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sabato 12 febbraio 2011

ATTO DI PROTESTA DEL GOVERNO NAPOLETANO DEL RE FRANCESCO II AI GOVERNI DEL MONDO CONTRO L'INVASIONE GARIBALDINA

NAPOLI (Andrea Casiere) - Con il formale atto di protesta che il re Francesco II inoltrò il 6 settembre del 1860 alle corti europee e a tutti i governi del mondo si concluse il breve regno di questo giovane e coraggioso sovrano a Napoli.Dopo essersi infatti congedato col personale di corte e salutati tutti i ministri del governo napolitano il re lasciò Napoli e  difese per mesi con la regina Maria Sofia  l'indipendenza della Patria Napoletana da Gaeta ,nonchè con grande spirito eroico il proprio onore di capo di stato e di soldato nel generale sfacelo dell'apparato amministrativo delle Due Sicilie  ,a seguito del  quasi collasso dei poteri militari e nonostante i tradimenti di alcuni ministri e membri della stessa famiglia reale.Cercò di salvare la dignità della propria dinastia contro le violenze usurpatrici garibaldine e contro l'invasione del Regno da parte di soggetti ufficialmente indipendenti da qualsiasi potenza straniera(ma supportati  dal governo  liberale britannico ad esempio) .Egli lasciò con mestizia anzitempo la capitale dello stato ,onde evitare che all'interno delle mura civiche si combattesse e si spargesse sangue per la sua corona per evitare distruzioni e per salvaguardare i beni artistici e monumentali della vasta metropoli.è significativo notare che:a il sovrano nella nota ufficiale di protesta denuncia di fronte alle nazioni europee  la violazione persistente del diritto delle genti e di qualsiasi norma di diritto pubblico europeo da parte delle truppe garibaldine che si avvalsero della coalizione di tutte le forze rivoluzionarie disponibili ,b evidenzia che i governi rivoluzionari costituiti in Sicilia ,Calabria,Lucania ed in alcune zone del barese e del salernitano agissero  in nome di Vittorio Emanuele II di Savoia,re di Sardegna(con il gabinetto del  quale fino a quel momento il regno delle Due Sicilie intratteneva regolari ed amichevoli relazioni diplomatiche ) ed acclamato da costoro re d 'Italia e sotto la dittatura del generale Giuseppe Garibaldi .Si comprende nella lettura dell'ultimo decreto che compare nella collezione delle leggi e dei decreti reali che Francesco II diffidasse del comportamento amichevole di Cavour e del re Vittorio Emanuele II ,sovrano che subdolamente e pubblicamente continuava a condannare l'impresa dei mille(segretamente invece sostenuta) giudicandola un atto di pirateria a danno di uno stato sovrano amico.c amareggiato constatò l'inadeguatezza ,se non la mancanza di sostegno militare ed ideologico da parte delle potenze conservatrici europee(Prussia,Russia ed Austria)ed il complotto internazionale volto a detronizzarlo e a destabilizzare politicamente  il sud .Rimane un documento di fondamentale importanza per comprendere il dramma umano e politico dell'ultimo sovrano delle Due Sicilie                                                                                                                                                                         DECRETO REALE N 150 DEL GOVERNO COSTITUZIONALE NAPOLETANO  DEL 6 SETTEMBRE 1860 


IN NOME DI SUA MAESTà  FRANCESCO II,PER LA GRAZIA DI DIO RE DELLE DUE SICILIE ,ETC ETC       
DACCHè UN ARDITO CONDOTTIERO,CON TUTTE LE FORZE DI CHE L'EUROPA RIVOLUZIONARIA DISPONE,HA ATTACCATO I NOSTRI DOMINI INVOCANDO IL NOME DI UN SOVRANO D'ITALIA,CONGIUNTO ED AMICO,NOI ABBIAMO CON TUTTI I MEZZI IN POTERE NOSTRO COMBATTUTO DURANTE CINQUE MESI PER LA SACRA  INDIPENDENZA DEI NOSTRI STATI .                                                                                                                                                  LA SORTE DELLE ARMI  CI è STATA CONTRARIA.L'ARDITA IMPRESA ,CHE QUEL SOVRANO  NEL MODO PIU FORMALE  PROTESTAVA SCONOSCERE ,E  CHE NON  PERTANTO ,NELLA PENDENZA  DI TRATTATIVE  DI UN INTIMO ACCORDO,RICEVEVA NEI SUOI STATI  PRINCIPALMENTE  AIUTO ED APPOGGIO,QUELLA IMPRESA ,CUI TUTTA L'EUROPA ,DOPO AVER PROCLAMATO  IL PRINCIPIO  DI NON INTERVENZIONE,ASSISTE INDIFFERENTE ,LASCIANDOCI SOLI LOTTARE CONTRO IL NEMICO DI TUTTI ,è SUL PUNTO  DI ESTENDERE I SUOI TRISTI EFFETTI  FIN SULLA NOSTRA CAPITALE .LE FORZE NEMICHE  SI AVANZANO IN QUESTE VICINANZE.                                                                                                                                                                         D'ALTRA PARTE LA SICILIA  E LE PROVINCIE DEL CONTINENTE ,DA LUNGA  MANO ED IN TUTTI I MODI TRAVAGLIATE DALLA RIVOLUZIONE,INSORTE  SOTTO TANTA PRESSIONE ,HANNO FORMATO DEI GOVERNI  PROVVISORI  COL TITOLO E SOTTO LA PROTEZIONE NOMINALE DI QUEL SOVRANO ,ED HANNO  CONFIDATO AD UN PRETESO DITTATORE  L'AUTORITà ED IL PIENO ARBITRIO  DEI LORO DESTINI.                                                                                                                                                                         FORTI DEI NOSTRI DIRITTI ,FONDATI SULLA STORIA ,SUI PATTI INTERNAZIONALI  E SUL DIRITTO PUBBLICO EUROPEO ,MENTRE NOI  CONTIAMO  PROLUNGARE,FINCHè CI SARà POSSIBILE,LA NOSTRA DIFESA ,NON SIAMO MENO DETERMINATI  A QUALUNQUE SACRIFIZIO PER RISPARMIARE  GLI ORRORI DI UNA LOTTA   E DELL'ANARCHIA  A QUESTA VASTA METROPOLI ,SEDE GLORIOSA  DELLE PIU VETUSTE  MEMORIE  E CULLA DELLE ARTI E DELLA CIVILTà DEL REAME.                                                                                                                                                                                 IN CONSEGUENZA NOI MUOVEREMO CON IL NOSTRO ESERCITO  FUORI DELLE  SUE MURA,CONFIDANDO  NELLA LEALTà E NELL'AMORE  DEI NOSTRI SUDDITI PEL MANTENIMENTO DELL'ORDINE E DEL RISPETTO DELL'AUTORITà .NEL PRENDERE TANTA  DETERMINAZIONE SENTIAMO PERò AL TEMPO STESSO IL DOVERE,CHE CI DETTANO I NOSTRI DIRITTI  ANTICHI  ED INCONCUSSI,IL NOSTRO ONORE ,L'INTERESSE DEI NOSTRI EREDI  E SUCCESSORI,E PIU ANCORA QUELLO DEI NOSTRI AMATISSIMI SUDDITI ,ED ALTAMENTE PROTESTIAMO  CONTRO TUTTI GLI ATTI  FINORA CONSUMATI  E GLI AVVENIMENTI  CHE SI SONO COMPIUTI  O SI COMPIRANNO IN AVVENIRE.RISERBIAMO TUTTI  I NOSTRI TITOLI E RAGIONI ,SORGENTI DA SACRI ED INCONTESTABILI  DIRITTI  DI SUCCESSIONE ,E DAI TRATTATI ,E DICHIARIAMO SOLENNEMENTE TUTTI I MENTOVATI  AVVENIMENTI E FATTI  NULLI,IRRITI,E DI NIUN  VALORE,RASSEGNANDO  PER QUEL CHE CI RIGUARDA  NELLE MANI DELL'ONNIPOTENTE IDDIO  LA NOSTRA CAUSA  E QUELLA DEI NOSTRI POPOLI ,NELLA FERMA COSCIENZA  DI NON AVER AVUTO NEL BREVE  TEMPO DEL NOSTRO REGNO  UN SOL PENSIERO  CHE NON FOSSE STATO CONSACRATO  AL LORO BENE E ALLA LORO FELICITà. LE ISTITUZIONI  CHE ABBIAMO LORO  IRREVOCABILMENTE GARENTITE,NE SONO IL PEGNO.QUESTA NOSTRA PROTESTA  SARà DA NOI TRASMESSA  A TUTTE LE CORTI,E VOGLIAMO CHE SOTTOSCRITTA DA NOI,MUNITA DEL DEL SUGGELLO DELLE NOSTRE ARMI REALI ,E  CONTRASSEGNATA DAL NOSTRO MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI ,SIA CONSERVATA NEI NOSTRI REALI MINESTERI  DI STATO DEGLI AFFARI ESTERI,DELLA PRESIDENZA  DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI ,E DI GRAZIA E GIUSTIZIA ,COME UN MONUMENTO  DELLA NOSTRA COSTANTE VOLONTà  DI OPPORRE  SEMPRE  LA RAGIONE ED IL DIRITTO  ALLA VIOLENZA  ED ALLA USURPAZIONE.                                                                             NAPOLI IL DI 6 DI SETTEMBRE 1860                                                                                                                                FIRMATO FRANCESCO  CERTIFICATO CONFORME -IL MINISTRO SEGRETARIO DI STATO  E PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DON ANTONIO SPINELLI                        

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