium
 Gli alunni ascoltano le relazioni
I relatori da sinistra de Simone, Della Rocca, Salera, Onorati




MADDALONI - Grande successo per la tappa maddalonese del I Seminario di Studi Storici organizzato dall'Istituto di ricerca storica delle Due Sicilie. Ospiti del Villaggio dei Ragazzi, si è svolti nel bell'auditorium Cholet l'incontro che ha visto protagonisti lo storico Luciano Salera (autore, tra gli altri, del libro "La storia manipolata") e il prof. Franco de Simone, docente di storia dell'Arte. A moderare i lavori l'avvocato Pasquale Mauro Maria Onorati, che ha portato i saluti dell'Amministratore del Villaggio dei Ragazzi, Dott. Pietro Matrisciano. Intervenuto anche il dott. Roberto Della Rocca, vicepresidente dell'Istituto di ricerca storica delle Due Sicilie, che ha portato alla platea i saluti del presidente Giovanni Salemi e ha spiegato le finalità del Seminario di studi. Ad assistere alla conferenza le classi quarte e quinte del Liceo Scientifico e Linguistico interno alla Fondazione e le quarte e quinte del Convitto Giordano Bruno. Molto attenti e interessati sia le docenti che gli alunni presenti. "Oggi siamo soddisfatti di compiere un ulteriore passo nella riscoperta della nostra storia ancora di più perchè lo facciamo a Maddaloni, luogo simbolo delle Due Sicilie, dove si è combattuta parte della battaglia del Volturno e dove ha trovato i natali Giacinto De Sivo, massimo storico della nazione napoletana che concluse la sua indipendenza storica nel 1861" ha sostenuto Della Rocca. "Quando la storia viene fatta dai vincitori è normale che ci si trovi, il più delle volte, davanti a dei libri che raccontano storielle e non fatti storicamente certi - ha affermato Luciano Salera - basti pensare che alle scuole elementare, ai miei tempi, si era forzati ad imparare a memoria la spigolatrice di Sapri dove si trova scritto riferito a Carlo Pisacane: /Con gli occhi azzurri e coi capelli d'oro,/ un giovin camminava innanzi a loro/ poi accanto c'era la figura di Pisacane scuro con i capelli e la barba nera, a dimostrazione - continua Salera - della mitologia che si è costruita su quelle vicende. Ma noi non possiamo permettere che a 150 anni di distanza continui questa becera distinzione buoni - cattivi che non è vera e che non ha senso". Ovviamente di arte si è occupato il professore Franco De Simone che ha dedicato larga parte del suo intervento all'importante opera del Vanvitelli alla corte del Re Borbone, dedicando la sua bella spiegazione alla memoria del Professor Vito Daniele, docente di matematica, da cui da ragazzo ottenne la maggior parte delle informazioni. "Luigi Vanvitelli, uomo di grande cultura e fervente servitore di Dio e del Re, è riuscito ad inserire nel progetto della Reggia di Caserta diversi richiami all'arte precedente, al barocco, al classicismo, le statue e i giardini che, tutt'insieme, formano la più grande opera mai realizzata per un Sovrano. Un sovrano tanto amato e glorificato da Vanvitelli che sulla prima pietra inserita nelle fondamenta a 20 metri sotto terra l'architetto volle augurare vita lunga ai Borbone e alle Due Sicilie scrivendo: Resti il palazzo dei Borbone finchè questa pietra non voli in cielo per propria forza". La narrazione è poi proseguita con una galleria delle opere interne alla Reggia di Caserta e con un accenno d'obbligo alla importante scuola pittorica napoletana con le Accademie e la scuola di Posillipo che hanno dato lustro agli artisti napoletani nel mondo.

Paolo Luna

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